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Editoriale
La piantina della Pace di Papa Wojtyla
di Enza Garipoli
5 aprile 2005

CITTÀ
DEL VATICANO: Ma cosa sta accadendo? Roma, il Mondo, tutto il Pianeta
sono letteralmente impazziti per il Papa venuto da Lontano, ma così
vicino che ha saputo stare accanto a tutti i suoi figli, figlie, e fratelli
e sorelle con un amore infinito e incondizionato.
Non vi state accorgendo che già dalla Sua agonia e poi ancor più con la sua
scomparsa, il papa Santo, Giovanni Paolo II Magno, ha da subito cominciato a
fare il suo primo Immenso e Prezioso miracolo? Sta portando la Pace nel
mondo, infondendo perfino nei cuori più duri, di Potenti e gente qualunque,
un inspiegabile senso di fratellanza e di sete, una grande sete di Pace e di
Amore universale.
Questo miracolo della Pace dovrebbe bastare da solo a far proclamare Santo,
immediatamente, lo scomparso Karol Wojtyla, nato in Polonia ma
cittadino del mondo e del Paradiso.
Solo per Giovanni Paolo Magno, il dittatore Fidel Castro è entrato ieri in
Chiesa ed ha lasciato una testimonianza scritta, struggente e commossa,
della visita del Pontefice a Cuba. Un evento che gli ha toccato il cuore
conquistandolo per sempre.
Dalla Russia ortodossa giungono segni di pentimento per il grande rifiuto.
Per Lui il mondo intero si è svegliato "spalancando le sue porte" all'azione
e alla speranza di pace.
Dalla Sua santa agonia alla notizia della Sua scomparsa, e ancora oggi con
l'attesa dolorosa delle Sue esequie, miliardi di persone si sono unite, ed
hanno sostato in pianto nel ricordo di questo Uomo unico. Instancabile
nell'adempimento della Missione affidatagli da Dio per amore della Madre
celeste, ha portato ovunque il dono del seme della Pace.
Papa Karol sapeva bene che questo seme, curato e diffuso ovunque nella
Terra, soprattutto nei terreni più aridi e duri, avrebbe prima o poi
germogliato. Da buon Seminatore, ha dissodato con perizia il terreno e poi
quel seme piantato non è stato lasciato a se stesso e alle intemperie.
Giorno dopo giorno sono trascorsi quasi 27 lunghi anni, durante i quali è
stato scaldato al sole della Fede, dell'Amore e della Speranza. Anche quando
il mondo pareva assopito e spesso stordito dal Male, dalle sciagure e dalle
miserie di infinite guerre fratricide, quel seme non cessava di svilupparsi.
Oggi, 5 aprile, si scorgono le prime piccole foglie della piantina della
Pace di papa Wojtyla, che ha visto la luce nell'attimo in cui Lui andava in
Paradiso.
Adesso, agli "uomini di buona volontà" tocca il compito di continuare
a far crescere la Pace, fino a farne un albero dai molti frutti. Ma non sarà
un compito impossibile, questa volta. Infatti, la strada è stata abilmente e
santamente spianata dal Grande Papa venuto da lontano per unire a
riappacificare i popoli della terra.
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