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USA: l'atroce agonia di Terri Schiavo, e non chiamiamola eutanasia!
di Enza Garipoli
27 marzo 2005

31 marzo 2005
USA: Terri Schiavo è morta, ovvero l'hanno uccisa. Alla donna in stato vegetativo da 15 anni, era stato staccato il tubo per l'alimentazione il 18 marzo scorso. La sua agonia non ha impietosito nessuno e neppure i genitori, e tantissimi loro "sostenitori", sono riusciti a contrastare il genero Michele e le leggi ingiuste che hanno sempre dato loro torto. Ma noi ribadiamo: se la signora Terri non doveva vivere in quello stato, perché non praticarle una dolce iniezione letale invece di farla soffrire per 13 atroci giorni con un cinismo che ha dell'inumano? Le notizie che circolano sul web, riguardanti le ultime ore di Terri parlano del divieto da parte del marito ai suoceri di assistere agli ultimi momenti di vita della povera figlia. Ma come è possibile questo negli Usa del terzo millennio dove la libertà e la democrazia sono dei valori innegabili?

28 marzo 2005:
 USA: la morte disumana di Terri Schiavo si avvicina. Finalmente è stato "concesso" dal disumano marito il permesso - in un primo momento negatole - di ricevere il sacramento dell'estrema unzione. Nemmeno le bestie sono costrette a soffrire come Terri, anche in America come in Italia sono più tutelate dei cristiani....

L'ultima condanna a morte, è stata pronunciata oggi, 27 marzo Pasqua, dalla Corte suprema della Florida, che ha respinto anche l'ultimo appello a favore della vita di Terri Schiavo. Adesso i genitori e i fratelli della donna in coma da 15 anni hanno non hanno più alcuna possibilità di ulteriori appelli alla magistratura.
Ma resta ancora un'ultima battaglia per i signori Schindler, i genitori di Terri, i quali chiedono che la loro sventurata figlia possa  ricevere quale cattolica la comunione di Pasqua.

STORY

Ieri notte, 24 marzo, è stato presentato l'ennesimo ricorso, presso la Corte federale di Tampa per tornare ad alimentare artificialmente Terri Schiavo, che si trova in stato vegetativo dal 1990. La decisione dei giudici dovrebbe essere presa in giornata.


TERRI SCHIAVO

WASHINGTON - Non si tratta certamente di eutanasia. No, è un lento sistematico assassinio che finora si sta consumando in America sulla pelle di Terri Schiavo, la povera infelice di 41 anni che da tre lunghissimi lustri è seppellita da viva in un letto senza la possibilità di muoversi e forse di ragionare. Con la scusa di porre termine al suo probabilissimo stato vegetativo, il pietoso consorte da anni sta conducendo una sua personale battaglia - ormai quasi vinta nonostante gli sforzi del presidente Bush di far ripristinare l'alimentazione per Terri -  per "staccare gli alimenti" alla consorte e consentirne il "decesso".
E proprio questo gli è stato accordato, a mister Schiavo, dalle varie Corti statunitensi, a dispetto dei numerosi appelli, contro le successive sentenze di "morte", fatte dai genitori della donna che si sta uccidendo in nome della "umana pietà" e che da sei giorni non riceve più nessun tipo di alimentazione e, senza nemmeno l'acqua, si sta disidratando ogni ora che passa. Questa pratica inumana non la si può certo definire eutanasia, la cosiddetta "dolce morte", poiché nel caso di Terri Schiavo non di dolce morte si sta trattando, ma di una lenta e dolorosa agonia.

 Infatti la si sta lasciando morire di fame e anche di sete, quando invece essendo stata condannata a morte, Terri dovrebbe avere perlomeno i medesimi diritti dei condannati a morte, i quali nella civilissima terra americana hanno il sacrosanto diritto di morire con dignità e senza soffrire.
Da noi in Italia, anche se non esiste la pena di morte per gli esseri umani, la legge è molto severa contro coloro che fanno soffrire, torturano o uccidono gli animali. Dall'internazionale Wwf alla Lipu - che si preoccupa della sorte degli uccelli - gli Italiani amano molto le bestie e non si sognerebbero neppure lontanamente di tollerare una conclamata e tanto plateale tortura inferta ad una persona malata e totalmente indifesa

Lunedì, 21 marzo scorso, nella notte - le 7 ora italiana e l'una di notte in America - il presidente americano George W. Bush aveva firmato in tutta urgenza la legge che doveva consentire di "salvare Terri Schiavo", legge che era stata espressamente approvata d'urgenza dalla Camera degli Stati Uniti e già votata all'unanimità dal Senato la domenica 20 marzo, nel pomeriggio. La vita di Terri Schiavo è appesa ad un esile filo e la sua alimentazione artificiale è ancora in forse perché ieri notte è stato lanciato un altro appello e si attende in giornata il responso .

Il presidente Bush ha detto che, in casi  come questo, dove c'è incertezza sullo stato del paziente, "ci deve essere una presunzione a favore della vita", specie per le persone come Terri, ''che sono alla mercé degli altri". Il voto della Camera, preceduto da un dibattito di tre ore, e' avvenuta poco dopo la mezzanotte, mentre, a Pinellas Park, in Florida, fuori dalla clinica dove Terri vegeta, non più alimentata da oltre 60 ore, la mobilitazione degli attivisti che si battono affinché la donna viva non è mai cessata.
 Il marito chiede che venga lasciata morire, al contrario la famiglia Schiavo, i genitori con il fratello, sostiene che c'e' ancora speranza di ripresa.

Già era stata presentata sabato 19 marzo, una mozione d'urgenza alla Corte Suprema americana da parte di una Commissione della Camera, in seguito al distacco avvenuto ieri sera del tubo dell'alimentazione che tiene in vita Terri Schiavo, di 41 anni, in stato vegetativo da 15. Terri Schiavo potrebbe morire entro 7-10 giorni. 
L'istanza è stata presentata dopo che venerdì 18 marzo scorso, dopo un primo rinvio, era stato rimosso il tubo per l'alimentazione artificiale che da 15 anni mantiene in vita Terri Schiavo.
Non è la prima volta che la vita di Terri è in gioco, infatti  il tubo è stato staccato altre due volte e poi reinserito dopo pochi giorni. Questo caso umano vede contrapposte due opposte posizioni e così la sorte della donna in coma vegetativo è legata ad una pietosa lotta fra giudici che è il risultato della lotta tra il marito di Terri ed i suoi genitori che non vogliono ricorrere all'eutanasia.
Ieri, la rimozione dell'alimentazione è avvenuta lo stesso, dopo che un giudice della Florida l'aveva temporaneamente bloccata. Ma appena un'ora dopo il giudice George Greer ha dato il via libera, dopo aver seguito da tanti anni il caso di Terri e nonostante gli sforzi dei repubblicani del Congresso di bloccare l'azione convocando Terri a una audizione. Greer ha respinto una richiesta dei legali della Camera dei rappresentanti di rinviare la rimozione.
Per ridare a Terri la vita, anche se vegetativa, una commissione della Camera ha convocato per oggi 25 marzo Terri Schiavo, suo marito Michael e tre dipendenti della clinica dove è ricoverata. La audizione potrebbe svolgersi in video-conferenza senza dunque rendere necessario che Terri si presenti di persona in Congresso, hanno indicato fonti della Commissione per le Riforme Governative alla Cnn. Il Senato ha invitato Terri a comparire in Congresso il 28 marzo come parte delle manovre per tenere Terri in vita oltre l'ordine della magistratura per il distacco del tubo dell'alimentazione artificiale.

 

 

 

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