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ROMA - ANNO GIUDIZIARIO, POLEMICA PER L'ASSENZA DEI MAGISTRATI DELL'ANM ALL'INAUGURAZIONE.
28 gennaio 2006

I magistrati dell' Anm non hanno partecipato alla cerimonia per l'inaugurazione dell'Anno Giudiziario in tutta Italia, per protesta contro la riforma dell'ordinamento giudiziario che, in un volantino, hanno definito ''controriforma che per un verso risulta del tutto ingestibile, e che secondo loro riporta indietro di 50 anni il modello di magistrato, limitandolo nell'autonomia e nell'indipendenza previste dalla Costituzione a garanzia dei cittadini".

''La nostra allarmata critica nei riguardi della politica giudiziaria - hanno scritto - portata avanti nel corso dell'intera legislatura con l'approvazione di una serie di leggi (rogatoria internazionali, falso in bilancio, nuove norme sulla prescrizione e sulla recidiva, inappellabilità delle sentenze da parte del Pm, nuova regolamentazione della legittima suspicione, modifiche all'istituto della legittima difesa, stravolgimento del giudizio di Cassazione penale) che lungi dal risolvere i reali problemi dai quali e' affetta da anni la giustizia italiana, primo fra tutti quello dell'eccessiva durata dei processi, diminuiscono il complessivo livello di legalità del paese oltre che porsi spesso in contrasto con i principi fondamentali della nostra carta costituzionale ''.

L'Anm, infine, denuncia la carenza di personale amministrativo, che nel distretto di Milano, e' arrivata ad oltre 20% e del dimezzamento dei mezzi finanziari. ''Un solo recentissimo esempio - spiegano i magistrati Anm -, dal 17 gennaio solo il 15% delle postazioni informatiche potra' giovarsi dell'assistenza urgente in caso di guasti''.

GRECHI, CONDIVIDO RAGIONI ANM
Nella sua relazione, in occasione della cerimonia di inaugurazione, il presidente della Corte d'appello di Milano, Giuseppe Grechi, ha detto di essere ''rammaricato'' per l' assenza dell' Associazione Nazionale Magistrati.

''Ma comprendo e condivido - ha aggiunto - le ragioni di questa protesta: l' ingestibile riforma dell' Ordinamento giudiziario, che e' stata voluta contro le opinioni della Curia, del Foro e dell' Accademia, mai cosi' unanimi, non solo sembra negarci ogni prospettiva di modernita', ma rischia di riportarci indietro nel tempo''.

CASTELLI, DA ANM CIECA CONTRAPPOSIZIONE
"Dall' Anm una cieca opposizione, ieri in Cassazione un confronto serio": il ministro della Giustizia, Roberto castelli, replica così all' Associazione Nazionale Magistrati che oggi per protesta ha disertato le cerimonia di apertura dell' Anno giudiziario nei distretti di Corti di Apppello.

"L'assenza dei magistrati dell' Anm - dice il ministro - è il solito atto di cieca contrapposizione al Governo. E' curioso che i magistrati, che sono i principali attori della giustizia, insistano a dire che la giustizia va male. Per me il momento del confronto serio e costruttivo è avvenuto ieri in Cassazione, oggi non riscontro alcuna novità ".

"Spero - conclude il ministro - che nelle varie Corti d'Appello non ci si sia limitati ad attaccare le decisioni del Governo e del Parlamento, ma si sia parlato anche del funzionamento dei distretti che è lo scopo centrale di queste manifestazioni. Tutto il resto è un dejavù ".

A BARI PADRI ARMANO FIGLI MINORI PER UCCIDERE
Nelle organizzazioni mafiose baresi si assiste all'''allarmante'' fenomeno che ''vede i padri armare i figli minori e indurli alla violenza omicida". E' uno dei passaggi contenuti nella relazione del presidente della Corte d'appello di Bari, Giacinto de Marco, per l'inaugurazione dell'anno giudiziario. Per contrastare questo fenomeno il Tribunale e la Procura per i minorenni hanno chiesto alla Dda di Bari copia degli atti disponibili sui maggiorenni coinvolti in fatti di associazione mafiosa e di criminalità organizzata allo scopo di accertare se essi ''hanno figli minori e se tali minori sono a rischio di pregiudizio per la negativa influenza dei genitori ".

Citando la relazione giunta dal Tribunale e dalla Procura per i minorenni, de Marco scrive che la caratteristica della criminalità minorile barese e' nella sua mafiosità che ''non si limita alla sola strumentalizzazione di minori per la consumazione di omicidi nelle guerre tra bande, ma contiene come elemento di novità negativa la sub cultura della mafiosità, quella che mette in discussione i valori di solidarietà, lealtà e probità propri del vivere civile per diffondere e far prevalere le logiche dell'omertà' e della fedeltà al proprio gruppo. Questo tema e' divenuto tanto allarmante a Bari''. In base ai dati forniti, nel distretto sono stati compiuti da minorenni 13 omicidi, 5 tentativi di omicidio, 144 reati contro la pubblica amministrazione, 246 lesioni volontarie, 152 per spaccio di sostanze stupefacenti. Ci sono stati 133 arresti (21 in piu' del periodo precedente) e 6 fermi.

LA PROTESTA DELL'ANM, SEDIE VUOTE A ROMA
Alcune sedie vuote nei posti riservati ai rappresentati dell'Associazione nazionale magistrati. E' la protesta attuata dall'Anm del Lazio contro la riforma dell'ordinamento giudiziario. I posti assegnati nell'aula magna della Corte di Appello di Roma sono rimasti vacanti per sottolineare 'il dissenso dell'Anm' verso la riforma.

''Sia chiaro - ha detto Paolo Auriemma, presidente dell'Anm del Lazio, in una nota diffusa per spiegare i motivi della protesta - che siamo presenti al posto che ci assegna la Costituzione nella imparziale difesa della legalità. Siamo solo assenti ed estranei a quel progetto che ci vorrebbe burocrati timorosi del potente di turno''.

A PALERMO ROTOLO, MAFIA CONTROLLA POLITICA
Cambia e si rovescia il rapporto tra la mafia e la politica. Ora sarebbero le cosche a imporre le proprie strategie e a reclutare il personale politico destinato a rappresentare, nelle istituzioni e nelle strutture della pubblica amministrazione, gli interessi di Cosa nostra. Questo nuovo scenario viene delineato nella relazione del presidente della corte d'appello di Palermo, Carlo Rotolo, che pone alla base della sua analisi i risultati delle inchieste piu' recenti.

La strategia mafiosa continua a fondarsi sull'esistenza di un ''patto scellerato" e di una ''zona grigia'' nella quale si realizza un ''rapporto di scambio'' (sostegno elettorale come contropartita di favori) ma in una prospettiva squilibrata. La mafia, osserva infatti Rotolo, partendo dal controllo territoriale di base ''riesce a esercitare un notevole potere nell'individuazione degli amministratori locali in grado di svolgere, proprio per le qualità professionali e tecniche spesso possedute, un ruolo incisivo all'interno delle compagini consiliari, sempre più al centro dei flussi finanziari destinati alla realizzazione di opere pubbliche spesso imponenti''.

L'obiettivo e' dunque quello di mettere le mani sui centri della spesa pubblica e il primo passo e' il reclutamento di politici collusi reclutati tra gli amministratori locali. Il passaggio successivo e' quello di promuovere la loro 'scalata' verso ''incarichi politici regionali e nazionali''. Questa strategia rende evidente, secondo Rotolo, il ''pericolo di gravissime sinergie fra i diversi livelli politici inquinati, capaci di creare condizionamenti diffusi nel tessuto sociale''.

A CATANZARO: COMMODARO, LEZIONE RAGAZZI LOCRI
''Il barbaro ed efferato assassinio del vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, Francesco Fortugno, ha disvelato la confortante, convinta e singificativa protesta dei ragazzi di Locri''. Lo ha detto il presidente della Corte d' appello di Catanzaro, Rinaldo Commodaro, nella relazione fatta nel corso della cerimonia d' inaugurazione dell' anno giudiziario. ''I ragazzi di Locri - ha aggiunto Commodaro - dopo il cruento sacrificio di Fortugno, che ricordo con animo commosso e vittima di un barbaro ed efferato assassinio che ripropone in termini prentori e drammatici la situazione in cui versa la Calabria, ci dicono che non possiamo accettare di convivere con la malapianta della violenza e del malaffare che si annida nella societa' calabrese, ne inquina le istituzioni, ne corrode le coscienze e ne devasta la vita civile. C' e' da sperare che proprio dal moto di ripulsa di questi ragazzi, autentico capitale sociale della Locride, derivi quella forza nuova capace di operare il grande riscatto della nostra Terra sfortunata''.

TORINO - CASELLI DENUNCIA: LA GIUSTIZIA E' AL COLLASSO CON SCARSE RISORSE
Nel distretto giudiziario del capoluogo piemontese la ''giustizia è al collasso" per la ''scarsità di risorse messe a disposizione del Ministero'': questa la situazione descritta dal procuratore generale del Piemonte, Gian Carlo Caselli, nel suo intervento all' inaugurazione dell'anno giudiziario. Caselli ha precisato di condividere le ragioni della protesta dell' Anm, che ha disertato l' appuntamento, sottolineando che e' presente solo per ''dovere istituzionale''. Caselli, spiegando che la penuria di fondi che affligge gli uffici giudiziari e' intrecciata con ''il tentativo di governare i giudici'' messo in atto negli ultimi anni, ha denunciato le ''leggi ad personam'', ''la continua evocazione di complotti'' per contrastare le indagini, la ''controriforma dell' ordinamento giudiziario'' e la creazione di fatto di ''due distinti codici, uno per le persone comuni e uno per le persone perbene'': un solco, quest'ultimo, che la legge ex Cirielli ha ''aggravato'', visto che e' ''destinata a colpire ferocemente le fasce piu' deboli''.

A BOLOGNA, GIOVANARDI POLEMICO CON RELAZIONE
Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi, ha avuto parole polemiche nei confronti della relazione sull'amministrazione della giustizia nel distretto dell'Emilia-Romagna per l'anno 2006 tenuta dal presidente della Corte d'Appello di Bologna Manlio Esposito in occasione dell'apertura dell'anno giudiziario.

''Sono in grande imbarazzo - ha commentato Giovanardi abbandonando l'aula della cerimonia quando erano previsti alcuni interventi - per i toni offensivi che sono stati usati nei confronti di un Parlamento sovrano. Toni che respingo con sdegno''. A chi si riferisce?, hanno chiesto i giornalisti: ''Mi riferisco a quelli usati nella relazione iniziale che contiene critiche assolutamente immotivate e processi alle intenzioni sulle riforme che un Parlamento democratico ha varato''.

''Sono venuto qui per l'apertura dell'anno giudiziario - ha aggiunto - non per partecipare a 'Ballaro''. Ma almeno a 'Ballaro'' c'e' il dibattito fra le parti, che possono confrontarsi''. Nella relazione del presidente Esposito ci sono alcuni passaggi critici nei confronti della riforma dell'ordinamento giudiziario.




 

 

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