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OSSEZIA -  SALGONO A 395 I MORTI CON 180 DISPERSI
PROCLAMATI DUE GIORNI DI LUTTO MENTRE ARRIVANO GLI AIUTI UMANITARI
6 SETTEMBRE 2004


 

 Beslan - Ieri ci sono stati i primi funerali dopo la strage che si è consumata per strappare al commando di terroristi la maggior parte della gente presa in ostaggio.  Centinaia di persone hanno accompagnato nel cimitero di Beslan i feretri con le salme di alcuni dei bambini uccisi nel sequestro della scuola. Sono 22 le vittime della strage che hanno trovato sepoltura ieri, mentre prosegue la penosa opera di riconoscimento dei cadaveri, e aumenta il numero delle vittime, e dei dispersi.
Oggi e domani saranno giorni di lutto in tutta la Russia per le vittime di Beslan: per decreto del presidente Putin bandiere a mezz'asta in tutta la Federazione, annullati i festeggiamenti, e le trasmissioni televisive di intrattenimento.
Uno dei sospetti, arrestato dopo la strage, sarà incriminato fra poche ore per aver "partecipato personalmente" all'attacco. Lo ha annunciato sugli schermi del primo canale della tv russa il vice procuratore generale di Russia, Sergei Fridinsky. L'emittente televisiva russa ha trasmesso le immagini di un uomo rasato e tenuto in manette da guardie incappucciate, presentandolo appunto come un membro del commando. L'uomo ripete in russo, con un forte accento ceceno: "Lo giuro su Allah, non ho sparato". E a un giornalista che gli chiede se non avesse pietà dei bambini tenuti in ostaggio, risponde: "Certo che avevo pietà, ho dei figli anch'io". Secondo il vice procuratore si tratta di uno degli uomini che hanno dato l'assalto alla scuola.

Il bilancio ufficiale parla di 335 morti accertati, dei quali soltanto 184 sono stati identificati. Ma all'obitorio di Vladivakaz sono stati contati 394 corpi e all'appello mancano ancora 180 persone. E dopo le polemiche (o incomprensioni) tra Russia e la presidenza di turno Ue, ieri è intervenuto sui fatti di Beslan anche il presidente della Commissione europea Romano Prodi. "Il mio giudizio è semplice: quando succedono questo tipo di eventi occorre un'analisi più approfondita, serena e calma" ha detto Prodi. Nel corso di una conferenza stampa a margine del workshop Ambrosetti di Cernobbio, Prodi ha aggiunto che si tratta di "una tragedia enorme in cui ci sono ancora tanti punti che non conosciamo" e che vanno chiariti prima di aprire "un dialogo (con la Russia, ndr) che non sia basato sulle reazioni immediate". Si tratta, ha detto, di "una richiesta naturale e legittima tra amici".



 

 

 

 

 

 

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