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Il viaggio di “Datemi tre caravelle” in prima assoluta a Taormina si conclude questa sera (domenica 31 luglio) alle 21:30 al Teatro Antico
 31 luglio 2005


BRUNO ALOI : presidente Comitato nazionale Cristoforo Colombo

CATANIA - Il viaggio di “Datemi tre caravelle” in prima assoluta a Taormina si conclude questa sera (domenica 31 luglio) alle 21:30 al Teatro Antico. Lo spettacolo destinato ad approdare nei prossimi mesi a Genova per le celebrazioni di Cristoforo Colombo, a Roma, Torino, Milano ed infine a New York nel 2006 vede protagonista Alessandro Preziosi nel ruolo dell’Eroe dei due mondi: al suo fianco un cast di assoluto rilievo con Nicky Nicolai nei panni di Isabella di Castiglia e Mario Venuti per l’occasione interprete di Ferdinando D’Aragona. Nello spettacolo che si avvale tra l’altro delle raffinate composizioni musicali di Stefano Di Battista, in scena anche Noemi Smorra, Jacopo Sarno, Andrea De Venuti, Alessandro Cremona, Stefano De Sando, Luigi Di Fiore, Yaser Mohamed e Vittoria Siggillino.



 

DATEMI TRE CARAVELLE!

Sinossi

 Colombo giunge in Spagna, dopo essere fuggito precipitosamente dal Portogallo. Ha con sé solo suo figlio Diego. La moglie è morta in Portogallo, vittima di una congiura politica contro la sua famiglia.

L’esploratore genovese si trova nel momento peggiore della sua vita. Non ha un soldo, non ha lavoro, non ha proprio idea di come riuscire a perseguire il suo sogno di navigare verso la nuova rotta da scoprire verso le Indie. Per una fortunata coincidenza, Colombo conosce Padre Marchena, frate francescano molto introdotto presso la corte di Spagna. Il frate rimane molto colpito dal sogno di Colombo di trovare una nuova via per le indie, e subito decide di darsi da fare per procurare all’esploratore genovese un’udienza con i reali di Spagna. Colombo conosce anche la nipote di Padre Marchena, Beatrice Bobadilla, bella e spigliata ragazza casigliana, cui fa una corte serrata un nobile, consigliere di re Ferdinando di Spagna, Alfonso De Agar. Tra Colombo e Beatrice nasce subito una forte attrazione, che da inizio ad una lunga fase di corteggiamento. Corteggiamento che non sfugge a De Agar che, pur di liberarsi in fretta di Colombo, tenta il possibile per convincere il re a dare delle navi all’esploratore genovese per tentare l’impresa. De Agar è convinto che, nella migliore delle ipotesi, Colombo impiegherà anni prima di poter fare ritorno in Spagna. Nella peggiore delle ipotesi, la più probabile secondo anche i Saggi di Salamanca (i consiglieri scientifici della corona di Spagna), Colombo trascinerà se stesso e il suo equipaggio alla morte.

Padre Marchena conquista alla causa di Colombo la regina di Castiglia e Aragona, Isabella la Cattolica. Ma la prima udienza di Colombo davanti alla corte spagnola si rivela un disastro. L’esploratore genovese, incalzato da uno dei saggi di Salamanca, non riesce a produrre spiegazioni chiare per convincere i reali di Spagna a finanziare la sua impresa. La terra non è più stretta, come dicono i nuovi calcoli matematici dell’esploratore genovese, ma è esattamente grande come dicono tutti i calcoli matematici e geografici prodotti dalla scienza umana fino a quel momento. Nessuna nave potrebbe giungere sana e salva alle indie navigando per l’oceano atlantico.

Colombo è disperato, si riduce a lavorare come cameriere. Ma non mette mai in discussione la fede in Dio e nel suo sogno. Lui sa che riuscirà nell’impresa.

A De Agar viene annunciato che ormai, delle sue sostanze economiche, non è rimasto quasi più niente, e gli viene fatto notare come il matrimonio con Beatrice Bobadilla rimanga l’unica speranza per salvare la dignità economica nella sua esistenza. Ma la nobile casigliana è ormai perdutamente innamorata di Colombo, al quale si dichiara con un sentimento che è prontamente ricambiato.

De Agar comprende che Colombo deve lasciare la Spagna in fretta, e adopera tutta la sua influenza presso il re per far assegnare fondi e navi all’impresa di Colombo.

Ma è Padre Marchena, malato gravemente da qualche tempo, a convincere i reali di Castiglia e Aragona a finanziare l’impresa di Colombo. Nella drammatica udienza decisiva, a causa dell’eccessivo sforzo, Padre Marchena muore.

I reali, grazie a Padre Marchena, decidono di appoggiare l’impresa di Colombo. Sono passati vent’anni da quando l’esploratore genovese ha sognato per la prima volta di solcare l’oceano atlantico alla scoperta della nuova via per le indie. Vent’anni di promesse mancate, di umiliazioni, di perdite dolorose. Ma ora sta per partire dal porto di Palos verso la realizzazione del suo sogno, sotto lo sguardo di chi lo ha appoggiato, amato o odiato. Dalla tolda della sua nave, mentre saluta Beatrice Bobadilla, dice: “Sto per realizzare una cosa, che per tutti gli altri è come una fiaba”.

Colombo aveva sbagliato nei suoi calcoli, la terra era grande come dicevano i saggi di Salamanca. Ma la forza di un sogno porta sempre a scoprire ciò che non ci aspettiamo. Se non ci fosse stata l’America, tra l’Europa e le Indie, Colombo sarebbe morto con tutti i suoi equipaggi. Ma l’America c’era e Colombo si salvò, come nella tradizione delle migliore favole. E l’America diventò la terra dei sogni che si tentano di realizzare, quasi come una metafora creata per onorare Colombo. Il quale diventò, nella memoria di tutte le generazioni a venire, l’Ammiraglio dell’Oceano Mare. E si sposò con Beatrice Bobadilla, dalla quale ebbe un figlio. Non si ebbero più notizie, invece, di Alfonso De Agar.

DATEMI TRE CARAVELLE!

Alessandro Preziosi – Cristoforo Colombo

Nato a Napoli il 19 aprile del 1973, Preziosi si è laureato in Giurisprudenza presso l'Università Federico II di Napoli con 110 e lode. Lasciato lo studio legale dove lavorava, si  trasferisce a Milano, diplomandosi all'Accademia dei Filodrammatici.

Comincia a lavorare in teatro nel '98, interpretando Laerte nell'Amleto di Antonio Calenda. Nello stesso anno, sarà Cristiano nel Cyrano di Corrado De Lia.

Nel 2000 ha prodotto e interpretato il monologo Le ultime ore di A.I., tratto da un testo originale di Tommaso Mattei e rappresentato a Milano, Napoli, Bari e Salerno.

Ha interpretato Oreste nella trilogia di Eschilo, Agamennone, Le Coefore e Le Eumenidi sempre diretto da Antonio Calenda (2001-2002-2003).

Nella stagione 2004/2005 è stato il Principe Edmund nel Re Lear (Roberto Herlitzka) dello stesso regista.

Preziosi ha raggiunto popolarità presso il grande pubblico interpretando fiction di successo, quali Vivere (2000-2001), Elisa di Rivombrosa (2003-2004) per Canale 5 e Il Capitano (2004) per Raidue.

Vaniglia e Cioccolato (2004) di Ciro Ippolito, con Mariagrazia Cucinotta, segna il suo esordio cinematografico.

 

DATEMI TRE CARAVELLE!

Nicky Nicolai – Isabella di Castiglia

Insieme a Stefano Di Battista Jazz Quartet, è stata rivelazione musicale dell’ultimo Festival di Sanremo e con il brano Che mistero è l’amore, ha vinto nella categoria gruppi. Nicky, come ha rivelato il suo album, possiede una voce limpida, duttile, versatile e classica.

Dopo il Festival di Sanremo, l'album “Tutto passa” che già aveva riscosso un grande successo nel 2004, è stato ripubblicato con il nuovo titolo “Che mistero è l'amore”, con l'aggiunta dell'omonimo brano e di altri tre inediti, tra cui una personale reinterpretazione di Sono Stanco, una perla tratta dal repertorio di Bruno Martino. Nell’album ci sono importanti collaborazioni, i duetti con Lucio Dalla in “Io qui, tu lì”, brano che ha molto affascinato Carla Bruni decisa a ricantarlo molto presto in francese, e con Renzo Arbore in “Un cornetto e un cachet”.

Il Nicky Nicolai-Stefano Di Battista Jazz Quartet nasce dall’incontro artistico e di vita tra Nicky Nicolai e Stefano Di Battista con altri tre grandi musicisti della scena jazz italiana ed europea: Dario Rosciglione contrabbassista, Julian Oliver Mazzariello pianista, Amedeo Ariano batterista. La formazione si è imposta come una delle realtà più importanti del panorama musicale jazz degli ultimi anni, affermandosi in una serie di eventi live. Elemento caratteristico del gruppo è l’unione tra la canzone italiana e il jazz, basata sull’eleganza e raffinatezza delle interpretazioni e sull’autenticità dell’atmosfera che solo la musica interpretata da grandi musicisti jazz è in grado di dare.

Nata a Roma Nicky Nicolai ha amato la musica sin dall’infanzia. Dopo aver frequentato corsi di recitazione per l’applicazione del metodo Stanislawski al canto e all’uso del corpo sul palcoscenico, nel 1992 si iscrive al Conservatorio Piccinni di Bari per studiare Canto Lirico con Lucia Vinardi, conseguendo il diploma di canto nel 1999. Nel 1996 e nel 1998 fa parte del cast dei musical “La bella e la bestia” e “La Cenerentola”. Nel 2001 ha composto con Stefano di Battista il brano “Roma ... io senza te” per un video musicale voluto da Walter Veltroni, sindaco di Roma, che promuove nel mondo la Città Eterna. Nel 2002 ha partecipato alla rassegna “Le Signore del Jazz” del Teatro dell’Opera di Roma a fianco di Ada Montellanico, Maria Pia De Vito, Barbara Casini e Karin Schmidt con belle cover di Ill Wind, Answer Me e E se domani e nel 2003 a “Donne in Jazz” all’Auditorium Aldobrandini di Frascati con un omaggio alle canzoni di Joni Mitchell. Dopo la pubblicazione di Tutto passa, accolto con grande favore dalla critica, Nicky e la formazione jazz guidata da Stefano Di Battista hanno tenuto concerti nei più importanti locali italiani (tra cui il Blue Note di Milano e l’Auditorium di Roma) e hanno accompagnato Lucio Dalla nella tournée “Dalla in jazz” che ha toccato numerose città italiane ed europee nell’estate 2004.

DATEMI TRE CARAVELLE!

Note di Regia

 Quando mi è stato chiesto di mettere in scena la commedia musicale Datemi tre Caravelle, la prima cosa alla quale ho pensato - dato il mio passato professionale - è stata l’ambientazione, il luogo dell’azione scenica. La questione era se mantenere l’epoca dei fatti storici o trasportarla in altri tempi poiché, quando si sceglie di mettere in scena un testo, non si può non tenere conto di tutto quello che su quell’argomento è stato fatto fino al momento in cui si decide di lavorare, sia per quanto riguarda il cinema che gli eventi teatrali.

Considerando che il testo teatrale in questione ha già di per sé un taglio fortemente cinematografico, con frequenti dissolvenze incrociate tra una scena e l’altra, ho pensato di rispettare la struttura del testo ispirandomi alla cinematografia americana, indirizzando la mia attenzione verso una visione non realistica, non naturalistica ma fantastica, con accenti simbolici già evidenti nella scenografia. 

Quindi, realizzare una commedia musicale che parla di una storia accaduta nel passato, ma proiettata nel futuro, secondo il parallelismo: Colombo sta all’oceano come l’astronauta sta allo Spazio. Nel senso che la navigazione marittima dell’epoca equivale alla navigazione spaziale dei nostri giorni, anche se con strumenti ovviamente diversi. Ma anche nel senso che l’uomo postmoderno, sempre teso a trascendere se stesso e a raggiungere nuovi territori della conoscenza, raccoglie in sé quell’ispirazione profonda che fu di Cristoforo Colombo.

Ed è appunto la figura di Cristoforo Colombo, misteriosa e controversa, ad avere destato in me un forte interesse umano prima ancora che artistico. Indubbiamente Colombo rappresenta l’uomo nuovo divenuto padrone di se stesso. Ma non solo. Colombo è pervaso da una fede e un misticismo che per certi versi appartengono di più un personaggio medievale; allo stesso tempo è mosso da una fiducia incrollabile nelle capacità dell’uomo inteso come ente dotato di pensiero e azione, capace di basare la propria esistenza su un ideale umano, un sogno da realizzare nell’unica vita certa che gli è data di vivere. Che poi sono i caratteri propri dell’Umanesimo.

Il sogno infine è l’altro tema fondamentale su cui ruota questa commedia musicale, il sogno personale di un uomo a cui però è contrapposta la dura realtà sociale del tempo, fatta di meschinità e di ristrettezze, proprie di una mentalità ancora medievale che si chiude di fronte all’apertura, alla possibilità, rappresentate da Colombo.
Ma c’è un’altra importante realtà a contrapporsi al sogno di Colombo. Una realtà questa volta non sociale, ma tutta privata: l’amore.
Gianni Quaranta

 

DATEMI TRE CARAVELLE!

Carmelo Pennisi e Massimiliano Durante - Testo

 
Carmelo Pennisi
nasce a Catania nel 1964. Dopo studi in Sociologia all'Università di Roma La Sapienza si dedica prima ad una intensa attività giornalistica e di pubbliche relazioni poi al lavoro di sceneggiatore.

Collabora con varie riviste e quotidiani come giornalista esperto in questioni che riguardano la Città del Vaticano.

Scrive per Mediatrade il tv-movie sulla vita di Giovanni Paolo II, andato in onda nella primavera 2005 con il titolo Karol - Storia di un uomo diventato Papa.

 

Massimiliano Durante nasce a Roma. Dopo studi di Sociologia all’Università degli Studi di Roma La Sapienza, inizia l’attività di sceneggiatore e di consulente per il cinema e il teatro.

 

Carmelo Pennisi e Massimiliano Durante svolgono da anni una proficua collaborazione.

Frequentano un Corso di Aggiornamento Professionale di Sceneggiatura al British Film Institute. Collaborano con il regista Peter Chelsom.

Partecipano alla realizzazione di vari cortometraggi e spettacoli teatrali a Londra.

Collaborano all’ adattamento della commedia teatrale Salomè diretta da David Leveaux e andata in scena all’ English National Theatre.

Collaborano con il “Criterion Trust”, fondazione per il teatro presieduta da Lord Richard Attemborough.

Collaborano con il regista Ian Knox nella scrittura di alcune puntate della serie televisiva inglese Amish Macbeth

Scrivono un cortometraggio, finanziato dall’emittente televisiva “Channel Four”, realizzato nella comunità greca di Londra dal regista Justin Cedwick e interpretato da Ewan McGregor.

Collaborano all’adattamento della commedia teatrale Nine, diretta da David Leveaux e andata in scena sul finire del 1996.

Autori dei documentari sulla Storia della Chiesa prodotti dalla Lux-Vide.

Si occupano di consulenza artistica presso la “Royal Opera House” di Londra.            

Autori di una serie di documentari dedicati al tema del Giubileo per conto dell’emittente televisiva Telemontecarlo.

Realizzano un cortometraggio, sulla vita di Cesare Pavese. L’opera è stata finanziata dal Dipartimento dello Spettacolo italiano.

Collaborano con “Primal Screen”, compagnia di produzione cinematografica inglese.

Scrivono il lungometraggio La Lettera.

Scrivono il lungometraggio Ora e per Sempre sulla tragica storia del “Grande Torino”.

Collaborano con “Random Harvest”, compagnia di produzione cinematografica inglese.

La APT, in collaborazione con la Universal, produrrà, a partire da settembre 2005, il film The Theatre of  Dreams da una loro sceneggiatura, che racconta uno dei più grandi miti del calcio: la nascita del Manchester United. Attualmente scrivono per la RAI il tv-movie Cantieri di Mafia (titolo provvisorio) la cui messa in onda è prevista per l’inverno 2006 e per Mediatrade una miniserie in due puntate dal titolo Non Mi Sposerò Mai.

 

 

DATEMI TRE CARAVELLE!

Stefano Di Battista - Musiche

Sassofonista. Nasce a Roma il 14 febbraio del '69 da una famiglia di musicisti ed appassionati di musica. Ha iniziato studiare il sassofono all'età di 13 anni in una banda di un piccolo quartiere, composta principalmente da ragazzini. E' qui che, fino all'età di 16 anni, Stefano ha sperimentato quella che sarebbe diventata una delle qualità essenziali della sua musica: l'allegria. Durante questo periodo ha due incontri decisivi che lo indirizzano verso la sua vocazione: scopre il jazz, innamorandosi del suono "acidulo" di Art Pepper e incontra  l'uomo che diventerà il suo mentore, il leggendario alto sassofonista Massimo Urbani. La sua strada è ormai segnata: Stefano sarà un musicista jazz.

Si iscrive al conservatorio, perfeziona la sua tecnica familiarizzando con la tradizione classica del sassofono (Jacques Ibert, ecc.) conseguendo il diploma con il massimo dei voti all'età di 21 anni. Incomincia poi a suonare in gruppi di vario genere e nel '92 si trova per caso a suonare al Calvi Jazz Festival; è lì che incontra per la prima volta alcuni musicisti francesi, primo fra tutti Jean-Pierre Como che lo invita a suonare a Parigi. Per Stefano è una rivelazione. Da quel momento in poi, Stefano ha fatto la spola tra Roma e Parigi, moltiplicando le sue audizioni in modo da procacciarsi qualche ingaggio. Infine si procura due concerti al Sunset di Parigi, con un trio formato dal batterista Roberto Gatto e dal contrabbassista francese Michel Benita. Gatto rinuncia e viene rimpiazzato all'ultimo minuto dal batterista Aldo Romano, che viene colpito dallo stile affascinante del sassofonista. In un attimo nasce tra i due una solidale amicizia. La seconda sera Stèphane Huchard è alla batteria e invita Laurent Cugny, prossimo a prendere le redini dell'ONJ (Orchestra Nazionale del Jazz). Stefano viene assunto all'istante.

Oltre alla partecipazione al progetto di Aldo Romano, dal quale sono scaturite due registrazioni discografiche (Prosodie e Intervista), e la presenza nell'ONJ diretta da Cugny, continua ad incontrare gente, tiene alcuni concerti in trio con Daniel Humair e J.F. Jenny Clark, suona con musicisti americani di passaggio come Jimmy Cobb, Walter Brooker, Nat Adderly, ecc. La carriera di Di Battista è a una svolta. Pilastro dei vari gruppi di Aldo Romano, membro del sestetto di Michel Petrucciani, Stefano incomincia a pensare alla realizzazione di un progetto a suo nome. Nel '97 il suo primo album per la Label Bleu, dal titolo Volare, lo vede al fianco di Flavio Boltro alla tromba, Eric Legnini al piano (il suo pianista di questi ultimi anni), Benjamin Henocq alla batteria e Rosario Bonaccorso al contrabbasso.

Nel '98 arriva il suo primo ingaggio per la storica etichetta Blue Note, per la quale inciderà l'album A prima vista, accompagnato dalla stessa formazione di musicisti, che tra le altre cose diventerà il suo gruppo stabile di riferimento.

Nel luglio '00 la registrazione di un disco magistrale dove Stefano è affiancato dall'incomparabile presenza di Elvin Jones alla batteria (il leggendario batterista di John Coltrane), Jacky Terrasson al piano e Rosario Bonaccorso al contrabbasso. Il disco, dall'omonimo titolo, uscirà poi nell'Ottobre 2000. Il nuovo disco, oltre ad avere grandi riconoscimenti da parte della critica internazionale, ha vinto il prestigioso premio francese Telerama, classificandosi al primo posto nelle classifiche europee come disco più venduto.

 

Discografia:

1993 Ada Montellanico - The encounter (Philology)

1995 Aldo Romano - Prosodie (Polygram)

1996 Enrico Rava - Noir (Label Bleu)

1997 Aldo Romano - Intervista (Polygram)

1997 ONJ / Cugny - Mercy, Mercy, Mercy (Polygram)

1997 Michel Petrucciani - Both Worlds (Dreyfus)

1997 Stefano Di Battista - Volare (Label Bleu)

1998 Rita Marcotulli - The woman next door (Label Bleu)

1998 Stefano Di Battista - A prima vista (Blue Note)

1999 Flavio Boltro - Road Runner (Blue Note)

2000 Sergio Coppotelli - The best live (Splasch)

2000 Stefano Di Battista - Stefano Di Battista (Blue Note)

DATEMI TRE CARAVELLE!

Gianni Quaranta - Regia

 Nato nel 1943 in provincia di Belluno, si è diplomato a pieni voti in scenografia all'Accademia di Belle Arti di Brera. Iniziata l'attività lavorativa con gli scultori Luciano Minguzzi e Ivo Soli, diventa poi assistente degli scenografi Pierluigi Samaritani, Luciano Damiani e dell'architetto Renzo Mongiardino. Il sodalizio con Mongiardino dura alcuni anni e, proprio Mongiardino chiamato da Zeffirelli, porta con sé Gianni Quaranta a Roma per ideare e realizzare le scenografie del film Fratello Sole, Sorella Luna. L'incontro di Gianni Quaranta con Zeffirelli è determinante, non solo per il perfezionamento della sua carriera artistica, ma anche perché da quell'incontro nasce una proficua collaborazione artistica, attraverso la quale Quaranta ha la possibilità di incontrare produttori e registi internazionali. Oltre a collaborare con Lina Wertmüller, Bernardo Bertolucci, Ermanno Olmi, Giacomo Battiato, Carlo Lizzani, Francesca Archibugi e altri apprezzati registi italiani, viene chiamato a ideare scenografie cinematografiche per registi stranieri, tra cui Francois Giraud, Paul Mazursky, Herbert Ross, James Ivory, Jean Pierre Ponnelle, Anthony Hickox, Paul Schrader, Gerard Corbiau. Parallelamente al lavoro di scenografo cinematografico, Gianni Quaranta si dedica costantemente anche all'opera lirica, ideando scenografie per i più prestigiosi teatri italiani e del mondo: Scala e Piccola Scala, Fenice di Venezia, Regio di Torino, Terme di Caracalla, Opéra di Parigi, Opera di Roma, Teatro Municipale di Rio de Janeiro, Opera di Bonn, Staatsoper di Vienna, Gran Teatro di Ginevra. Consolida il suo inserimento nei teatri americani lavorando al Metropolitan di New York, alla Lyric Opera di Chicago, a Philadelphia, Dallas, Charleston. Nel 1988 con Luca Ronconi allestisce il Guillaume Tell inaugurale al Teatro La Scala diretto da Riccardo Muti.

Il talento di Gianni Quaranta, riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo, è confermato dalle numerose nomination e dai vari premi ricevuti: due Nastri d'Argento e tre Premi Qualità del Cinema Italiano, due British Academy Award dal Cinema Inglese, un César dal Cinema Francese e l'Oscar per la scenografia del film Camera con vista di James Ivory.

Nel 1995 ha messo in scena come regista Tosca a Torre del Lago.

 

DATEMI TRE CARAVELLE!

Alessandro Lai - Costumi

 Nato a Cagliari, subito dopo la laurea in Storia dell'Arte Contemporanea inizia a lavorare come assistente costumista presso la sartoria Tirelli di Roma, collaborando con grandi costumisti tra cui Piero Tosi, Gabriella Pescucci e Maurizio Millenotti, che considera i suoi maestri.

Per il cinema firma i costumi di Sud Side Stori, regia di Roberta Torre, Rosa e Cornelia, regia di Giorgio Treves, Tra due mondi e Malefemmene, regia di Fabio Conversi, Operazione Rosmarino, regia di Alessandra Populin, Senso '45, regia di Tinto Brass, Il quaderno della spesa, regia di Tonino Cervi, La spettatrice, regia di Paolo Franchi, A/R Andata e ritorno, regia di Marco Ponti, Vaniglia e Cioccolato, regia di Ciro Ippolito

Nel 2003 riceve il premio "Nastro d'argento" per i costumi del film Callas forever, di Franco Zeffirelli (cofirmato con Anna Anni e Alberto Spiazzi).

 

Per le Fiction TV disegna i costumi di Renzo e Lucia, regia di Francesca Archibugi (2003), Virginia, la monaca di Monza, regia di Alberto Sironi e Alcide De Gasperi (2004), L'uomo della speranza, regia di Liliana Cavani (2004).

 

Per l'Opera lirica, nel 2000 Carmen di Bizet, regia di Micha von Hoecke, nel 2001 I Capuleti e i Montecchi di Bellini, regia di Cristina Mazzavillani Muti, nel 2003      Il trovatore di G. Verdi, regia di Cristina Mazzavillani Muti.

Inoltre per il teatro, nel 2000      La principessa d'Elide, di Moliere, regia Francesco Origo, nel 2001 Closer di P. Marber, regia Luca Guadagnino

Nel 2002   Pallido oggetto del desiderio di P. Louys,  regia Alfredo Arias.

 DATEMI TRE CARAVELLE!

Gloria Pomardi - Coreografie

 Danzatrice, coreografa, attrice, performer, comincia gli studi della  danza classica a quattro anni, ma il suo percorso formativo e professionale, assolutamente originale ed eterodosso, è segnato dall’incontro e dall’esperienza con grandi personalità della danza al livello internazionale, dalla sua naturale attitudine multimediale e dalla sua propensione alla ricerca che l’ha condotta a studiare e cimentarsi con eccezionali maestri del teatro, del cinema, delle arti figurative, della poesia. Per la danza:  il Mudra di Maurice Bejart, l’Ater Balletto, Bob Curtis, Elsa Piperno, Raffaella Mattioli,  Peter Goss, Mats Ek, Mat Mattox, Alan Sener, Lidia Zoppardi, Lindsay Kemp, Helene  Diolot, Vittorio Biagi, Patrik King, Pina Baush. Per il teatro: Cosimo Cinieri,  Carlo Quartucci, Mario Moretti, Giancarlo Nanni, Mauro Bolognini, Giorgio Albertazzi, Marco Carniti, Walter Pagliaro, Alberto di Stasio, Marco Mattolini, Filippo Crivelli, Pierluigi Pizzi. Per la musica:  Karl Potter, Luigi Cinque, Antonello Salis, Ulixes Passerella, Joseph Fargier, Gilda Butta, Arturo Annecchino. Per la poesia: Elio Pecora, Franco Scaldati, Franco Arminio, Giuseppe Manfridi. Con ciascuno degli artisti citati ha avuto negli anni significative esperienze professionali.

Come coreografa con Carlo Quartucci realizza Ballando per Cass e La favola del figlio cambiato, con Giancarlo Nanni Moravia, con Mario Moretti Salomè e La papessa Giovanna, con Alberto Di Stasio  Orestiade, Amleto, Edipo Re di Sofocle e Cavalleria Rusticana, con Nuccio Siano L’Apocalisse di San Giovanni; con Maura Laudicino Atto di fede. Per la compagnia Pharamousse crea Triade (con Raffaella Mattioli e Gilda Buttà), Non vestitemi di bianco tratto da un racconto di Marguerite Yourcenar e Il diavolo aveva colto una nocciola con la coda d’intesa con Quartucci.

Cosi è, se vi pare di Pirandello segna l’avvio della sua collaborazione con Mauro Bolognini che la impegnerà anche per Eva su Eva e Il bacio della donna ragno. Lavora  con Marco Carniti ne Il giudizio di Paride, opera di Marcello Panni, prodotta dall’Opera di Nizza, Savinio e Sleeping around e, con Marco Mattolini, in Se questo è un uomo di Primo Levi. Ha curato le coreografie e danzato per la performance alla Cascata delle Marmore nell’ambito de Il giorno dell’acqua – Le Religioni per la difesa della natura, manifestazione promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana e diretta da Marco Mattolini.

Ha diretto, assieme a Raffaella Mattioli, Sacrifici, spettacolo ispirato all’opera poetica di Mario Luzi. Sono sue l’ideazione e la coreografia di Vergine e regina, tratto da Il marinaio di Pessoa, e di Passion of passions su musiche di Peter Gordon.

Assieme ad Alberto Di Stasio crea Vangeli con Bianca Toccafondi, Elettra di  Giuseppe Manfridi e Trittico gindriano di Sandro Gindro, prodotto da Psicanalisi contro.  

Segnalata da Vittoria Ottolenghi riceve il premio Bordighera 1980 come promessa del balletto italiano. Nel 1992 ottiene il Premio Tani  come interprete del teatro danza di ricerca. Come coreografa nel 1990, assieme a Roberto Pace, riceve il Premio internazionale di Strasburgo per lo spettacolo Osoterlogos.

 

DATEMI TRE CARAVELLE!

Riccardo Monti – Scene

 Nato a Roma nel 1968, si capisce presto, dai suoi primi tratti che e’ portato per il disegno e che la sua passione è il cinema.

Dopo gli studi artistici si diploma nel 1992 all’Accademia di Belle Arti. Subito dopo l’Accademia lavora come progettista in un prestigioso studio di architettura di Roma.

Riprende gli studi per proseguire il perfezionamento nell’arte della scenografia, fino ad ottenere il diploma nel 1996 presso il Centro Sperimentale di Cinematografia.

Durante l’ultimo anno di studi assiste lo scenografo Lorenzo Baraldi, esordendo come assistente scenografo nel 1996 in Frigidaire e portando avanti per qualche tempo la collaborazione.

Successivamente conosce lo scenografo Gianni Quaranta del quale diventa costante collaboratore.

Tra gli allestimenti scenografici si ricordano in particolare la collaborazione, insieme al suo maestro Gianni Quaranta, ad opere teatrali quali La Traviata all’Opera Theatre di Rio de Janeiro per la regia di Sonia Frisell, Mosè e il Faraone di Luca Ronconi e la direzione d’orchestra di Riccardo Muti per l’apertura della stagione lirica 2004 alla Scala di Milano, Fidelio al Teatro Carlo Felice di Genova per la regia di George Lavaudant e numerosi film tra cui Empire prodotto dalla Touchstone Pictures, Renzo e Lucia di Francesca Archibugi, Regina di Carlo Lizzani, Il Giovane Casanova di Giacoo Battiato e Mirka per la regia di Rachid Benhadj.

Collabora inoltre alla realizzazione di rinomate campagne pubblicitarie tra cui Martini, Barilla, Omnitel, Istituto San Paolo di Torino e Banca Nazionale del Lavoro.

In questi anni cura anche diversi allestimenti per la presentazione di mostre tra cui quella di Milano al Museo del Teatro alla Scala dedicata alle sue storiche stagioni liriche, e a Trento nello spazio “Rotary” dedicata al cinema in Trentino.

Nel 2003 debutta come regista nel cortometraggio Lupis.

Vanta infine la realizzazione scenografica di diversi cortometraggi.

 

DATEMI TRE CARAVELLE!

Andrea Zingoni – Creazioni Video

 

ANDREA ZINGONI è il fondatore dei Giovcanotti Mondani Meccanici, irriverente gruppo storico della video e computer art italiana che  che fin dai suoi esordi (1984) utilizza in maniera calda e passionale le nuove tecnologie, sperimentandone in maniera rituale e pop,  ogni forma possibile di espressione: dai computer comics, alla video e computer art, alle installazioni multimediali che trasformano gli ambienti in fantasmagoriche e ‘usabili’ stanze immersive, dalla realtà virtuale di cui sono pionieri, alle installazioni interattive, alla web.art, alla rave.art, alle performance e agli happening… È il creatore di Gino il Pollo, personaggio video e cartoon divenuto oggetto di strepitoso successo e culto grazie alle parodie musicali (Tu vuo’ fa ‘o talebano, oltre 2 milioni di download “reali” dal sito di My-Tv). E’ stato direttore artistico di My-Tv, la prima web-television italiana. Ha creato l’allestimento, i video e le installazioni per Frontiere, il festival di nuove culture della creazione curato da Franco Bolelli coin lo stesso AZ.Attualmente sta preparando la serie cartoon di Gino il Pollo (52 puntate) per conto della RAI (messa in onda prevista per il Marzo 2006). Per lo spettacolo Datemi tre caravelle! si occupa delle videocreazioni che proietterà personalmente in scena.

 

Mario Venuti – Ferdinando D’Aragona

 La passione per la musica pop contagia subito Mario Venuti: i dischi dei Beatles se li trova a casa e le loro canzoni escono dalla radio. È “colpa dei Fab Four” se inizia giovanissimo a studiare e suonare il pianoforte. E poi la chitarra, il sassofono, il flauto traverso. Il ragazzo ha talento, a 17 anni ha già scritto le sue prime canzoni. Sono gli inizi degli anni ’80, in giro c’è tutto un fermento di cose nuove che attraversa la musica e non solo. Incontra tre giovani musicisti e insieme formano i Denovo. Lui suona la chitarra, canta (alternandosi a Luca Madonia) e continua a scrivere canzoni.

Nel 1982 i Denovo prendono parte al Festival Rock Italiano di Bologna: arrivano secondi. Otto anni di onorata carriera per la band catanese che mescola leggerezza e intelligenza, pop britannico e aromi mediterranei. Producono cinque album che proclamano i Denovo culto del pop italiano. Partecipano a Sanremo Rock e finalmente al teatro Ariston. Si sciolgono nel 1990.

Produce così il primo disco da solista, Un Po’ Di Febbre, nel 1994. Le sue capacità di autore lo portano a collaborare all’album d’esordio di una giovane artista, Carmen Consoli. In quel anno esce anche il secondo album, Microclima.

Nel 1997 partecipa a Sanremo Giovani con un brano di grande intensità e immediatezza, “Il più bravo del reame”.

L’album intitolato “Mai Come Ieri”, esce nel giugno del ’98 e frutta a Mario un nuovo grande successo con il brano che dà il titolo al lavoro, cantato in coppia con Carmen Consoli.

A gennaio del 2003 arriva l’album “Grandimprese”. 10 canzoni anticipate dal singolo “Veramente” tra cui spicca anche una cover di Ivan Graziani, MonnaLisa. La popolarità di Mario esplode attraverso la radio e le televisioni che trasmettono incessantemente “Veramente” e relativo video.

Nel 2004 Mario sale sul palco di Sanremo, all’interno del Festival Della Canzone Italiana. E la sua “Crudele” vince il Premio Mia Martina (noto come Premio della Critica), assegnato dalle 109 testate giornalistiche accreditate presso la sala stampa dell'Ariston, e il Premio Radio e TV private.  

 

Il successo e la popolarità lo hanno portato allo status, raggiunto soltanto dai grandi, di artista amato dal pubblico e dalla critica specializzata, che continua a seguirlo sempre con grande affetto e attenzione. Apprezzato dai suoi stessi colleghi, che sempre più spesso chiedono sue canzoni (scritte spesso in duo col fidato Kaballà), da poter interpretare. Così è successo per Raf e per Antonella Ruggiero.

Le ultime notizie dicono di nuovo, bellissimo, album pronto per quest’autunno su etichetta Universal. Pare siano molto alte le probabilità che diventi un nuovo, altro, caso musicale….

 

 

MARIO VENUTI: DISCOGRAFIA ESSENZIALE

Con i Denovo:

- NIENTE INSETTI SU WILMA – Suono, 1984

- UNICANISAI – Kindergarten, 1985

- PERSUASIONE – KinderGarten, 1987

- COSÌ FAN TUTTI – Polygram, 1988

- VENUTI DALLE MADONIE A CERCAR CARBONE – Polygram, 1989

 

Come solista:

- UN PO' DI FEBBRE – Polydor, 1994

- MICROCLIMA – Polydor, 1996

- MAI COME IERI – Polydor, 1998

- GRANDIMPRESE – Musica&Suoni, 2003

 

 

 

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 “Datemi tre caravelle”, musical diretto dal regista premio Oscar Gianni Quaranta, che ha debuttato ieri sera (mercoledì 27 luglio) al Teatro Antico con grande successo di pubblico. Protagonista dello spettacolo Alessandro Preziosi nel ruolo di Cristoforo Colombo, e con lui la cantante Nicky Nicolai, nelle vesti di Isabella di Castiglia, e Mario Venuti, per l’occasione interprete di Ferdinando D’Aragona. Il viaggio delle tre caravelle va in scena in prima assoluta ogni sera per Taormina Arte sino al 31 luglio, prima di sbarcare nei prossimi mesi a Genova all’interno delle celebrazioni colombiane, al Sistina di Roma ed infine a New York nell’ottobre 2006.




ALESSANDRO PREZIOSI
  in
DATEMI TRE CARAVELLE!
Commedia Musicale in due atti
liberamente ispirata alla vita e alle opere di Cristoforo Colombo
 testo di
Carmelo Pennisi e Massimiliano Durante
regia di
Gianni Quaranta
 musiche di
Stefano Di Battista 
e con la partecipazione straordinaria di
Nicky Nicolai e Mario Venuti
 coreografie di
Gloria Pomardi
 scene di
Riccardo Monti
costumi di
Alessandro Lai
prodotto da
Tommaso Mattei
 
 
DATEMI TRE CARAVELLE!
Cast Artistico
 
Cristoforo Colombo                      Alessandro Preziosi
 
Beatrice Bobadilla                       Noemi Smorra
 
Alfonso De Agar                    Andrea De Venuti              
 
Enrico Di Guzman               Luigi Di Fiore
 
Padre Marchena                          Stefano De Sando
 
Diego, figlio di Colombo               Jacopo Sarno
 
Isabella di Castiglia                     Nicky Nicolai
 
Ferdinando di Aragona                  Mario Venuti
 
Locandiere                                 Alessandro Cremona
 
Dama di Compagnia                     Vittoria Siggillino
 
Inviato della banca                     Yaser Mohamed
 
 
 
DATEMI TRE CARAVELLE!
Cast Tecnico
 
 
Testo                                       Carmelo Pennisi e Massimiliano Durante
 
Regia                                        Gianni Quaranta
 
Aiuto regia                                 Alessandro Millozzi
 
Musiche                                    Stefano Di Battista
 
Coreografie                                Gloria Pomardi
 
Assistente coreografa                  Emanuela Mannucci
 
Scene                                                 Riccardo Monti
 
Costumi                                     Alessandro Lai
 
Produzione                                 Khora.teatro
 
Direzione organizzativa                Aldo Allegrini