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IRAQ - ENZO BALDONI E' STATO ASSASSINATO
26 agosto 2004
La tv satellitare del
Qatar, al Jazeera ha annunciato circa 14 minuti prima della mezzanotte di
oggi, giovedì 26 agosto, che i rapitori del giornalista Enzo Baldoni hanno
dichiarato di averlo ucciso. Lo scrive per prima l'agenzia internazionale di
stampa Reuters. L'emittente ha detto anche di avere un video nel quale
viene mostrato il corpo del giornalista.
''Abbiamo ricevuto il filmato che mostra Enzo Baldoni dopo essere stato
ucciso'', ha detto un giornalista di Al Jazira alla Reuters, aggiungendo che
l'emittente non ha deciso se lo manderà in onda. Il giornalista non ha
voluto aggiungere altro. La tv araba ha dato la notizia dell'uccisione di
Enzo Baldoni nel rullo su cui vengono fatte scorrere le notizie. Un
funzionario italiano è partito per il Qatar per visionare un video di
possesso della tv con le immagini di Baldoni, forse dell'esecuzione. ''Ci
sono immagini agghiaccianti'', ha detto una fonte italiana che ha visionato
il video pervenuto ad Al Jazira sull'esecuzione di Baldoni.
Poco fa, la Procura di Roma ha fatto sapere che chiederà al Qatar di poter
acquisire il video in cui viene mostrata l'esecuzione. Il capo del pool
antiterrorismo della capitale, Franco Ionta, aveva già chiesto al Qatar di
fornire il video dell'esecuzione di Fabrizio Quattrocchi ma nessuna risposta
è giunta finora dal paese che ospita la televisione Al Jazeera che ha dato
stasera la notizia dell'esecuzione di Baldoni e nei mesi scorsi quella
dell'uccisione di Quattrocchi.
Ecco Enzo Baldoni,
«Supera il quintale, è alto 1 metro e 86 e le sue cinture vanno dal 110 in
su: Enzo Baldoni è certamente uno dei creativi più grossi d'Italia (forse
d'Europa)». Era questo l'ironico autoritratto con cui si descriveva Enzo
Baldoni sulla pagine di Diario, il settimanale per il quale collaborava.
Nato a Città di Castello (Perugia) nel 1948, sposato e padre di due figli di
21 e 24 anni (la famiglia vive in Sicilia), Baldoni lavora da tempo a
Milano. All'attività di pubblicitario è arrivato però dopo aver fatto, si
legge ancora nel sito, «il muratore in Belgio, lo scaricatore alle Halles,
il fotografo di nera a Sesto San Giovanni, il professore di ginnastica,
l'interprete e il tecnico di laboratorio chimico».
È stato poi un incontro con Emanuele Pirella a fargli capire che «fare il
copy è meglio che lavorare». Tra le sue campagne televisive più note, quella
del rasoio per uomini sensibili, in grado anche di «fare la barba» a un
palloncino senza farlo scoppiare.
Traduttore di fumetti, appassionato di Zen, Baldoni è poi diventato anche
freelance per vocazione, pronto a raccontare su Linus, Specchio della
Stampa, Venerdì di Repubblica le sue esperienze in giro per il mondo.
Ha iniziato nel 1996 in Chiapas, Messico, dove ha incontrato il
subcomandante Marcos, poi è stato in Birmania, Timor Est, Colombia.
«Qualcuno pensa che io sia un mezzo Rambo che ama provare emozioni forti,
vedere la gente morire e respirare l' odore della guerra come Benjamin
Willard l' odore del napalm la mattina in «Apocalypse now» - ha detto una
volta -, invece sono lontano mille miglia da questa mentalità, molto
semplicemente sono curioso. Voglio capire cosa spinge persone normalissime a
imbracciare un mitra per difendersi».
In Iraq Baldoni è arrivato per la prima volta quest'anno, un paio di
settimane fa, con un accredito di Diario. «Non ho una particolare paura
della morte», ha detto qualche tempo fa in un'intervista. «L'ho conosciuta
abbastanza bene. Alla mia sono andato vicino un paio di volte. Poi mi sono
morte diverse persone tra le braccia. Ormai è una vecchia compagna di
viaggio».
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