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YEMEN - MANIFESTAZIONE A MARIB PER CHIEDERE RILASCIO DEI 5 OSTAGGI
ITALIANI
4 gennaio 2006
LA
FOTO DEI RAPITORI
MARIB - In piazza oggi a Marib hanno manifestato centinaia di yemeniti
per chiedere il rilascio dei cinque turisti italiani sequestrati domenica
scorsa da una tribł locale e per chiedere al governo di usare la massima
severitą contro i sequestratori di turisti. La notizia č sul sito internet
Marebpress.com, considerato vicino ai rapitori, secondo cui i manifestanti
hanno "richiesto il rilascio dei turisti italiani che sono ospiti ai quali
dovremmo dare accoglienza invece di rapirli".
I manifestanti, cosģ come alcune tribł locali, hanno inoltre chiesto al
governo, secondo la stessa fonte, di "colpire col pugno di ferro questi
apostati fuorilegge che diffondono una immagine sbagliata dello Yemen, cittą
di civilizzazione e storia".
LE FORZE ARMATE DELLO YEMEN PUBBLICANO NOMI RAPITORI
Il sito internet delle Forze armate yemenite ha pubblicato i nomi dei
sequestratori dei cinque turisti italiani: si tratta di cinque persone,
precisa il quotidiano Yemen Observer in un articolo in cui si riferisce
anche della condanna a morte inflitta a diverse persone che si sono rese
responsabili di sequestri di persona. I sequestratori degli italiani,
secondo il quotidiano, sono: Obad Saleh Obad al Zaiadi, Ali Saleh Obad al
Zaiadi, Mohammed al Akfi al Zaiadi, Ali ALi Naji Dehebul, Mur'ai al Ameri e
Ali Ahmed al Ameri. Fonti ufficiali hanno "annunciato che il governo a
condannato alla pena capitale nei giorni scorsi alcune persone colpevoli del
rapimento di turisti stranieri", ha scritto inoltre il giornale aggiungendo
che oggi a Sanaa verrą "eseguita la condanna a morte inflitta ai rapitori di
turisti olandesi negli anni scorsi". Ieri, inoltre, "é stata eseguita la
condanna a morte inflitta a Feisel Sh, colpevole del rapimento di turisti
nel 2001".
FERME LE TRATTATIVE , PROBABILMENTE SI PREPARA UN BLITZ
Le forze di sicurezza yemenite potrebbero intervenire per liberare i cinque
ostaggi italiani nonostante la richiesta del Governo di Roma di evitare un
ricorso alla forza". Lo ha detto il ministro degli Esteri yemenita al Tv
satellitare al-Arabya.
"In fin dei conti se i rapitori respingessero i negoziati e rifiutassero di
consegnare gli ostaggi (...) le forze di sicurezza sarebbero obbligate a
intervenire", ha detto Abu Bakr al Kourbi in un'intervista telefonica con la
rete satellitare, di base a Dubai. Il governo italiano ha chiesto alle
autorotą yemenite di non ricorrere alla forza per ottenere la liberazione
dei cinque connazionali rapiti domenica.
AL JAZIRA, AUTORITA', NON USEREMO FORZA
L' ambasciatore italiano a Sanaa, Mario Boffo, secondo quanto riferito dalla
tv Al Jazeera, ha dichiarato di avere avuto assicurazioni dalle
autoritą yemenite che non si farą ricorso alla forza per liberare gli
ostaggi italiani. Secondo Al Jazira, Boffo ha detto che le autoritą di Sanaa
hanno garantito che "non si farą uso di azioni di forza che possano mettere
a rischio la vita degli ostaggi".
E' "molto difficile fissare i tempi" di un eventuale intervento delle forze
di sicurezza yemenite per liberare i cinque ostaggi italiani. Lo ha detto il
ministro degli esteri di Sanąa Abu Bakr Al-Kurbi alla televisione
satellitare Al Arabiya. "Stiamo seguendo questa vicenda ora dopo ora e in
base agli sviluppi tra i negoziatori e i rapitori", ha aggiunto il ministro.
"Siamo preoccupati per la sicurezza degli ostaggi e di conseguenza trattiamo
questa vicenda con la massima cautela", ha detto ancora Al-Kurbi. In
precedenza il capo della diplomazia yemenita aveva detto all'emittente
satellitare che le forze di sicurezza yemenite potrebbero intervenire per
liberare i cinque ostaggi italiani nonostante la richiesta del governo di
Roma di evitare un ricorso alla forza.
SECONDO UNO DEI MEDIATORI LE TRATTATIVE POTREBBERO ESSERE FALLITE
Lo sceicco Ahmed Saleh al Nassiri, uno dei leader tribali che mediano con i
rapitori dei cinque italiani, ha annunciato al sito web yemenita Marebpress
che le trattative "sono fallite". La mediazione, secondo sheikh al Nassiri,
"non č arrivata ai sequestratori a causa delle condizioni preliminari poste
dalle autoritą di sicurezza yemenite di non accettare alcuna condizione da
parte dei sequestratori".
Ciņ, ha aggiunto al Nassiri, secondo quanto riferito da Marebpress, č stato
considerato dalla commissione dei mediatori "una limitazione al proprio
potere di negoziare, e un annuncio anticipato del fallimento delle
trattative", data la conoscenza da parte della commissione delle
problematiche inerenti alle tribł e da esperienze precedenti.
FINI: L'ITALIA E' CONTRO OGNI USO DELLA FORZA
L'Italia ha fatto sapere alle autoritą yemenite che č contraria all'uso
della forza per liberare i cinque turisti italiani nelle mani di esponenti
di una tribł della provincia di Marib da oltre 48 ore. Lo ha confermato
l'ambasciatore italiano a Sanąa Mario Boffa parlando con l'Ansa. Il
diplomatico ha precisato di aver avuto istruzioni precise in proposito
direttamente dal vice premier e ministro degli Esteri Gianfranco Fini. Le
autoritą yemenite hanno da parte loro confermato all'Italia che non hanno
intenzione di risolvere lo stallo attraverso un blitz.
I cinque turisti italiani - una coppia di coniugi padovani
Piergiorgio Gamba e Maura Tonetto, un'altra padovana Camilla Ramigni e due
residenti in provincia di Milano Enzo Bottillo e Patrizia Rossi - sono stati
rapiti domenica nella regione di Marib, a est di Sanaa.
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YEMEN - 4 gennaio 2006
Verso le 16 ora italiana, alcune fonti ufficiali yemenite hanno reso
noto che la prioritą č l'incolumitą dei turisti italiani rapiti e che
č fuori questione l'uso della forza. Intanto non č stata confermata la
notizia diffusa da un giornale locale secondo cui i rapiti sarebbero stati
spostati utilizzandoli come scudi umani.
Il governo dello Yemen ha inviato altri soldati a cingere d'assedio il covo
dei rapitori dei cinque ostaggi italiani, secondo quanto riporta la
Associated Press, e ha tagliato le forniture d'acqua alla zona. Il reporter
della Ap ha visto decine di soldati scendere da elicotteri nella zona
montagnosa di Jahan nella provincia di Marib, dove secondo fonti della
sicurezza i rapitori tengono nascosti gli italiani. Altri elicotteri sono
stati avvistati mentre volavano a bassa quota sopra le montagne.
Un funzionario di governo, sotto copertura dell'anonimato, ha detto che sono
state tagliate le forniture d'acqua ai cassoni comuni della vasta regione di
Sirwah, nella provincia di Marib, 120 chilometri a nordest della capitale
Sanaa, come strumento di pressione contro i rapitori. Il governo yemenita
sarebbe sempre pił vicino a sferrare un blitz nonostante le richieste
contrarie del governo italiano.
Intanto i nomi dei rapitori dei 5 italiani sequestrati domenica scorsa sono
stati pubblicati da un sito web yemenita. Si tratta di 5 uomini, tra cui
figurano due fratelli: Abbad Salih Abbad Al Zaidi e Ali Saleh Abbad Al Zaidi.
Gli altri 3 nomi pubblicati sono: Mohammed Al Aqfi Al Zaidi, Ali Naji Dahbil
Ma'ari Al Amiri ed Ali Ahmed Al Amiri.
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