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IRAQ - "SADDAM SARA' IMPICCATO MA SENZA LA MIA FIRMA":
LO HA DETTO IL PRESIDENTE TALABANI
22 ottobre 2005

IRAQ - Quando verrà il momento, sarà molto probabile che il presidente iracheno Jalal Talabani non firmerà la sentenza di impiccagione per Saddam Hussein.
 "Prenderò un giorno di vacanza - ha detto il presidente in un'intervista al Corriere della Sera - Al mio posto potranno firmare i due vicepresidenti. Se lo vorranno".
Al giornalista che chiede se questo comportamento non sia da considerarsi un po' ipocrita, Talabani risponde: "Scherza o cosa? Sa di chi stiamo parlando? Di Saddam Hussein. Criminale di guerra, dittatore spietato paragonabile solo a Hitler. In confronto il vostro Mussolini era un'educanda. Saddam non è uno qualsiasi. Abbiamo tonnellate di documenti contro di lui. Non è un innocente".

E toccando il gravoso tasto della sicurezza in Iraq, Talabani rigetta la denominazione di guerriglia o resistenza e afferma che "quelli che uccidono oggi in Iraq sono terroristi", assistiti "da gruppi fondamentalisti, ma anche da Paese vicini".

 "Di sicuro i servizi segreti iraniani hanno migliaia di agenti in Iraq. Ma che controllino il Sud non ci credo - dichiara il presidente - i nostri sciiti sono diversi da quelli iraniani. Primo sono arabi e non persiani. Secondo, l'ideologia sciita è impregnata di arabismo: credono che il governo debba andare ai discendenti della famiglia del Profeta. Arabi appunto, non persiani. Terzo, al Sistani, il Gran ayatollah di Najaf è contrario al "governo dei religiosi" tipico della Rivoluzione Khomeinista. Quindi come può sperare di controllare l'Iran?".

Riguardo alla presenza del contingente italiano a Nassiriya e sull'eventualità che un governo di centrosinistra possa ritirare le truppe, Talabani afferma: "Conosco D'Alema come persona ragionevole, ma se Prodi volesse lasciarci, non importa, grazie ugualmente".

 

 

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