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ROMA - La Fieg rilancia "l'accordo ponte"
La segreteria Fnsi respinge la proposta perché:"La Fieg non ha modificato la
posizione di chiusura sulla legge 30 e sul lavoro autonomo punti
irrinunciabili della nostra piattaforma"
Serventi all'assemblea di Palermo:"Pronti a proclamare altri scioperi"
7 ottobre 2004
ROMA - La Federazione nazionale della stampa prenda «in
considerazione le proposte a suo tempo formulate,per un accordo che si
limiti alla proroga di due anni della attuale parte normativa del contratto
in vigore e definisca solo gli aspetti economici per il prossimo biennio
nonché le questioni previdenziali aperte». È l'invito ribadito oggi dalla
Fieg, al termine delle riunioni associative di Consiglio Federale e
Assemblea.
«Il prolungarsi della vertenza e delle azioni sindacali - sottolinea in una
nota la Federazione degli editori, alla vigilia dello sciopero generale dei
giornalisti delle tv che segue quello della carta stampata - non può che
aggravare e rendere più difficile la soluzione di un conflitto che appare, a
giudizio degli editori, tuttora possibile».
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La Federazione Nazionale della Stampa Italiana comunica:
“La Segreteria della Federazione della Stampa conferma lo sciopero in corso
dei giornalisti delle testate freepress e l’astensione di due giorni, nelle
giornate di oggi e di domani, sabato, delle colleghe e dei colleghi dell’emittenza
radiotelevisiva nazionale e locale, pubblica e privata, analogica e
digitale, e dei canali tematici satellitari legati o no a network terrestri.
La segreteria ha convocato per martedì 18 ottobre la Giunta , la Consulta
delle Associazioni di stampa e le commissioni contratto Fieg, Aeranti –
Corallo e Aran per decidere le date e le modalità dei nuovi scioperi dei
giornalisti e delle altre iniziative di mobilitazione che si renderanno
necessarie a sostegno delle posizioni del sindacato.
In relazione alla nota Fieg di oggi, diffusa al termine del Consiglio
Federale e dell’assemblea della Federazione degli Editori, la Segreteria
della FNSI rileva che essa non modifica in alcun modo la posizione
manifestata dalla stessa Fieg negli incontri di martedì 27 settembre. In
quella occasione la Fnsi aveva accolto la proposta di proroga della parte
normativa del contratto, di accordo economico biennale, di soluzione di
alcuni aspetti legati alla riforma della previdenza e alla struttura del
fondo complementare. La Fnsi aveva chiesto però, come condizione
irrinunciabile, impegni vincolanti degli editori che consentano la
sospensione per almeno due anni degli effetti applicativi della Legge 30 sul
mercato del lavoro e l’apertura della fase contrattuale per il
riconoscimento e la tutela del lavoro autonomo dei giornalisti freelance e
precari. Queste condizioni irrinunciabili, che in un primo momento
sembravano poter essere oggetto di negoziato, sono state poi dichiarate
inaccettabili dalla Fieg. Questa posizione di chiusura sulla Legge 30 e sul
precariato giornalistico è stata confermata oggi dalla Fieg che non ha
quindi fatto alcun passo avanti ed anzi ha fatto sapere che tutti i maggiori
editori hanno deciso di reagire ancora più duramente nei confronti delle
sacrosante proteste dei giornalisti”.
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Il livello dello scontro sul contratto nazionale dei giornalisti sembra
destinato a restare
alto. "Siamo pronti il 18 a proclamare nuovi scioperi", avverte infatti il
segretario generale della Fnsi, Paolo Serventi Longhi, intervenuto a Palermo
all'assemblea di redazione del
"Giornale di Sicilia" indetta dal comitato di redazione dopo che una
minoranza dei redattori della testata venerdì e sabato non ha aderito allo
sciopero, consentendo l'uscita del
quotidiano. "Fino a questa mattina - riferisce Longhi – ho sentito vari
editori che mi hanno detto che non vogliono cedere e che questa per loro è
la resa dei conti rispetto a un
contratto che vogliono a tutti costi modificare, perchè lo considerano
un'anomalia che non intendono più sostenere.
Ebbene - prosegue il segretario generale della Fnsi - se questa è la sfida,
noi non torniamo indietro. Siamo pronti a trattare anche domani, ma se sono
determinati a smantellare alcuni
aspetti fondamentali dell'impianto contrattuale, noi non molleremo, né ci
sposteremo di un solo millimetro. Se continuano in questo modo - aggiunge -
gli scioperi il 18 li andremo a riproclamare".
Rispetto all'ultima mobilitazione, Longhi ha detto di avere inviato una
lettera al presidente dell'Ordine dei giornalisti Lorenzo Del Boca e ai
consigli degli ordini regionali nella
quale si chiede "di verificare se nei comportamenti degli iscritti si
ravvisino comportamenti lesivi della deontologia professionale". E, per il
segretario dell'Fnsi, "ciò avviene anche quando si presenta un prodotto
insufficiente, dequalificato". Longhi ha chiesto anche che gli vengano
segnalati casi nei quali gli editori e i direttori "abbiano esercitato
pressioni" sui redattori e sui precari perché lavorassero durante i giorni
di sciopero, "ledendo in questo modo la correttezza dei rapporti sindacali".
Così,. Longhi ha annunciato che la Fnsi "appoggerà quei procedimenti che
anche in Sicilia gli organismi intendono assumere nei confronti di chi ha
tali principi".
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