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ROMA - Appartengono al catanese Fabrizio Quattrocchi
le spoglie mortali consegnate alla Croce rossa italiana a Baghdad
Si riaccendono le speranze per la liberazione di Stefio, Agliana e Cupertino
di Enza Garipoli
23 maggio 2004

FABRIZIO QUATTROCCHI
ROMA - Appartengono al catanese Fabrizio Quattrocchi le
spoglie mortali restituite ai suoi familiari dai terroristi iracheni tramite
la Croce Rossa Italiana a Baghdad. Anche se nel corso della giornata
di ieri, si erano in un primo tempo prospettati tempi più lunghi, a tarda
notte si è diffusa la notizia della positività sul test del Dna eseguito sui
campioni organici prelevati a Baghdad sul corpo consegnato venerdì scorso
alla Croce rossa italiana. Nella stessa serata, i campioni utili
all'esecuzione dell'esame del Dna erano stati portati in Italia dal
commissario straordinario della Croce Rossa Maurizio Scelli.
Il risultato decisivo è stato ottenuto intorno mezzanotte, raffrontando il
Dna di un frammento osseo giunto dall'Iraq con quello del bulbo di alcuni
capelli di Fabrizio trovati sul suo cuscino e all'interno del suo casco.
Adesso, con l'accertamento dell'identità del primo ostaggio italiano ucciso
appena il giorno successivo al suo rapimento, si riaccendono le speranze
riguardo la liberazione degli altri tre ostaggi ancora nelle mani dei
terroristi iracheni. Fonti vicine ai rapitori avrebbero confermato che
Agliana, Stefio e Cupertino godono di buona salute e che sono trattati bene;
ma i loro familiari e tutti gli italiani attendono con ansia e
partecipazione il momento della loro liberazione.
Domani, saranno depositati i risultati delle analisi del Dna alla procura
romana, ai pm Franco Ionta e Pietro Saviotti che conducono l'inchiesta.
Entro oggi, il corpo di Fabrizio Quattrocchi rientrerà in Patria. Dopo
l'autopsia l'attendono - insieme agli onori che gli verranno tributati, alle
preghiere e all'affetto dei suoi cari, degli amici e colleghi e degli
italiani tutti - un funerale cristiano e la pace eterna dei giovani eroi.
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