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GENOVA: Ha affascinato il Convegno “Cristoforo Colombo ed il Mare” che si è svolto nel Palazzo Doria Spinola
di Bruno Aloi
 22 luglio 2005

CRISTOFORO COLOMBO

GENOVA - Pubblico delle grandi occasioni e settore marinaro al gran completo al Convegno "Cristoforo Colombo ed il Mare", tenuto nella Sala consiliare della Provincia di Genova ed organizzato dal Comitato Nazionale per Colombo.
La fastosa accoglienza del gruppo di ottoni del Conservatorio Musicale "N. Paganini" ha reso ancora più conviviale l'atmosfera e le relazioni molto tecniche dei relatori sono state affrontate con grande interesse da un pubblico molto partecipe a quello che veniva spiegato.
Introduceva il presidente del Comitato Nazionale per Colombo, dott. Bruno Aloi, che sottolineava l'importanza di parlare del grande navigatore genovese come uomo di mare e far conoscere l'attività professionale di chi andava per mare.
Ogni settore inerente la navigazione all'epoca della "grande scoperta" è stato sviscerato con grande attenzione e partecipazione del pubblico in gran parte composto da gente di mare con lunga esperienza su tutti gli oceani e tutti i tipi di navi esistenti.
Esordiva la professoressa Luciana Gatti, ricercatore del CNR presso l'Università di Genova con un excursus sulla costruzione delle navi tra il XV e XVI secolo. Proseguiva il prof. Carlo Maccagni, Ordinario di storia delle scienze e della tecnica all'Università di Genova, personaggio noto ed apprezzato in campo internazionale per la sua vasta cultura che ha parlato sulle tecniche di navigazione conosciute spaziando dal punto nave all'astrolabio, dalle tavole del Regiomontano che permisero a Colombo di annunciare con esattezza l'eclisse lunare agli indigeni,sino alla misurazione del tempo e della velocità. Il tema della velatura utilizzata in oceano è stato affrontato dal C.V. Gai Vassallo, comandante della nave scuola Amerigo Vespucci, che ha percorso con la "più bella nave del mondo" la rotta oceanica di Cristoforo Colombo.
Ma quello che ha affascinato il pubblico è stato l'intervento del Contrammiraglio Pierpaolo Cagnetti, direttore dell'Istituto Idrografico della Marina, che ha proposto una carrellata sulle carte geografiche conosciute ai tempi di Colombo. Le carte erano talmente preziose da essere custodite come segreti di stato e logicamente chi ne aveva la padronanza comandava sui mari.
Il professor Giuseppe Restivo, docente di scienze nautiche all'Università di Genova, ha fatto scoprire i cieli dell'epoca della "grande scoperta" ed ha trattato nei minimi particolari il famoso episodio dell'eclissi di luna sfruttata da Colombo per aumentare il proprio prestigio presso gli indios. Colombo ha con se una copia delle Effemeridi astronomiche dell'astronomo tedesco Johannes Muller detto Regiomontano e può prevedere un'eclissi di luna per il 29 febbraio 1504.
Concludeva lo storico Convegno il padre Pietro Manca, superiore provinciale dell'Ordine dei Minimi , con una vera e propria tesi su Padre Bernardo Boyl, primo evangelizzatore nel Nuovo Mondo, a cui re Ferdinando d'Aragona affidò numerosi incarichi diplomatici e che inviò nel 1479 come Commissario Regio della spedizione navale contro il ribelle marchese di Oristano e che fu con Colombo nel secondo viaggio di scoperta.
Il Gruppo Corale dell'Associazione Culturale NUGAE suggellava la giornata con il Salve Regina, preghiera del tramonto cantata dagli equipaggi della Pinta, Nina e Santa Maria, all'alba del 12 ottobre al sorgere dalle acque del Nuovo Mondo. Al Coro si univano i relatori ed il pubblico e la preghiera diventava ancora più struggente tanto da creare un'atmosfera di grande emozione.

 



 

 

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 Lettera del 1501
di Colombo

riportata nelle Historie di don Fernando e indirizzata ai serenissimi Re Cattolici
nota come Arte de navegar


“Fui navigatore fin dalla mia prima giovinezza e ho continuato a navigare fino ad oggi;
quest’arte inclina chi la segue a desiderare di scoprire i segreti di questo mondo. Sono più di quarant’anni che navigo e tutti i mari che oggi si navigano li ho percorsi; ovunque è possibile navigare quaggiù, io ho navigato.

Ho conversato e discusso con gente saggia,
tanto chierici quanto laici , latini, greci, giudei e mori e con molti altri di religioni diverse; Nostro Signore ha in ciò favorito questa mia inclinazione.

Nell’arte del navigare mi fece molto abile,
nell’astrologia quanto era necessario, e così nella geometria e nell’astronomia.

L’animo mi donò ingegnoso, e le mani atte a disegnar questa sfera e, in essa le città, i monti ,i fiumi, le isole, i porti tutti nel loro convenevole sito. Ho anche visto e studiato tutti i libri, la cosmografia, la storia, le cronache, la filosofia ed altre arti ancora, alle quali Dio stesso mi aprì manifestamente l’intelletto.

Egli mi destinò al mare e mi diè l’ardore e l’azione”