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TERZA PUNTATA DELL'INCHIESTA SUL DISAGIO MINORILE IN SICILIA

L'INGRESSO DEL CPA DI CATANIA


E' ANCORA CATANIA LA CAPITALE DEI BABY-BOSS
L‘80 per cento dei mini rapinatori è di San Cristoforo
di Enza Garipoli
3 novembre 2005



PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA, IN ESCLUSIVA PER "SICILIA MILLENNIUM",  LA TOCCANTE E SIGNIFICATIVA IMMAGINE (che ci auguriamo serva da deterrente) DI UNA DELLE CELLE DEL CPA (centro di prima accoglienza) di Catania, destinate ad accogliere i giovani arrestati nel distretto di appartenenza
Sicilia Millennium ringrazia il Ministero della Giustizia, il Dipartimento della Giustizia Minorile con il dirigente Rosario Priore e la direzione del Centro per la Giustizia Minorile di Palermo, per aver reso possibile l'inchiesta, condotta dal direttore responsabile Enza Garipoli, attraverso l'inquietante mondo del disagio minorile in Sicilia
 

CATANIA - Anche se quest’anno, al Centro di prima accoglienza di via Franchetti c’è stato un lieve calo di ingressi di minori rispetto alla media degli anni precedenti, tuttavia ad agosto e già stata superata a soglia dei 200. Questo dato è sufficiente a riconfermare il distretto di Catania anche per quest’anno, come purtroppo è puntualmente avvenuto negli ultimi cinque, tra i primi sei Cpa nazionali per numero complessivo di ingressi - sia di italiani che di stranieri - e tra i primi due centri per numero di ingressi di italiani maschi.
 Se si eccettua il 2001, (con 237 ingressi a Catania) e anno in cui tra i primi sei Cpa nazionali è compreso anche il Cpa di Bari, negli altri quattro anni - 2000 (con 293 ingressi a Catania), 2002 (con 203 ingressi a Catania), 2003 (con 252 ingressi a Catania) e 2004 (con 211 ingressi a Catania) - i Cpa che precedono per l'appunto il distretto di Catania hanno una competenza territoriale assai più ampia e coincidente con l’intera regione di appartenenza: come avviene per Milano, Firenze, Roma, Torino e Napoli.
 Invece, al Cpa di Catania convergono solo i minori arrestati in città e provincia, a Siracusa e Ragusa con le rispettive province, ed a Niscemi un piccolo centro in provincia di Caltanissetta.
Pertanto, non si può fare a meno di considerare che la situazione del capoluogo etneo sia la più grave ed allarmante, non solo rispetto al resto d’Italia, ma anche riguardo agli altri distretti siciliani.
 Infatti, qui è particolarmente alta la concentrazione di arresti di giovanissimi, con addirittura il 75 per cento proveniente da Catania e provincia. Lo scorso anno, gli ingressi - e cioè i minori arrestati - sono stati 211, di cui: 96 a Catania e 62 nella sua provincia; altri 19 a Siracusa e 10 nella sua provincia; 5 a Ragusa e 9 nella provincia; 1a Niscemi; da Comuni fuori distretto sono pervenuti al Cpa di Catania altri tre giovani e, infine, altri sei minori arrestati erano stranieri.

«Gli specialisti» in furti e rapine, i reati più frequenti

Nel 2004. circa l'80 per cento dei giovani rapinatori portati al Cpa proviene dal quartiere di Picanello. La maggioranza di quelli arrestati per furto da San Cristoforo: da San Giovanni Galermo soprattutto giovani spacciatori: da San Giorgio-Librino, provengono gli specialisti in furto aggravato di motorini e di autovetture.
 Il furto, infatti, continua ad essere il reato più frequente, tanto che costituisce il 54 per cento del totale delle imputazioni registrate nel 2004. Seguono la rapina e i reati in violazione della legge sugli stupefacenti, che incidono ciascuno per il 18 per cento. Gli altri i reati sono stati perpetrati contro la persona. Lo scorso anno, vi sono state 119 imputazioni per furto, da cui emerge che il 38 per cento riguarda il furto di autovetture, mentre il 28 per cento riguarda il furto di motocicli e ciclomotori.
 Lo scippo incide meno dell'uno per cento, ma questo non significa che a Catania ogni giorno non vengano commessi cinicamente decine di scippi - spesso con gravi conseguenze per le vittime prescelte, che in genere sono per lo più anziane donne e stranieri. Tuttavia, per questo grave tipo di reato non è più consentito l'arresto, tranne in caso di lesioni, o peggio, procurate dagli scippatori alle povere e ignare persone prese di mira.

 

 

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SICILIA:  intervista al direttore del Cpa di Catania
 ANTONIA CHIARENZA: «I GIOVANI CHE VENGONO CONDOTTI AL CPA SONO SEGUITI DA UN'EQUIPE UNICA»
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 (quarta parte dell'Inchiesta sul disagio minorile in Sicilia)
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