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FEDERAZIONE NAZIONALE DELLA STAMPA
ITALIANA PALERMO - CONTRO LE FABBRICHE DEL
PRECARIATO PALERMO - L’Associazione Siciliana della Stampa, in una lunga nota rivolta a tutti i giornalisti siciliani prende posizione contro la ripresentazione all’Ars della legge che riguarda la sanatoria dei giornalisti precari negli uffici stampa della Pubblica amministrazione. Provvedimento già impugnato un mese fa dal Commissario dello Stato che ha mosso seri rilievi di legittimità. La legge è stata ripresentata identica nella sostanza con un gesto di sprezzante sufficienza nei confronti di un’Istituzione che ha compiuto solo un atto di doverosa garanzia. Il sindacato dei giornalisti aveva già denunciato la formulazione approssimativa e contraddittoria di un provvedimento che non riusciva a garantire neanche i precari in nome dei quali si diceva fosse stato presentato. Di fronte all’arroganza di una politica che getta sul tavolo carte già giudicate illegittime, di fronte a un legislatore che sfida la legge, il sindacato dei giornalisti conferma che l’attivazione dei concorsi, insieme alla risposta concreta alle giuste aspettative del precariato storico, è la via maestra per giungere alla soluzione del problema. In questa direzione il sindacato conferma il meccanismo a suo tempo proposto per la conferma delle funzioni “ope legis” del precariato storico. Nello stesso tempo una commissione congiunta Ordine – Assostampa, a suo tempo attivata, elaborerà entro un mese un’ipotesi di regolamento per le selezioni da sottoporre al tavolo di concertazione con l’assessorato alla Presidenza istituito nell’agosto scorso e all’Assessorato alla Famiglia cui si chiede di procedere senza ulteriori indugi all’invio dei commissari ad acta nei Comuni che avevano l’obbligo di procedere alla determinazione delle dotazioni organiche entro il 31 maggio 2005 e non lo hanno fatto. Solo in questo contesto sarà possibile interrompere l’attività delle “fabbriche del precariato” attraverso il dilagare dei contratti di consulenza per i giornalisti. Sappiano i colleghi chi è dalla loro parte e chi vuole spingerli in un bacino di nebbiose incertezze. Sappiano scegliere secondo coscienza i deputati dell’Ars che il 9 gennaio saranno chiamati a votare una legge sbagliata perché ingiusta e per di più inefficace.
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