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MESSINA - Berlusconi ieri a Messina con Fini per sostenere la candidatura di Luigi Ragno e per "riconquistare" la Sicilia
Tra le personalità che hanno accolto il premier, anche il sindaco di Catania prof. Umberto Scapagnini
FINI a Catania: "Prodi è una minestra riscaldata"
di Enza Garipoli
26 novembre 2005

BERLUSCONI CON RAGNO

MESSINA - Il presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi, in visita ieri a Messina, ha esordito con l'esprimere la speranza di "riconquistare il Comune di Messina". Berlusconi, prima di intervenire alla manifestazione della Cdl siciliana, ha visitato gli approdi per i mezzi pesanti portati dai traghetti sullo Stretto di Messina che verranno inaugurati a Tremestieri. Berlusconi, è stato accolto dal commissario straordinario, Bruno Sbordone, dal ministro Antonio Martino, dal sindaco di Catania Umberto Scapagnini, dal ministro Prestigiacomo e dal presidente della Provincia dello Stretto, Salvatore Leonardi.
La manifestazione è stata l'occasione per sostenere il candidato della Cdl Luigi Ragno alle elezioni di domenica.
Oltre a dirsi certo della "fedeltà della Sicilia", Berlusconi ha indirettamente fatto cenno al Movimento per l'autonomia del presidente della Provincia di Catania Raffaele Lombardo. "Dobbiamo trovare un accordo - ha detto - con quelli che non stanno a sinistra: all'Unione dobbiamo contrapporci uniti e spero che i cittadini ci diano fiducia, ma c'è una componente del Centrodestra che si presenta da sola e questo era da evitare".

FINI SI E' SPOSTATO A CATANIA PER LA CAMPAGNA ELETTORALE

CATANIA - Gianfranco Fini, presidente di An, si è spostato a Catania, per la campagna elettorale, dove ha detto di essere «...abbastanza sicuro che le elezioni comunali di Messina andranno bene, e che Luigi Ragno può vincere al primo turno». Secondo il vice premier «ci sono tutte le condizioni affinché ciò accada: Messina ha già pagato pesantemente l’assenza di un sindaco per due anni».

Fini parla delle elezioni regionali e nazionali usando termini calcistici: «Il campionato si può vincere e ci sono le punte che fanno i gol e noi i cannonieri li abbiamo; l’importante  è che dobbiamo crederci tutti mobilitandoci. Il centrosinistra ha venduto la pelle dell’orso prima di averlo ucciso. E questo lo dico da una città, Catania, dove la vittoria del centrodestra è stata accolta con molta sorpresa dal centrosinistra. Dopo la rielezione di Scapagnini a sindaco, avreste dovuto vedere certe facce in Parlamento...».

Poi un atto d’accusa del presidente di Alleanza nazionale contro il suo partito nel capoluogo etneo dove afferma di aver trovato «una situazione di torpore che non capisco da cosa sia determinata. Il partito di An a Catania non va bene. Ai parlamentari regionali e nazionali dico: nessuno si consideri beneficiario di riconoscimenti a vita, nessuno di loro per il momento è ricandidato. Mi sembra che a Catania la classe dirigente di An si sia adagiata sugli allori. Allora nessuno si può risentire ricandidato». Il presidente del partito ha invitato i deputati nazionali e regionali di An «a dire basta ai personalismi che sono - ha osservato Fini - offensivi per la nostra memoria storica e politica. Le elezioni dobbiamo vincerle e quindi dobbiamo cambiare mentalità». Fini ha anche definito   «Romano Prodi una minestra riscaldata, che non riesce ad approfondire alcuna soluzione e così rischia di spaccare la sua coalizione. Il programma di Prodi - ha osservato Fini - non può andare oltre ai titoli perché i contenuti non potranno mai essere condivisi dalla sua coalizione: dal centrosinistra, dai verdi, dalla sinistra radicale e dai no global».
 


 

 

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