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PALERMO - SPECIALE UFFICI STAMPA IN SICILIA
BOTTA E RISPOSTA, SPERANDO CHE L'INIQUA NORMA NON PASSI
(Per i diritti dei veri giornalisti precari)
di ENZA GARIPOLI
2 agosto 2005
PALERMO - Apro questo mio
intervento con il comunicato diramato ieri dal presidente dell'Ordine
dei Giornalisti di Sicilia, Francesco Nicastro, il quale con chiarezza
ed onestà fa il punto della "querelle" scatenata dal ddl
Fleres-Barbagallo sugli Uffici Stampa in discussione all'Ars:
«Su una materia tanto complessa non può passare il metodo degli
emendamenti a una legge omnibus o addirittura delle norme "ad personam".
La nuova iniziativa parlamentare, che peraltro si basa su un testo molto
ambiguo e di dubbia legittimità costituzionale, tenta ancora una volta di
eludere elementari principi di trasparenza e rischia di vanificare la
concertazione che il governo regionale ha utilmente avviato con
l'Associazione siciliana della stampa e con l'Ordine dei giornalisti».
Questo il giudizio critico del presidente dell'Ordine dei giornalisti di
Sicilia, Franco Nicastro, sulla presentazione della discussa norma sugli
uffici stampa in Sicilia.
«La risposta che i promotori dell'emendamento, di cui l'Ordine era
all'oscuro, intendono dare al problema del precariato - prosegue Nicastro -
è sbagliata e pericolosa.
Sbagliata perché sottrae il processo di stabilizzazione dei precari a chiare
e condivise procedure di selezione; pericolosa perché lascia campo libero
all'assoluta discrezionalità della politica senza alcun rispetto per le
storie professionali dei giornalisti da stabilizzare». Il governo, ma anche
l'opposizione, secondo Nicastro devono impegnarsi «a evitare colpi di mano
ferragostani e a battere l'unica strada possibile: quella di una norma
organica sugli uffici stampa nella Regione e negli enti collegati discussa
con il sindacato e con gli organismi professionali dei giornalisti».
MA OCCORRE SOTTOLINEARE QUALCHE ALTRA IMPORTANTE QUESTIONE, PER
COMPLETARE LE SAGGE PAROLE del presidente dei giornalisti siciliani Franco
Nicastro, il quale probabilmente per l'incalzante necessità di ribattere
nell'immediatezza all'improvviso tentativo di "golpe" da parte dei colleghi
catanesi, ha dovuto tralasciare altri punti fondamentali, e non meno
importanti della questione.
Questi punti riguardano moltissimi altri giornalisti siciliani
"veramente precari" e, soprattutto, i "veramente" disoccupati e inoccupati.
PERTANTO MI PERMETTO DI FARE IO STESSA UNA SAGGIA PROPOSTA PER NON FARE
ULTERIORI FAVORITISMI E DISCRIMINAZIONI, A SPESE DI COLORO CHE HANNO
IL DIRITTO DI LAVORARE, FINALMENTE E CON TRANQUILLITA', E CHE NON SONO
INFERIORI A NESSUNO: DOTATI AMPIAMENTE DI TITOLI E PROFESSIONALITA' DI TUTTO
RISPETTO.
LA SEMPLICE PROPOSTA E' LA SEGUENTE:
1) INNANZITUTTO dopo avere stabilito le piante organiche delle
pubbliche amministrazioni, per fare le relative assunzioni SAREBBE
PREFERIBILE BANDIRE COMUNQUE REGOLARI CONCORSI, E POI per salvaguardare
il reale "patrimonio" acquisito dai giornalisti che lavorano da tempo negli
uffici stampa, prevedere una ragionevole percentuale, a norma delle vigenti
leggi, di posti riservati a chi effettivamente può dimostrare maggiore ed
affettiva anzianità lavorativa: così verranno "sanati" i precari storici, ma
sempre nell'ambito dei posti riservati, mentre credo sia giusto che tutti
gli altri, anche coloro che lavorano già negli uffici stampa siciliani senza
i requisiti di legge, si mettano in gioco con gli altri colleghi interessati
ai vari concorsi.
2) INOLTRE, PER FARE LE COSE NELLA MANIERA PIU' CORRETTA POSSIBILE,
PROPONGO DI RISERVARE UNA IDENTICA PERCENTUALE DEI POSTI MESSI A CONCORSO
ANCHE A BENEFICIO DEI GIORNALISTI DISOCCUPATI I QUALI, CON TITOLI DI
STUDIO E PROFESSIONALI, PUR AVENDO LAVORATO DA UNA VITA COME E MEGLIO DI
CERTI ALTRI COLLEGHI, SENZ'ALTRO PIU' FORTUNATI, SI RITROVANO COSTRETTI A
FARE , QUANDO CAPITA, UN PAIO DI MESI DI SOSTITUZIONI L'ANNO E A SOFFRIRE IN
ATTESA DI QUELLO CHE POTRA' ACCADERE, O NON ACCADERE, L'ANNO SUCCESSIVO E
SEMPRE IN ATTESA DI QUESTI "MALEDETTI CONCORSI" CHE NON ARRIVANO MAI... PER
NON PARLARE DEI GIORNALISTI "INOCCUPATI" DESTINATI A NON LAVORARE PER
NULLA...
E LA BEFFA PIU' GRANDE è, per tanti degli oltre cento disoccupati
siciliani, incontrare il collega pubblicista fino all'altroieri, che ai
tempi dei loro primi successi di decenni or sono non era ancora nato, e
sentirsi dire che in pochi mesi - magie della politica non certo del
rispetto delle regole uguali per tutti - ha già fatto gli esami a Roma ed è
diventato, udite udite "giornalista professionista!"
E molte persone in questi anni - forse i più oscuri del giornalismo
siciliano - neppure pubblicisti, HANNO CONSEGUITO QUESTO AMBITO TITOLO, CHE
A MOLTI VIENE NEGATO PUR AVENDONE IL SACROSANTO DIRITTO, MA CHE A MOLTI
VIENE CONCESSO PER ESCLUSIVA "SIMPATIA" E PER "MERITI POLITICI".
PERTANTO QUESTO E' L'APPELLO ai vertici dell'ordine e del sindacato
dei giornalisti siciliani: "se è giusto, secondo voi e secondo i vostri
impegni, guardare con occhio benevolo i "precari" degli Uffici stampa
siciliani, ebbene , rivolgete lo stesso occhio benevolo ai giornalisti
professionisti disoccupati e riservate loro lo stesso trattamento e la
stessa riserva, dei posti in concorso, che verrà destinata ai precari."
PERTANTO, UN INVITO A NON ABBASSARE LA TESTA DI FRONTE A QUALSIASI
PROPOSTA DI "SANATORIA INDISCRIMINATA", MA A SEGUIRE LA STRADA DEI CONCORSI
UGUALI PER TUTTI E A PREVEDERE UGUAL NUMERO DI POSTI RISERVATI SIA AI
"PRECARI" SIA AI "DISOCCUPATI".
RETROSCENA E SCENEGGIATE DEL CONCORSO AL COMUNE DI SIRACUSA
Molti giornalisti siciliani, infatti, pur avendo "fior di titoli"
tanto da essere risultati ai primissimi posti nella graduatoria dell'ultimo,
ed unico, concorso andato in porto in una P. A. siciliana (vedasi il
concorso concluso lo scorso anno, indetto dal Comune di Siracusa, con
l'assunzione di un solo giornalista - mentre al Comune di Siracusa
attualmente stanno effettivamente lavorando parecchi giornalisti, che
verranno , se il ddl passerà, tutti "sanati" a dispetto della graduatoria
del concorso e alla faccia della sottoscritta) graduatoria che vede anche
la sottoscritta Enza Garipoli al 5° posto, sui 40 (quaranta) colleghi
siciliani che hanno partecipato al concorso.
Ma il fatto più inquietante è che , sempre la sottoscritta, è tra i
pochissimi della lista ad essere ancora disoccupata (mentre tutti gli altri
colleghi e pseudocolleghi lavorano regolarmente - assunti o con contratti di
almeno un anno, regolarmente rinnovati per lustri per la maggior parte, o
con contratti a tempo indeterminato, il che equivale a ricevere, in caso di
effettivo licenziamento o scadenza non rinnovata del contratto a termine,
uno "stipendio sicuro" ogni mese per almeno tre anni (vedasi in proposito il
regolamento Inpgi) - e ad essere allo stesso tempo tagliata fuori dalla
iniqua "sanatoria" proposta a tradimento dal collega di antica data Salvo
Fleres.
IN CONCLUSIONE: non me ne voglia nessuno se, ancora adesso, non
riesco a comprendere quale sanatoria alla sua "precarietà" possa reclamare
il "portavoce" del politico di turno.
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