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BOMBAY
- Sono stati due taxi-bomba a provocare le
violentissime esplosioni che oggi a Bombay, nell'India orientale,
hanno ucciso una cinquantina di persone e ferito di un centinaio di
altre. La tremenda notizia è stata riferita da Rajendra Darda, il
ministro dell'Interno nello Stato del Maharashtra, di cui Bombay e la
capitale.
Non è ancora certo il definitivo bilancio delle vittime: il ministro
della Sanità locale, Digvijay Khanvilkar, ha detto in un primo momento
che sono 29 i morti accertati, ma fonti della polizia, citate dai mass
media, ne hanno riferiti almeno 41. I feriti ammonterebbero
complessivamente a 125.
Le mortali esplosioni sono state provocate da due taxi imbottiti di
esplosivo, piazzato dagli attentatori sui sedili posteriori. I due
taxi erano stati parcheggiati uno nei pressi del tempio induista di
Mubandevi, in pieno centro urbano; e l'altro vicino al porto, in
prossimità dello storico monumento noto come Porta dell'India.
Crollato il principale mercato azionario indiano, che ha perso il
3,37per cento, dopo la diffusione della notizia della strage.
Il Pakistan ha espresso immediatamente la propria condanna
definendo come "atti di terrorismo" i due attentati.
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