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PALERMO -   CACCIA, OGGI CHIUSURA DELLA STAGIONE
LAV: ANNO NERO PER LA SICILIA
LA "TOLLERANZA POLITICA" HA FAVORITO IMPENNATA DEL BRACCONAGGIO
ASSEDIATE DALLE DOPPIETTE LE ZONE PROTETTE
BILANCIO-SHOCK DI 5 MESI: 2 MORTI, 5 FERITI E MIGLIAIA DI ANIMALI TRUCIDATI DA 53MILA CACCIATORI
30 gennaio 2006

PALERMO - Oggi al tramonto termina la stagione venatoria iniziata in Sicilia il primo
settembre 2005 con un'apertura anticipata in deroga alla legge statale
decisa, tra le polemiche, dall'Assessore regionale ''per la caccia'' on.
Innocenzo Leontini. Bilancio-shock di 5 mesi: fra le vittime umane 2 morti e
almeno 5 feriti (solo quelli rei noti dalla stampa); decine di migliaia,
invece, gli animali trucidati da 53mila cacciatori appartenenti a 27 (!)
specie condannate a morte dal calendario venatorio. Trapani, Caltanissetta,
Enna, Agrigento e Palermo le province teatro dei piu' gravi incidenti anche
mortali.

''E' stato un anno nero per la Sicilia con una stagione venatoria micidiale
e sanguinaria per tutte le specie, umane e non - dichiara Ennio Bonfanti,
responsabile 'fauna' della LAV -: abbiamo assistito ad un aberrante attacco
alla natura, come mai era accaduto prima. Impennata del bracconaggio che ha
colpito anche le zone protette: cacciatori di frodo arrestati nella Riserva
dello Zingaro (TP), nel Parco dell'Etna (CT) oppure nella Riserva Sughereta
di Niscemi (CL). Tantissimi i casi di caccia selvaggia: una cicogna bianca
(specie super protetta) inanellata a Ferrara e ferita a morte da un
bracconiere a Trapani; due pulcini di colombaccio recuperati a Caltanissetta
dopo che i genitori (ancora in riproduzione!) era morti in una battuta di
caccia, ecc.''.

Ad ogni tragico incidente o nei casi piu' sfacciati di illegalita'
venatoria, la LAV ha ripetutamente chiesto all'Assessore Leontini ed al
Presidente della Regione Cuffaro dei provvedimenti di sospensione della
caccia, rigorosamente caduti nel vuoto, tanto che sono state pubblicamente
chieste le dimissioni dell'on. Leontini. ''Leontini ha una responsabilita'
enorme - politica, morale e giuridica - per il massacro di questi mesi. Il
suo arrogante atteggiamento ed i suoi decreti di liberalizzazione selvaggia
della caccia - denuncia Bonfanti - sono stati un chiaro segnale per i
cacciatori che si sono sentiti con ''le spalle coperte'' per una caccia
sfrenata. In questa stagione venatoria Leontini ha aumentato le specie
cacciabili e i periodi venatori, eliminando numerose precedenti limitazioni.
Inoltre ha dimostrato una gravissima e totale tolleranza sia verso la caccia
di frodo sia per i casi di vittime umane: mai nessuna parola di condanna o
cordoglio e' venuta dall'Assessore!''.

Secondo la LAV i tanti morti e feriti che la caccia causa in Sicilia ed il
dilagare del bracconaggio sono la micidiale conseguenza della legge
venatoria regionale n. 33 del 1997 e della politica estremista
'filodoppiette' finora attuata dalla Regione: norme troppo permissive che
consentono di sparare sempre e ovunque. Per legge almeno il 60% del
territorio agro-silvo-pastorale di ogni provincia deve essere
obbligatoriamente destinato alla libera caccia ed ogni cacciatore puo'
entrare nei fondi privati anche contro il volere del proprietario (art. 842
del codice civile). In Sicilia si puo' sparare 5 giorni a settimana da
un'ora prima del sorgere del sole fino al tramonto, quindi in condizioni
di visibilita' precarie. Insomma, la caccia e' un problema di pubblica e
privata incolumita' che le norme regionali - fatte apposta per incoraggiare
una caccia sfrenata, distruttiva e pericolosa - ignorano colpevolmente pur
di non far mancare il consenso elettorale delle doppiette verso i politici
siciliani.

''Il Governo Cuffaro e la gran parte delle forze politiche dell'Assemblea
regionale siciliana (sia di maggioranza sia di opposizione) hanno espresso
in questi anni una totale sudditanza verso la potente lobby
armieristico-venatoria, dimostrando di non sapersi sottrarre al ricatto
elettorale di questo bacino di voti. Speriamo che dopo le elezioni
regionali - auspica infine Bonfanti - una nuova classe dirigente sappia
intervenire anche in questo settore per dare tutela al patrimonio della
fauna selvatica, ripristinare la legalita' nel mondo della caccia e
rispettare la volonta' del 76,5% dei siciliani, favorevoli alla totale
abolizione della caccia''.


 

 

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