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CATANIA - NELLA NOTTE UNA SECONDA FORTE SCOSSA DI TERREMOTO. IL SINDACO SCAPAGNINI: NESSUN DANNO ALLE PERSONE O COSE, SUBITO ATTIVI PROTEZIONE CIVILE E VIGILI URBANI
31 ottobre 2005

Il sindaco di Catania, prof. Umberto Scapagnini

CATANIA - Un secondo forte terremoto, di magnitudo 3,9 Richter e quindi leggermente più forte di quello di ieri, è stato registrato nella notte due minuti dopo l'una. L'epicentro ancora una volta è stato localizzato nel territorio compreso tra Viagrande, Trecastagni e Aci Bonaccorsi. Per fortuna non vi sono stati danni alle persone e alle cose.

 Secondo l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia la scossa si è verificata alla profondità di otto chilometri. Il nuovo sciame sismico, composto da un ventina di terremoti, la maggior parte dei quali rilevati soltanto dagli strumenti, è stato registrato la notte scorsa sul versante sud dell'Etna. Il sisma di maggiore energia è stato all' 1:02 ed è stato di magnitudo 3.9. Altri eventi sono stati rilevati prima dell' alba: tre le scosse di maggiore energia: 1.6, 2.0, 2.1. Non si registrano danni a cose o persone.

TERREMOTO, NESSUN DANNO A CATANIA

“Il terremoto di questa notte, come del resto quello di ieri mattina, non ha provocato nessun danno a Catania ma in ogni caso la nostra Protezione Civile era pronta”. Lo hanno affermato il sindaco di Catania Umberto Scapagnini e l’assessore al ramo Civile Domenico Rotella dopo una ricognizione avvenuta subito dopo l’evento sismico di questa notte mettendosi in contatto con il capo della Protezione Civile comunale l’ingegnere Carmelo Coco. Già nella mattinata di ieri, domenica 30 ottobre 2005, sindaco ed assessore, si erano recati presso il Centro di Nesima per accertarsi personalmente della situazione generale.
La Protezione Civile comunale si è infatti subito attivata, in entrambi i casi, in stretto collegamento con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, i Vigili del Fuoco ed i Vigili Urbani e grazie all’accurato sistema di monitoraggio presente sul territorio ha potuto verificare in tempi brevi l’assenza di qualsiasi danno a persone e cose sull’intero territorio cittadino.
“La Protezione Civile – ha precisato il sindaco Scapagnini – è una macchina perfettamente collaudata e l’azione di sorveglianza è continua. Il nostro auspicio che mai nulla di grave accada nella nostra area ma possiamo confortarci anche con la consapevolezza di essere pronti a qualsiasi evenienza come la recente esercitazione di livello internazionale, Eurosot 2005, ha ampiamente dimostrato”.
“Ancora una volta – ha aggiunto l’assessore Rotella – la nostra Protezione Civile si è mostrata pronta ad affrontare qualsiasi evento, fortunatamente anche questa volta si è trattato in fondo di qualcosa di teorico. Un grazie convinto a tutta la struttura immediata, capace e pronta a intervenire. Ribadisco ai nostri cittadini che possono stare assolutamente tranquilli: non c’è nessun allarme”.


L' epicentro è stato localizzato dagli esperti dell' Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia a sei chilometri a nord di Pedara, a una profondità di 5 mila metri. E' una zona molto vicina a quella interessata da un altro sciame sismico, che ha avuto un terremoto di massima energia di magnitudo 3.7.

La scossa dell' 1:02 è stata avvertita in molti paesi dell' Etna e anche a Catania, ma soltanto negli ultimi piani di palazzine alte. I vulcanologi dell' Ingv sottolineano la natura tettonica delle scosse che, sostengono, non sono da collegare direttamente all' attività vulcanica dell' Etna. Ieri alle 7 era stato registrato nella stessa zona un altro sciame sismico composto da una decine di scosse, la più forte delle quali, di magnitudo 3.7, si era verificata sul versante sud-orientale dell'Etna.

Lo sciame è stato nettamente avvertito dagli abitanti dei paesini della zona interessata tra Zafferana e Pedara e anche a Catania. L'epicentro del sisma di ieri è stato localizzato dagli esperti dell'istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Catania a sud-ovest di Zafferana Etnea. La scossa sismica ha interessato soprattutto il territorio dei comuni di Trecastagni, Viagrande e Pedara. Il tremore più lungo è stato preceduto, alle ore 6.42, da un'altra scossa di magnitudo 3.2 sempre nella stessa zona, anch'essa avvertita dalla popolazione.

L'Ingv di Catania sottolinea che si è trattato di uno sciame di terremoti di natura tettonica e quindi non direttamente collegata all'attività vulcanica dell'Etna. Nelle scorse settimane si erano avuti altri eventi sismici sul vulcano ma sul versante leggermente più spostato a est. Il presidente dell'istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Enzo Boschi, dice: «Non penso che l'Etna riprenda l'attività eruttiva. Oggi si è trattato di un'attività tipicamente sismica dovuta alla cosiddetta faglia di Pedara, da collegare alla struttura vulcanica, poiché siamo in presenza di una una zona particolare dal punto di vista geodinamico».

 

 

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