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PALERMO - Associazione Siciliana della Stampa
Sindacato unitario dei giornalisti siciliani aderente alla FNSI
Il Segretario Regionale Daniele Billitteri: "Quando una richiesta di
risarcimento serve a intimidire il cronista"
31 ottobre 2005
PALERMO - Quando una
richiesta di risarcimento serve a intimidire il cronista
Settantamila euro di risarcimento e per giunta a titolo di "provvisionale"
sono stati chiesti dalle parti civili nel processo contro la giornalista
palermitana Chiara Di Salvo, accusata di diffamazione a mezzo stampa. La
collega, nel 1999 collaboratrice del quotidiano «Oggi Sicilia», è stata
querelata da un revisore dei conti dell'Ausl 6 di Palermo che si è sentito
diffamato da alcune dichiarazioni di sindacalisti della Uil che lamentavano
la mancanza di controlli di gestione nei bilanci dell'Ausl.
La collega non ha fatto altro che riportare tra virgolette le
affermazioni dei sindacalisti e correttamente, una prima volta, il giudice
dell'udienza preliminare ha archiviato la querela ritenendo insussistente la
volontà, da parte della giornalista, di diffamare chiunque. In appello il pm
ha addirittura chiesto una condanna a otto mesi di reclusione senza
condizionale. Adesso la pesantissima richiesta di risarcimento. L’Assostampa
siciliana non può che sottolineare come vicende del genere finiscano con
l’assumere chiari intenti intimidatori che hanno come obiettivo quello di
dissuadere i cronisti dal compiere con scrupolo e coraggio il proprio
mestiere. E ciò è particolarmente odioso quando è rivolto a giornalisti che
lavorano spesso in condizioni di precariato e di incertezza professionale.
Il sindacato dei giornalisti siciliani si impegna a sostenere la collega in
questa vicenda e denuncia all’opinione pubblica l’ennesimo tentativo di
minacciare l’autonomia e l’indipendenza dei giornalisti.
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