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PALERMO - Requiem per i colleghi giornalisti siciliani che sperano
ancora nei concorsi delle P. A: Della serie: quando le leggi sono inutili se
mancano le opportune, e severe, sanzioni!!!
di Enza Garipoli
31 gennaio 2006

Giuseppe Petralia, Gregorio Arena, Umberto Cicero e Luigi Ronsisvalle
PALERMO -
Domenica c'è stata a Catania l'assemblea provinciale degli iscritti
all'Assostampa che si è aperta con un doveroso e mesto omaggio al collega
Salvo Nibali, recentemente scomparso ad appena cinquant'anni.
. Lo stesso collega e deputato regionale Salvo Fleres ha spiegato che
l'impugnativa da parte del Commissario dello Stato del suo decreto
salva-precari degli uffici stampa, è anzi servita a chiarire meglio gli
aggiustamenti che in questi giorni saranno fatti al suo ddl per stabilizzare
i colleghi precari, e ha annunciato che lo stesso sarà ripresentato all'Ars
entro fine febbraio.
Fleres ha detto, a proposito dell'aumento della pianta organica
degli uffici stampa regionali, che comprendono anche quelli degli
assessorati, che tutto è stato fatto nel rispetto della legge, che dà ampia
facoltà discrezionale alla presidenza della Regione di poter effettuare
assunzioni fiduciarie.
Well, se questa è la legge è ovvio che il "minor cessat". Io stessa
non posso farci nulla e già sono rassegnata al fatto che, tra qualche
settimana, dopo la sua ripresentazione, il famigerato ddl salva precari
degli uffici stampa siciliani questa volta passerà senza intoppi e senza
impugnative da parte del nuovo Commissario dello Stato, l'ex prefetto Pace.
Allora, non mi rimane che fare gli auguri a tutti i fortunati, la
cui stabilizzazione non significa certo che per gli altri posti vacanti
nelle pubbliche amministrazioni della Sicilia verranno banditi regolari
concorsi. Io penso, e come me tantissimi altri colleghi che sono fuori da
ogni stabilizzazione o agevolazione, che si continuerà tranquillamente con
il solito andazzo, con Comuni, Province e quant'altro che - a meno che non
vengano costretti seriamente da severe sanzioni - continueranno a non avere
alcun interesse a bandire i concorsi per assumere regolarmente i giornalisti
nei loro uffici stampa. E tutto questo, alla faccia mia e di quei miei
colleghi che in tutti questi anni si sono tenuti fuori dai giochi di potere
e di partito e da tutte le altre bassezze che vi lascio immaginare.
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PALERMO - I SINDACATI CGIL CISL E UIL SOLIDALI CON I
GIORNALISTI DEL "GIORNALE DI SICILIA" IN SCIOPERO
10 novembre 2005
Cgil Cisl e Uil regionali, in una nota dei segretari generali Italo Tripi,
Paolo Mezzio e Claudio Barone, esprimono solidarietà ai giornalisti
siciliani in lotta per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro e
specificamente a quelli del Giornale di Sicilia, impegnati in un duro
scontro con editori e direzione.
“Il fatto che il giornale sia andato in edicola per la seconda volta
durante uno sciopero nazionale - dice una nota dei sindacati - e’ grave e
getta un’ombra pesante su una storica testata che non aveva mai registrato
simili episodi”. Secondo Tripi, Mezzio e Barone, “il tentativo degli editori
e della direzione del giornale di vanificare l’azione sindacale non puo’ che
generare una condizione di tensione che – sottolineano - temiamo finisca con
l’avvelenare il clima sociale più generale”. I segretari di Cgil Cisl e Uil
si dicono “preoccupati” per la situazione creatasi al GdS e sostengono di
“non condividere il fatto che sia stato negato ai giornalisti in sciopero lo
spazio per un’assemblea: un’opportunità che rientra tra i diritti
sindacali”. Proprio la crucialita’ del lavoro giornalistico in cui autonomia
ed etica sono principi fondamentali, proseguono, esigerebbe “tranquillita’ e
una coesione tra lavoratori che in queste ore sembra compromessa al GdS”.
“D’altro canto, rilevano Tripi, Mezzio e Barone, “ c’e’ da verificare se il
diritto di non scioperare sia stato esercitato ledendo altri e altrui
diritti”. E in fin dei conti, “meglio sarebbe stato evitare lacerazioni
percorrendo con determinazione la strada della mediazione”.
SEMPRE A PALERMO, dai primi giorni di novembre, la Provincia Regionale di
Palermo ha sospeso il servizio di ufficio stampa finora affidato a sette
giornalisti che con l’amministrazione intrattengono un rapporto di
collaborazione, negli ultimi tempi rinnovato mese per mese. Le ragioni di
tale sospensione sono state addebitate alla mancanza di fondi. Ai
giornalisti attualmente impiegati è stato spiegato che per alcuni mesi non
sarà possibile che l’ufficio torni a funzionare.
La circostanza appare grave perché si sospende un servizio previsto dalla
legge a garanzia della trasparenza dell’attività amministrativa. Insieme con
l’ufficio stampa, alla Provincia Regionale di Palermo si sospende, dunque,
anche un pezzetto di democrazia e questo non può che preoccupare il
sindacato dei giornalisti siciliani, che nella battaglia sugli uffici stampa
è impegnato da mesi. La vicenda dimostra quanto sia urgente giungere a una
soluzione globale del problema che assicuri una giusta prospettiva al
precariato largamente impiegato in strutture che si sottraggono, così, al
proprio ruolo istituzionale e che finiscono col diventare settori
sacrificabili quando le vacche sono magre. E auspica nel contempo che si
possa giungere al più presto a un sistema di regole fondato su selezioni
professionali pubbliche, l’unico in grado di assicurare la giusta funzione a
un ruolo cardine nella vita amministrativa e che solo giornalisti
professionalizzati, autonomi e indipendenti possono garantire nel quadro del
loro contratto nazionale di lavoro.
L’Assostampa e la sezione di Palermo si impegnano a proseguire questa
battaglia e si schierano a fianco dei colleghi dell’ufficio stampa della
Provincia Regionale di Palermo nel quadro di una vertenza che è e rimane
regionale.
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