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CATANIA: “L’Editor questo sconosciuto”: conferenza di Maria Cristina Poma editor Bompiani
di Maria Valeria Sanfilippo
4 giugno 2005


SPAMPINATO, POMA, MUSCARA', CARBONARO

CATANIA - Un interessante incontro con Maria Cristina Poma, Editor Bompiani Tascabili, ha avuto luogo nel refettorio delle Biblioteche Riunite Civica e Ursino Recupero.
Al tavolo dei lavori erano presenti: Margherita Spampinato (direttore del Dipartimento di Filologia Moderna nonché coordinatore del Dottorato in editing), Sarah Zappulla Muscarà (ordinaria di Letteratura italiana), Rita Carbonaro (direttrice della Ursino Recupero). Dopo il saluto di Margherita Spampinato, che ha posto l’accento sul valore dell’incontro, volto a stimolare la crescita culturale e umana delle giovani menti che, in tal modo, hanno avuto l’opportunità di venire a contatto con professionisti del mondo del lavoro, è la volta di Sarah Zappulla Muscarà che ha introdotto l’illustre ospite, che vanta un curriculum di tutto rispetto.
“L’Editor questo sconosciuto”: è il titolo della conferenza che Maria Cristina Poma, volentieri, avrebbe sostituito in “La professione più bella del mondo”. La relatrice entra subito nel vivo del discorso, tracciando quelle delicate fasi, che vanno dalla selezione alla produzione, dalla distribuzione alla vendita del libro, non senza lasciar trapelare l’entusiasmo per una professione impegnativa, ma altrettanto creativa e gratificante. L’attenzione è tutta puntata sull’affascinante figura dell’Editor e sugli svariati raggi d’azione ad essa correlata: l’Editor è colui che si occupa della scelta di libri di autori noti e sconosciuti, che reiteratamente bombardano i tavoli delle case editrici; I testi presi in considerazione spaziano dalla narrativa alla saggistica, percorrendo tutti i generi letterari.
Ciò, però, non è sufficiente per esaurire il versatile profilo della figura dell’Editor: egli deve anche possedere “un polso commerciale” e tenere continuamente vivo il rapporto con l’ufficio marketing, prestando occhio non solo alla bellezza e alla qualità ma anche alla potenziale “vendibilità” del manufatto cartaceo. La creatività di tale mestiere, poi, si gioca prevalentemente nella capacità di imbastire “un vestitino su misura” da far indossare al prodotto- libro.
Nel corso dell’appassionata esposizione, inoltre, la Poma, fra un aneddoto e l’altro, non si è risparmiata in messaggi di impegno morale e civile: “Un libro deve essere interessante e utile alla società ed è proprio per tale motivo che l’Editor sente il peso di una gravosa responsabilità nei confronti del pubblico” ed ancora proseguendo: “La nostra società ha bisogno di leggere per reintegrare quei valori di cui è carente”. E per raggiungere tale scopo è stata additata una cultura, che “deve costare pochissimo ed al contempo essere di altissima qualità”. “Finchè non è calibrato di scientificità, di rigore, di interesse” – asserisce risoluta la Poma- “il libro non esce!”.
Ai numerosi allievi intervenuti, curiosi di conoscere le dinamiche editoriali, la relatrice ha elargito utili consigli: “Se volete intraprendere tale professione, dovete fare tanta gavetta, formarvi uno zoccolo duro”. Molteplici e disparati gli aspetti lambiti: dalle strategie del marketing di ultima generazione al rischiosissimo genere del best –seller, dal quarto di copertina alle attuali iniziative del web, che si propongono l’ambizioso progetto di mettere on line l’intero scibile della produzione libraria. Margherita Spampinato, inoltre, ha sollecitato ulteriori spunti di riflessione, sollevando la questione relativa al recente successo dei libri allegati ai quotidiani quali ad esempio “Repubblica”, “Corriere della Sera”, che hanno conquistato un’ampia fetta (le stime registrano 1/3) del mercato nazionale: lo scontro fra “mondo del tascabile” e “mondo del relegabile” è ormai inevitabile. A questo proposito, però, Maria Cristina Poma ha rintracciato una nota positiva: “Questa è la conferma di una sete di cultura che sempre più nobilita e caratterizza il nostro Paese”. Un’analisi particolareggiata e lucida, dunque, quella della Poma, che esalta la figura dell’Editor, di cui peraltro si mettono in evidenza le indispensabili doti di modestia, umiltà e rispetto nei riguardi degli autori e del pubblico, ma anche un’analisi che, in maniera del tutto disincantata, non ha pudore di evidenziare le note dolenti con cui l’Editor deve fare i conti: ad esempio la criptica oscurità che, spesso, ammanta i testi proposti di accademici e non.
Si sono avvicendati, infine, svariati interventi nel corso del dibattito che, fra le altre cose, ha dato modo all’illustre ospite di riconfermare il mestiere dell’Editor nella “straordinaria opportunità di confrontarsi con se stessi e con gli altri, constatando ogni giorno il sapere degli altri!”.
Alle spalle l’antica biblioteca dell’ex refettorio dei Benedettini ha fatto da cornice all’incontro: Insomma oggetto-principe incontrastato è stato il libro che, per riprendere il monito oraziano -ricordato da Sarah Zappulla Muscarà- “vive aere perennius, più duraturo del bronzo”. Si è registrata la presenza di un folto pubblico, della stampa e di vari esponenti del mondo accademico: ha presenziato all’incontro anche Rita Carbonaro, “vestale ed anima” della Biblioteca Ursino Recupero, da anni impegnata sostenitrice di benemerite iniziative culturali.

 



 

 

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