|
WASHINGTON – L'esercito statunitense
dispiegato nelle zone strategiche intorno all'Iraq è pronto, anche le
forze britanniche ed australiane sono pronte al fianco dell'eterno
alleato. Gli scenari della possibile guerra stanno andando al posto
"giusto", seppure vi è qualcosa di giusto nella guerra, quale essa
sia. Ma non sempre guerra significa "guerra", accade a volte che per
giungere alla "pace" occorra attraversare scenari di guerra e non è
possibile dribblare il problema, che è e sempre resta "il Problema".
Non è facile schierarsi, e noi non lo faremo, diremo solo che è
auspicabile tentare con ogni mezzo i mali estremi, ma se non sarà
possibile, non potrà essere in alcun modo condannabile il ricorso agli
"estremi rimedi".
La Storia è costellata di grandi guerre che sono state un cammino
obbligato per raggiungere la Pace. Da che mondo è mondo, e il mondo
non muterà di certo le sue eterne regole proprio adesso che si è
appena iniziato il terzo Millennio: il mondo non cambierà mai, nemmeno
per amore di milioni di morti, presenti, passati e futuri.
Il segretario di Stato americano Powell, avrebbe
anticipato che probabilmente per Saddam Hussein non verrà lanciato
alcun ultimatum per il disarmo dell'Iraq. E questo perché il tempo sta
"già scadendo". E ciò in base alla prossima risoluzione che verrà
presentata da Stati Uniti e Gran Bretagna al Consiglio di sicurezza
dell'Onu.
Il documento approntato da Usa e Gb, sarà molto
probabilmente presentato lunedì prossimo, e secondo Powell è
inopinabile che ''alcuni membri del Consiglio di Sicurezza trovino
accettabile il comportamento dell'Iraq'', che non si rassegna a
rinunciare alle armi di sterminio: E questo è una sorta di monito nei
confronti di Russia, Cina, Francia, Germania e di tutti i Paesi che
hanno manifestato il loro dissenso al ricorso alla forza per ottenere
che venga applicata la 1441 dell'Onu.
|