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MESSINA - Al ballottaggio Ragno e Genovese, tutti si ritengono "quasi"
vincitori sul filo di lana
29 novembre 2005
MESSINA
- Tutti i candidati piazzati. E così, a sole poche ore dall'esito dello
scrutinio di Messina, i politici si dicono tutti soddisfatti dell'ottimo
piazzamento ottenuto in prima istanza. Tra quindici giorni è ballottaggio,
ma adesso tutti i contendenti pensano già d'aver vinto.
Per Domenico Nania, An, «la città rimane di centrodestra», Francesco
Rutelli parla di «risultati formidabili, con le liste della Margherita che
sono sopra il 20%», Piero Fassino sottolinea l’«eccellente risultato
dell’Unione» mentre per Lorenzo Cesa i risultati sono «la conferma di un
trend di crescita nazionale dell’Udc». Dichiarazioni alla mano il
ballottaggio a cui gli elettori a Messina hanno rimandato la scelta del loro
nuovo sindaco dopo due anni di amministrazione commissariale accontenta
centrodestra e centrosinistra.
A sfidarsi, l’11 e il 12 dicembre prossimi, saranno Luigi Ragno della
Cdl, che ha ottenuto 67 mila 200 voti, pari al 45,91% delle preferenze,
e quello dell’Unione, Francatonio Genovese, 67.020 voti pari al 45,79%. Alle
loro spalle si sono lasciati, come previsto, l’aspirante sindaco del
Movimento per l’autonomia, Nunzio Romeo, che ha ottenuto 10.770 voti, pari
al 7,36%; quello di Alternativa sociale Sicilia con Alessandra Mussolini,
Filippo Clementi, 747 voti, pari allo 0,51%; e quello della Fiamma
tricolore, Vincenzo Alastra, 635 voti, pari allo 0,43%.
I dati finali sono arrivati a conclusione di una maratona elettorale, con
scrutini che sono durati circa 22 ore, e con tanto di commissione centrale
che ha dovuto recarsi in un seggio, il 187, per sbrogliare la matassa con i
conti che non tornavano, probabilmente per stanchezza. Ma la consultazione
di domenica e lunedì scorso è ormai quasi archiviata: con la Cdl che,
secondo le prime proiezioni, conquisterebbe 26 seggi, l’Unione 17 e il Mpa
2. Il dato che balza subito agli occhi è quello relativo al cosidetto "voto
disgiunto": il centrodestra ha infatti ottenuto il 55,62%, quasi 10 punti in
più del candidato sindaco Luigi Ragno, conquistando la maggioranza assoluta
in Consiglio, mentre il centrosinistra ha totalizzato il 37,64%, 8 punti in
meno dei suffragi che sono andati a Francantonio Genovese.
Anche su queste indicazioni i partiti hanno avviato una riflessione:
l’operazione ballottaggio è già partita. Una gara in cui un ruolo importante
potrebbe svolgerlo Raffaele Lombardo che definisce quello del Mpa un
«successo sudato contro fiumi di soldi spesi dai candidati dei due Poli che
ci rende arbitri» al secondo turno «nonostante una campagna elettorale dai
tempi risicati». L’europarlamentare e presidente della Provincia di Catania
conferma che «l’appoggio al ballottaggio alla Cdl ci sarà soltanto se dal
governo nazionale arriveranno atti concreti nei confronti della città». «La
decisione finale - osserva - la prenderà un’assemblea pubblica del Mpa che
terremo venerdì prossimo, ma l’orientamento è di invitare i cittadini a non
votare se non ci saranno fatti concreti e immediati per la città».
Un invito al «confronto sul programma» al Mpa arriva da Antonio Saitta, vice
sindaco designato dell’Unione. Mentre il senatore Nania auspica «un
ritrovamento all’interno della Cdl del movimento di Lombardo». Intanto
«dell’ottimo risultato dell’Udc» si dice soddisfatto il sottosegretario
all’Interno, Giampiero D’Alia, osservando che «con 9 consiglieri su 45 è
diventato il primo gruppo al Comune di Messina».
Gianfranco Miccichè, Ministro per lo sviluppo e la coesione territoriale,
afferma che «sul voto di Messina occorre fare una seria riflessione da parte
nostra sul perché non siamo stati capaci di trasferire l’immutato peso
elettorale della coalizione al candidato Luigi Ragno. Sulla soluzione di
questo problema si gioca il successo al ballottaggio». «Per il resto -
aggiunge il ministro - 20 punti di differenza a Catania oggi confermati a
Messina mi rendono molto sereno ed ottimista sul risultato di Politiche e
Regionali. La sinistra si accontenta e gode. Confermando la morale di un
famoso detto i leader di sinistra esultano per avere raggiunto il 37% di
coalizione, quasi 20 punti in meno della Cdl. Contenti loro, felici noi».
Secondo il segretario regionale della Margherita, Salvatore Cardinale, «il
voto premia il partito e l’impegno di Francantonio Genovese». E se per il
leader dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio, il ricorso al ballottaggio
«blocca la costruzione del Ponte», l’Udeur con Nuccio Cusumano sottolinea
che il partito di cui è capogruppo alla Camera è «la terza forza del
centrosinistra anche a Messina». Infine da segnalare l’ingresso in consiglio
comunale di Nino Urso, il primo ’comunista' dopo la scomparsa del Pci a
entrare nel consiglio comunale della Citta dello Stretto: è il primo eletto
del Prci a Palazzo Zanca.
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