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CACCIA, ENNESIMO INCIDENTE:
A TRAPANI PER UNA FUCILATA AL VOLTO UN CACCIATORE RISCHIA DI PERDERE L’ OCCHIO
29 novembre 2005

PALERMO - “In tre mesi di stagione venatoria la Sicilia si è trasformata in un campo di battaglia non solo per gli animali selvatici ma anche per gli stessi cacciatori: due morti (uno nel primo giorno di caccia, l’1 settembre, l’altro lo scorso 21 novembre) e vari feriti, l’ultimo dei quali reso noto oggi”. Così Ennio Bonfanti, responsabile LAV del settore ‘fauna’, commenta la notizia relativa al cacciatore di Trapani che, a causa di una fucilata, rischia ora di perdere un occhio.

“E’ vergognoso il silenzio con cui l’Assessore regionale all’Agricoltura, on. Innocenzo Leontini, sta reagendo allo stillicidio di morti e feriti di questa devastante stagione venatoria liberalizzata in maniera selvaggia dai suoi provvedimenti. Da mesi ne chiediamo le dimissioni, perché ormai è inaccettabile il suo atteggiamento di ostinata indifferenza verso i gravissimi problemi di pubblica sicurezza che i suoi decreti sulla caccia hanno determinato nella nostra Regione. Leontini si è reso responsabile di una gravissima ed imperdonabile omissione politica, morale e giuridica per non aver subito sospeso la stagione venatoria anche come atto di rispetto di questi morti e feriti e per scongiurarne altri.
Considerato l’inaccettabile mutismo delll’on. Leontini e l’indifferenza del Presidente della Regione on. Totò Cuffaro, al quale abbiamo ripetutamente chiesto un provvedimento urgente di moratoria della caccia, chiediamo a tutti i Gruppi parlamentari dell’Assemblea regionale siciliana di affrontare in sede parlamentare la gravissima situazione della sicurezza pubblica e privata della stagione venatoria, presentando anche una mozione di sfiducia nei confronti dell’Assessore Leontini.
I troppi morti e feriti sono la micidiale conseguenza della legge venatoria regionale n. 33 del 1997 e del decreto dell'Assessore all'agricoltura che ogni anno emana il 'calendario venatorio': norme troppo permissive che consentono di sparare sempre e ovunque. Per legge almeno il 60% del territorio agro-silvo-pastorale di ogni provincia deve essere obbligatoriamente destinato alla libera caccia ed ogni cacciatore puo' entrare nei fondi privati anche contro il volere del proprietario (art. 842 del codice civile). In Sicilia si puo' sparare 5 giorni a settimana da un'ora prima del sorgere del sole fino al tramonto, quindi in condizioni di visibilita' precarie. Insomma, la caccia e' un problema di pubblica e privata incolumita' che le norme regionali - fatte apposta per incoraggiare una caccia sfrenata, distruttiva e pericolosa - ignorano colpevolmente pur di non far mancare il consenso elettorale delle doppiette verso i politici siciliani”.

CACCIA, PROTESTA DELLA LAV:
PRINCIPALI INCIDENTI DI CACCIA IN SICILIA STAGIONE VENATORIA 2005/2006
A cura della LAV Lega Anti Vivisezione
30 novembre 2005

PARTE UN COLPO ACCIDENTALE, MUORE A GELA
Incidente all'apertura della stagione venatoria
CALTANISSETTA, 1 SET - Il primo giorno della nuova stagione venatoria, a Gela, e' stato funestato da un incidente mortale. Durante una battuta nelle campagne di contrada 'Priolo', a 7 km a est della citta', alla quale partecipava un nutrito gruppo di amici, un colpo, partito accidentalmente dal fucile di uno dei cacciatori, ha raggiunto alla testa l'uomo che gli stava vicino, Roberto Lo Bartolo, 33 anni, operaio metalmeccanico dell'indotto del petrolchimico gelese,. L'uomo e' morto durante il tragitto verso l'ospedale 'Vittorio Emanuele'. Lascia la moglie e due figli. Indagini sono state avviate dai carabinieri che stanno interrogando sia lo sparatore che i testimoni.
(ANSAweb 01 Settembre 2005)

CALATAFIMI: UOMO UCCISO DURANTE BATTUTA DI CACCIA
CALATAFIMI (TRAPANI) 21-Nov-05 - Si chiamava Antonio Scaduto, di 48 anni, il cacciatore morto nelle campagne di Calatafimi. La vittima che abitava nella frazione trapanese di Guarrato, è stata raggiunta al torace da un colpo esploso accidentalmente da un cacciatore che si trovava in sua compagnia. Il proiettile lo ha raggiunto al cuore uccidendolo. L'incidente si è verificato questa mattina durante una battuta di caccia. Scattato l'allarme sono intervenuti i carabinieri.
(ITALPRESS 21-Nov-05)




PRINCIPALI INCIDENTI DI CACCIA IN SICILIA STAGIONE VENATORIA 2004/2005

A cura della LAV Lega Anti Vivisezione – uso consentito citando la fonte




Zafferana Etnea.
Il padre ha accidentalmente sparato al ragazzo durante una battuta di caccia e non ha retto al dolore
Uccide il figlio per errore, poi si suicida
Un colpo è partito dal suo fucile e ha centrato il piccolo Alfio di 12 anni in testa
(Gazzetta del Sud, 19 Settembre 2004)

Stava pulendo il fucile
Si ferisce a un piede con una rosa di pallini
(La Sicilia, Siracusa, 25 Agosto 2004)

Prima giornata caccia, colpito da compagno di battuta. E' grave.
Grave incidente di caccia l'altro ieri pomeriggio nella giornata di apertura della stagione venatoria.
Un quarantunenne di Leonforte (Enna) si trova ricoverato in prognosi riservata all'ospedale Umberto I di Enna. L'uomo e' stato colpito da un pallino all'occhio e rischia di perdere la vista.
(Agenzia AGI, 3 Settembre 2004)

Niscemi: cacciatore «impallina» l'amico durante una battuta
(La Sicilia, Caltanisetta, 11 Ottobre 2004)

Tremilia (Sr) Giovane ferito da cacciatore
Fucilate troppo vicine alla strada. Tiratore «poco scelto» denunciato dalla polizia
(La Sicilia, Siracusa, 03 Settembre 2004)

Incidente di caccia padre spara e ferisce il figlio
Tragedia sfiorata ieri pomeriggio nelle campagne di Mineo. Un commerciante catanese di 48 anni, durante una battuta di caccia, ha involontariamente sparato e ferito a una gamba il figlio.
(La Sicilia, prima pagina, 03 Ottobre 2004)

Gita drammatica. Netturbino catanese ferito nei boschi di Bronte: operato, è in prognosi riservata
Colpito alla testa da un proiettile vagante
La cosa più probabile che può essere successa è l'ennesima schioppettata sparata da un cacciatore - ma più probabilmente un bracconiere - con poco cervello, pronto a premere il grilletto al cadere di una semplice foglia.
(La Sicilia, Catania, 18 Ottobre 2004)

 

 

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