|
PALERMO: SPECIALE UFFICI STAMPA
IN SICILIA
BOTTA E RISPOSTA, SPERANDO CHE L'INIQUA NORMA NON PASSI
(Per i diritti dei veri giornalisti precari)
di ENZA GARIPOLI
PALERMO - Apro questo mio intervento con il
comunicato diramato ieri dal presidente dell'Ordine dei
Giornalisti di Sicilia, Francesco Nicastro,
il quale con chiarezza ed onestà fa il punto della
"querelle" scatenata dal ddl Fleres-Barbagallo sugli
Uffici Stampa in discussione all'Ars:
«Su una materia
tanto complessa non può passare il metodo degli
emendamenti a una legge omnibus o addirittura delle norme
"ad personam". La nuova iniziativa parlamentare, che
peraltro si basa su un testo molto ambiguo e di dubbia
legittimità costituzionale, tenta ancora una volta di
eludere elementari principi di trasparenza e rischia di
vanificare la concertazione che il governo regionale ha
utilmente avviato con l'Associazione siciliana della
stampa e con l'Ordine dei giornalisti».
Questo il giudizio
critico del presidente dell'Ordine dei giornalisti di
Sicilia, Franco Nicastro, sulla presentazione della
discussa norma sugli uffici stampa in Sicilia.
«La risposta che
i promotori dell'emendamento, di cui l'Ordine era
all'oscuro, intendono dare al problema del precariato -
prosegue Nicastro - è sbagliata e pericolosa.
Sbagliata perché
sottrae il processo di stabilizzazione dei precari a
chiare e condivise procedure di selezione; pericolosa
perché lascia campo libero all'assoluta discrezionalità
della politica senza alcun rispetto per le storie
professionali dei giornalisti da stabilizzare». Il
governo, ma anche l'opposizione, secondo Nicastro devono
impegnarsi «a evitare colpi di mano ferragostani e a
battere l'unica strada possibile: quella di una norma
organica sugli uffici stampa nella Regione e negli enti
collegati discussa con il sindacato e con gli organismi
professionali dei giornalisti».
MA OCCORRE
SOTTOLINEARE QUALCHE ALTRA IMPORTANTE QUESTIONE, PER
COMPLETARE LE SAGGE PAROLE del presidente dei giornalisti
siciliani Franco Nicastro, il quale probabilmente per
l'incalzante necessità di ribattere nell'immediatezza
all'improvviso tentativo di "golpe" da parte dei colleghi
catanesi, ha dovuto tralasciare altri punti fondamentali,
e non meno importanti della questione.
Questi punti
riguardano moltissimi altri giornalisti siciliani
"veramente precari" e, soprattutto, i "veramente"
disoccupati e inoccupati. PERTANTO MI PERMETTO DI
FARE IO STESSA UNA SAGGIA PROPOSTA PER NON FARE ULTERIORI
FAVORITISMI E DISCRIMINAZIONI, A SPESE DI COLORO CHE HANNO
IL DIRITTO DI LAVORARE, FINALMENTE E CON TRANQUILLITA', E
CHE NON SONO INFERIORI A NESSUNO: DOTATI AMPIAMENTE DI
TITOLI E PROFESSIONALITA' DI TUTTO RISPETTO.
LA SEMPLICE
PROPOSTA E' LA SEGUENTE: 1) INNANZITUTTO dopo avere
stabilito le piante organiche delle pubbliche
amministrazioni, per fare le relative assunzioni SAREBBE
PREFERIBILE BANDIRE COMUNQUE REGOLARI CONCORSI, E POI per
salvaguardare il reale "patrimonio" acquisito dai
giornalisti che lavorano da tempo negli uffici stampa,
prevedere una ragionevole percentuale, a norma delle
vigenti leggi, di posti riservati a chi effettivamente può
dimostrare maggiore ed effettiva anzianità lavorativa ( UN
CRITERIO ONESTO PER TUTTI SAREBBE QUELLO DI SANARE LE
POSIZIONI DI CHI LAVORA NEGLI UFFICI STAMPA DELLA P. A. DA
PRIMA CHE ENTRASSE IN VIGORE LA LEGGE 150 SUGLI UFFICI
STAMPA, RITENGO, INFATTI, CHE TUTTI COLORO CHE SONO STATI
ASSUNTI SUCCESSIVAMENTE E SENZA CONCORSO SIANO DA
RITENERSI ASSUNTI ILLEGITTIMAMENTE E CONTRO LEGGE:
INFATTI, RIPETO, MOLTISSIMI DEI COSIDDETTI "ADDETTO
STAMPA" ASSUNTI NELLE P. A. SICILIANE NON ERANO NEMMENO
PROFESSIONISTI E TANTI NEMMENO PUBBLICISTI, SOLO
SUCCESSIVAMENTE CON LA COMPLICITA' DEL SINDACATO E
DELL'ORDINE SONO STATI "ELETTI" GIORNALISTI QUASI "AD
HONOREM" E SONO DIVENTATI GIORNALISTI PROFESSIONISTI E
PUBBLICISTI PERSONAGGI ASSUNTI IN MANIERA CLIENTELARE
CONTRO OGNI LEGGE E CONTRO OGNI MORALE, E MOLTI DI LORO
NON HANNO MAI FATTO VERO GIORNALISMO E TANTI ALTRI, COME
AD ESEMPIO ALCUNI "FIGLI D'ARTE" NON SONO NEMMENO IN GRADO
DI SCRIVERE UN SEMPLICE COMUNICATO STAMPA...( E NON VENITEMI A DIRE CHE DEVO CONSIDERARE GENTE SIMILE COME
MIEI COLLEGHI!):
così verranno "sanati" i precari storici, ma sempre
nell'ambito dei posti riservati, mentre credo sia giusto
che tutti gli altri, anche coloro che lavorano già negli
uffici stampa siciliani senza i requisiti di legge, si
mettano in gioco con gli altri colleghi interessati a
partecipare finalmente ai
vari concorsi.
2) INOLTRE, PER
FARE LE COSE NELLA MANIERA PIU' CORRETTA POSSIBILE,
PROPONGO DI RISERVARE UNA IDENTICA PERCENTUALE DEI POSTI
MESSI A CONCORSO ANCHE A BENEFICIO DEI GIORNALISTI
DISOCCUPATI I QUALI, CON TITOLI DI STUDIO E
PROFESSIONALI, PUR AVENDO LAVORATO DA UNA VITA COME E
MEGLIO DI CERTI ALTRI COLLEGHI, SENZ'ALTRO PIU' FORTUNATI,
SI RITROVANO COSTRETTI A FARE , QUANDO CAPITA, UN PAIO DI
MESI DI SOSTITUZIONI L'ANNO E A SOFFRIRE IN ATTESA DI
QUELLO CHE POTRA' ACCADERE, O NON ACCADERE, L'ANNO
SUCCESSIVO E SEMPRE IN ATTESA DI QUESTI "MALEDETTI
CONCORSI" CHE NON ARRIVANO MAI... PER NON PARLARE DEI
GIORNALISTI "INOCCUPATI" DESTINATI A NON LAVORARE PER
NULLA...
E LA BEFFA PIU'
GRANDE è, per tanti degli oltre cento disoccupati
siciliani, incontrare il collega pubblicista fino all'altroieri,
che ai tempi dei loro primi successi di decenni or sono
non era ancora nato, e sentirsi dire che in pochi mesi -
magie della politica non certo del rispetto delle regole
uguali per tutti - ha già fatto gli esami a Roma ed è
diventato, udite udite "giornalista professionista!"
E molte persone in
questi anni - forse i più oscuri del giornalismo siciliano
- neppure pubblicisti, HANNO CONSEGUITO QUESTO AMBITO
TITOLO FITTIZIAMENTE CON IL BENEPLACITO DELL'ORDINE, E IL
SILENZIO DEL SINDACATO, CHE HANNO ACCETTATO LA
COMPIUTA PRATICA O IL PRATICANTATO DI PERSONE CHE HANNO
SOLO SEGUITO IL LORO POLITICO-PADRINO E NON HANNO MAI
AVUTO EFFETTIVAMENTE I REQUISITI PER DEFINIRSI GIORNALISTI
POICHE' NEGLI UFFICI STAMPA DOVREBBERO LAVORARE COLORO I
QUALI GIA' SONO GIORNALISTI, SOPRATTUTTO PROFESSIONISTI, E
NON INVECE COME E' ACCADUTO IN QUESTO ULTIMO QUINQUENNIO,
SPECIALMENTE, E CIOE' CHE TANTISSIMI PSEUDOCOLLEGHI SONO
STATI PROMOSSI GIORNALISTI SOLO SUCCESSIVAMENTE E NELLO
STESSO AMBITO DELL'UFFICIO STAMPA DEI LORO PROTETTORI
POLITICI, OTTENENDO UN TITOLO PROFESSIONALE CHE A MOLTI VIENE NEGATO PUR AVENDONE IL
SACROSANTO DIRITTO, MA CHE A MOLTI, PERTANTO, E' STATO CONCESSO PER
ESCLUSIVA "SIMPATIA" E PER "MERITI POLITICI".
PERTANTO QUESTO E'
L'APPELLO ai vertici dell'ordine e del sindacato dei
giornalisti siciliani: "se è giusto, secondo voi e secondo
i vostri impegni, guardare con occhio PARTICOLARMENTE benevolo i "precari"
degli Uffici stampa siciliani, ebbene , rivolgete lo
stesso occhio "benevolo" ai giornalisti professionisti
disoccupati e riservate loro lo stesso trattamento e la
stessa riserva, dei posti in concorso, che verrà destinata
ai precari."
PERTANTO, UN
INVITO A NON ABBASSARE LA TESTA DI FRONTE A QUALSIASI
PROPOSTA DI "SANATORIA INDISCRIMINATA", MA A SEGUIRE LA
STRADA DEI CONCORSI UGUALI PER TUTTI E A PREVEDERE UGUAL
NUMERO DI POSTI RISERVATI SIA AI "PRECARI" SIA AI
"DISOCCUPATI".
Molti giornalisti
siciliani, infatti, pur avendo
"fior di titoli" tanto da essere risultati ai primissimi
posti nella graduatoria dell'ultimo, ed unico, concorso
andato in porto in una P. A. siciliana (vedasi il concorso
concluso lo scorso anno, indetto dal Comune di Siracusa,
con l'assunzione di un solo giornalista - mentre al Comune
di Siracusa attualmente stanno effettivamente lavorando
parecchi giornalisti, che verranno , se il ddl passerà,
tutti "sanati" a dispetto della graduatoria del concorso)
graduatoria che vede anche la sottoscritta Enza Garipoli
al 5° posto, sui quaranta colleghi siciliani che hanno
partecipato al concorso.
Ma il fatto più
inquietante è che , sempre la sottoscritta, è tra i
pochissimi della lista ad essere ancora disoccupata
(mentre tutti gli altri colleghi e pseudocolleghi lavorano
regolarmente - assunti o con contratti di almeno un anno,
regolarmente rinnovati per la maggior parte, o con
contratti a tempo indeterminato, il che equivale a
ricevere, in caso di effettivo licenziamento o scadenza
non rinnovata del contratto a termine, uno "stipendio
sicuro" ogni mese per almeno tre anni (vedasi in proposito
il regolamento Inpgi) - e ad essere allo
stesso tempo tagliata fuori dalla iniqua "sanatoria"
proposta a tradimento dal collega di antica data Salvo Fleres.
IN CONCLUSIONE:
non me ne voglia nessuno se, ancora adesso, non riesco a
comprendere quale sanatoria alla sua "precarietà" possa
reclamare il "portavoce" del politico di turno.
|