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CATANIA - INCHIESTA NEL DISAGIO MINORILE IN SICILIA
seconda parte:
«QUELL'OSCURO DISAGIO ADOLESCENZIALE
CHE PORTA VERSO IL BARATRO»
di Enza Garipoli
L'Istituto
per minori di Bicocca
SICILIA - Ragazzi che hanno sbagliato. Ognuno ha la sua storia,
vicende tragiche o inquietudini legate alla famiglia, alle amicizie, oppure
al sentirsi soli in una società che spinge verso allori predestinati
soprattutto - o forse esclusivamente - «i figli di papà». Pochissimi,
infatti, sono i giovani detenuti che provengono da famiglie cosiddette
benestanti: ma anche da questi nuclei, apparentemente fortunati, possono
scattare le molle che inducono i ragazzi bene a violare la legge. E, in
questo caso, il loro è soprattutto un gesto di ribellione per richiamare
l'attenzione sulla propria solitudine e sui problemi che, nell'adolescenza,
assumono ai loro occhi proporzioni insormontabili. Un identico disagio
adolescenziale, ma che in un contesto di degrado sociale e familiare ha uno
sbocco negativo e del tutto diverso, rispetto ai ragazzi che vivono in
famiglie «normali» inserite adeguatamente nella vita sociale e lavorativa.
I giovani assassini. Abbiamo già illustrato l'escalation dei reati
compiuti dai minorenni, che in genere cominciano dai piccoli furti e poi
arrivano alle rapine e, peggio, all'omicidio. Nel primo semestre di
quest'anno, all'Istituto per minori di Bicocca, diretto dalla dottoressa
Rita Barbera, sono stati trasferiti quattro giovani che si sono resi
colpevoli del delitto più grave verso la persona: l'assassinio. Due di essi
sono cinesi, e sono accusati di avere commesso questo grave crimine in
gruppo, nel corso di una rissa scatenatasi all'esterno di una discoteca
della zona di Brescia. Questi giovani stranieri sono stati poi trasferiti da
Catania all'Ipm di Milano. Gli altri due giovani, già condannati in primo
grado a 14 anni di reclusione per omicidio, sono siciliani, di Siracusa.
Insieme avrebbero commesso una spietata esecuzione, legata a reati di mafia,
che all'epoca fece molto scalpore. Due anni or sono avrebbero ucciso,
secondo l'accusa, un commerciante siracusano che non volle piegarsi alle
estorsioni del clan malavitoso che spadroneggiava nella zona. Uno dei due
presunti colpevoli è stato di recente trasferito in un altro Ipm italiano,
pertanto attualmente, a Bicocca, si trova detenuto solo l'altro complice,
anche lui in attesa del processo di appello.
Violenza sessuale
A Bicocca, sono stati trasferiti anche ragazzi che stanno scontando condanne
per violenza sessuale. Di solito accade che questi «violentatori», abbiano
subito uno stupro da giovanissimi, generalmente da parte di parenti stretti
e talvolta anche da estranei. Per questo motivo possiamo considerarli
vittime a loro volta, anche se questo tipo di reato non da diritto a nessuna
indulgenza. Fra gli episodi più eclatanti, che poi ha condotto alla condanna
dei colpevoli, c'è una storia dai risvolti boccacceschi svoltasi due anni fa
nella provincia di Caltanissetta. I protagonisti sono stati due ragazzi di
15 anni ed una donna di 35, parente di loro coetanei. La violenza si è
consumata in un ambiente morale ai limiti del degrado, e furono proprio i
due quindicenni a sottomettere sessualmente la loro vittima. Ma in un primo
tempo, la loro linea difensiva voleva dimostrare che era stata, invece,
proprio la giovane donna ad avere approfittato dei due piccoli compari. |
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