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ROMA - Il sistema "Sanità" al Sud è allo sfascio
26 gennaio 2006
ROMA - (regioni.it) La sanità al Sud e' a
"binario unico" , cioè ''inadeguata e arretrata" come gran parte della linea
ferroviaria nelle Regioni meridionali. E non e' solo una questione di
risorse: molti fondi, per esempio quelli per l'adeguamento degli ospedali,
non sono nemmeno stati spesi. Mancano organizzazione e capacita' di
programmare. E' la diagnosi della Commissione parlamentare d'inchiesta sul
servizio sanitario nazionale (già annunciato da la Repubblica: sanità sud...
), che ha presentato oggi il rapporto conclusivo approvato all'unanimita'lo
scorso 18 gennaio.
Un lungo viaggio nella sanita' del Sud, compiuto dalla Commissione con 17
missioni in 7 Regioni, per un totale di 94 ospedali, cliniche e altre
strutture sanitarie ispezionate. Ne emerge un quadro allarmante, quello
della ''sostanziale inadeguatezza e arretratezza della rete assistenziale
nel meridione, che conferma quanti e quali siano i divari nell'accesso alle
cure e le fortissime differenze tra il Sud e il resto d'Italia''. Ritardi e
carenze testimoniano ''inerzie e inefficienze'', per esempio nell'uso dei
fondi per l'edilizia sanitaria.
Dei 1.100 milioni di euro assegnati alla Campania da un accordo del 2000,
solo il 26% e' stato utilizzato: i fondi erano destinati a realizzare 175
interventi, ma solo 25 sono stati finanziati. In ritardo anche le altre
regioni. La Calabria ha impegnato solo il 14% delle risorse disponibili, la
Puglia il 29%.
A fronte di risorse mai spese, sottolinea la Commissione d'inchiesta, si
riscontrano ''carenze strutturali nell'offerta ospedaliera, strutture
obsolete e inadeguate,dove in molti casi non sono garantiti gli standard di
sicurezza e le elementari condizioni igienico-sanitarie''. Agli ospedali
fatiscenti, anche quelli di riferimento delle grandi citta' del Sud come
Napoli, Palermo e Bari, si affiancano le 'cattedrali nel deserto', strutture
gia' vecchie e da adeguare prima ancora di essere inaugurate, e gli ospedali
incompiuti, abbandonati prima della conclusione dei lavori.
Il ''caso piu' clamoroso'' scoperto dalla Commissione e' l'ospedale di
Oppido Mamertino, nella piana di Gioia Tauro in Calabria. La costruzione e'
cominciata piu' di 20 anni fa e non e' maifinita, mentre sono gia' evidenti
segni di cedimento nelle strutture portanti. La sala operatoria all'interno
non potra' mai essere usata, perche' i locali adiacenti sono allo stato
grezzo. Completano il quadro della sanita' meridionale, ospedali duplicati o
al contrario congestionati e servizi territoriali pressoche' assenti.
Anomalo e assolutamente sproporzionato rispetto alla media nazionale e' il
numero dei posti letto privati. In Calabria sono 2.500i posti letto gestiti
da cliniche private, un terzo del totale della regione. Situazione simile in
Sicilia: nella sola Messina ci sono 400 posti letto privati in ortopedia,
ben il 10% del totale nazionale.
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