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ENNA - Se c’è un aspetto, fra i tanti, da far risaltare ed elogiare nei confronti degli organizzatori di questo primo festival del Cinema archeologico del Mediterraneo e Premio Kore, apertosi sabato ad Enna e che si concluderà domani 6 luglio, è il merito di aver saputo conciliare il fascino dell’archeologia con le meraviglie della cinematografia contemporanea a cominciare dalla fiction mitologica, fuori concorso, del regista palermitano Maurizio Diliberto Paulsen "Demetra, ragioni e luoghi di un culto in Sicilia". Un avvincente documentario a carattere scientifico-culturale sul tema intramontabile della cosmogonia ellenica e sugli innumerevoli siti archeologici siciliani dove il culto di Demetra era massimamente diffuso, soprattutto nella provincia di Enna che ne conta oltre 300. All’inaugurazione del Festival, avvenuta sabato presso il Castello di Lombardia, è intervenuto un pubblico di oltre 500 persone che hanno seguito con interesse la proiezione dei primi tre film in concorso. Al termine, nell’ambito della rinnovata campagna promossa dalla Provincia regionale di Enna per la restituzione "al mittente" dei reperti archeologici asportati dai siti della provincia siciliana, sono state raccolte le prime 229 firme di adesione all’iniziativa, ma si può anche inviare una e-mail a: stampa@provincia.enna.it. Il Festival del Cinema archeologico, oltre ad approfondire la conoscenza del mondo antico attraverso il moderno apporto delle immagini, costituisce pertanto un’importante manifestazione a sostegno delle attività di tutela e promozione del patrimonio archeologico siciliano, ed anche un fondamentale passo lungo la via dello sviluppo economico del territorio. Organizzato dall’Ente Biennale di Archeologia, il festival del Cinema archeologico si avvale del coordinamento scientifico di Dario Di Blasi (Direttore della "Rassegna del Cinema Archeologico di Rovereto") e di Piero Pruneti (Direttore della rivista "Archeologia Viva"). Di notevole rilievo è la Giuria internazionale del Premio Kore, che annovera noti studiosi e grandi personalità della cultura e dello spettacolo: da Anthony Bonanno, docente dell’Università di Malta a Giovanna Bongiorno, giornalista, regista, presidente dell’Accademia di Belle Arti di Palermo; ad Adolfo Conti, autore e produttore di documentari e collaboratore della Rai di Roma; a Paul Salmona, direttore dell’Auditorium del Louvre di Parigi; a Memi Spiratou, regista, autrice di documentari e membro dell’Agon – international meeting of archaeological film of the Mediterranean area - di Atene. Ad esempio, fra i documentari che hanno aperto le proiezioni di ieri è stato molto apprezzato "Dan Cruickshank e le città perdute dell’Iraq", che ha mostrato attraverso la Bbc le riprese effettuate prima dell’inizio dei bombardamenti della guerra in Iraq nelle città dell’antica Babilonia: compreso il sito identificabile con il Giardino dell’Eden. Da segnalare uno dei documentari in programma per stasera, lunedì 5 luglio, la produzione italo-giapponese "La casa di Polibio a Pompei" che propone la ricostruzione virtuale dell’eruzione del Vesuvio. Conversando con Maurizio Diliberto Paulsen, abbiamo scoperto che il documentario su Demetra è stata la prima esperienza relativa al genere mitologico del regista palermitano. "L’idea di realizzare un film documentario sul culto di Demetra ha preso forma in occasione del mio incontro il presidente dell’Ente biennale di archeologia Giuseppe Lojacono. Il discorso, che è divenuto sempre più interessante, si è incentrato quasi senza una volontà precisa, sull’affascinante figura di Demetra. L'interesse di fare un lavoro su questo tema, mi ha spinto a proporgli il mio progetto che stava già prendendo corpo attraverso le parole e la perfetta sintonia su quell’idea di partenza: il mito di Demetra e Kore con il "ratto" da parte di Ade, il culto in Sicilia partendo da Enna. In tal modo, si è iniziata la nostra interessante lavorazione con il progetto, il casting, la scenografia, la scelta dei luoghi: da Enna, a Pergusa, Morgantina, Siracusa, Agrigento". Il regista non nega che è già in fase di produzione un altro documentario a sfondo mitologico, che molto probabilmente inaugurerà la prossima Biennale dedicata all’archeologia. Documentari in concorso, tutte le sere alle 21 dal 3 al 6 luglio, presso il Castello di Lombardia di Enna: 3 luglio "Gli ultimi giorni di Zeugma" (di T. Ragobert, Francia, 52’), L’ultimo sguardo (di A. Jaubert, Francia, 30’), Troia.130 anni dall’inizio degli scavi (di S. Dolezel, Germania, 23’); 4 luglio "Dan Cruickshank e le città perdute dell’Iran" (di S. Hobkinson, Inghilterra, 60’), "Baalbek, la grandiosità al servizio degli dei" (di G. Hecht, Francia, 26’), "Il dono del guerriero" (di S. Balbo e M. Maran, Italia, 22’); 5 luglio "I misteri delle culture scomparse della Sardegna" (di E. Kriesch, Germania, 59’), "I misteri di Malta" (di G. Del Guercio e T. Yourgrau, USA, 23’), "La casa di Polibio a Pompei" (di P. Galifi e S. Moretti, Italia-Giappone, 20’); 6 luglio "Ercolano. Gli scheletri del mistero" (di M. Visalberghi, Italia-Francia, 52’), "Santuari delle tenebre" (di F. Castellani, Italia, 15’) e, infine, "Sulle tracce dei colori scomparsi: Marmi colorati dell’antica Grecia" (di Elli Kriesch, Germania, 46’).
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