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CATANIA - Le prospettive per la pesca turismo nella Sicilia orientale al Seminario-convegno «Sulla rotta di
Ulisse», a cura della ConfCooperative Federcoopesca
di Enza Garipoli
30ottobre 2005

CATANIA - «Sulla
rotta di Ulisse», il convegno imperniato sulle sorprendenti risorse
prospettate dalla Pescaturismo, si è svolto ieri mattina nei saloni del
Museo marittimo del Port Center, dove sono intervenuti un nutrito numero di
addetti ai lavori e un gruppo di giovani biologi fortemente interessati a
questo tipo di attività.
In Sicilia, la pescaturismo è discretamente diffusa a Messina, Trapani e
Palermo, mentre è del tutto assente a Catania, che è rimasta fuori per
mancanza di informazione e organizzazione da parte dei pescatori. Solo a
Santa Maria La Scala è possibile fare questa esperienza, ma si tratta di un
caso pressoché isolato anche se molto apprezzato. Nella Sicilia orientale
c’è ancora molto da fare, e lo scopo del convegno è stato proprio quello di
fornire tutta l’assistenza necessaria per quei pescatori che intenderanno
cimentarsi in quello che può diventare un vero e proprio business.
In Italia, la prima cooperativa imperniata sulla Pescaturismo è sorta in
Emilia Romagna, ma questa forma di divertimento marittimo - basato sia sulla
pesca, sia sulla degustazione del pescato, sia sul semplice godimento delle
bellezze di spiagge e coste - proviene dai Paesi nordici. Questa esperienza
l’ha fatta a Capo Nord, per un anno, uno dei qualificati relatori che hanno
animato il seminario-convegno di ieri: l’avvocato Antonio Carullo presidente
dell’Ircac, l’istituto regionale credito artigiano e cooperative. Oltre ad
illustrare le prospettive sulla “rotta di Ulisse”, il presidente Carullo ha
ricordato che «dalla settimana scorsa, alla Camera di commercio è stato
attivato uno sportello, aperto tutti i martedì, dedicato alle cooperative
della Sicilia orientale per il disbrigo delle pratiche di finanziamento per
ottenere i contributi che sulla pescaturismo, che attualmente sono stati
resi più celeri».
Sono intervenuti anche: l’architetto Cesare Arangio presidente del Consorzio
Turistico Regionale di Confcooperative Sicilia; l’ingegnere Luciano Ventura,
direttore della Confcooperative di Catania, che ha imperniato la sua
relazione sul fatto che le cooperative possono contare su un mercato fertile
e in pratica sulle enormi potenzialità di questo nuovo valore aggiunto della
nostra marineria. Hanno concluso il capitano di Corvetta Rinaldo Di Martino;
Carmelo Micalizzi, presidente dell’Associazione Siciliana Armatori e l’ing.
Gaetano Mancini, commissario di Federcoopesca di Confcoperative Sicilia.
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