 |
|
Replica dal 2 agosto 2005:
PALERMO: SPECIALE UFFICI STAMPA IN SICILIA
BOTTA E RISPOSTA, SPERANDO CHE L'INIQUA NORMA NON PASSI
(Per i diritti dei veri giornalisti precari)
di ENZA GARIPOLI
21 settembre 2005
PALERMO - Apro questo mio
intervento con il comunicato diramato ieri ( 1 agosto) dal presidente
dell'Ordine dei Giornalisti di Sicilia, Francesco Nicastro, il quale con
chiarezza ed onestà fa il punto della "querelle" scatenata dal ddl
Fleres-Barbagallo sugli Uffici Stampa in discussione all'Ars:
«Su una materia tanto complessa non può passare il metodo degli emendamenti
a una legge omnibus o addirittura delle norme "ad personam". La nuova
iniziativa parlamentare, che peraltro si basa su un testo molto ambiguo e di
dubbia legittimità costituzionale, tenta ancora una volta di eludere
elementari principi di trasparenza e rischia di vanificare la concertazione
che il governo regionale ha utilmente avviato con l'Associazione siciliana
della stampa e con l'Ordine dei giornalisti».
Questo il giudizio critico del presidente dell'Ordine dei giornalisti di
Sicilia, Franco Nicastro, sulla presentazione della discussa norma sugli
uffici stampa in Sicilia.
«La risposta che i promotori dell'emendamento, di cui l'Ordine era
all'oscuro, intendono dare al problema del precariato - prosegue Nicastro -
è sbagliata e pericolosa.
Sbagliata perché sottrae il processo di stabilizzazione dei precari a chiare
e condivise procedure di selezione; pericolosa perché lascia campo libero
all'assoluta discrezionalità della politica senza alcun rispetto per le
storie professionali dei giornalisti da stabilizzare». Il governo, ma anche
l'opposizione, secondo Nicastro devono impegnarsi «a evitare colpi di mano
ferragostani e a battere l'unica strada possibile: quella di una norma
organica sugli uffici stampa nella Regione e negli enti collegati discussa
con il sindacato e con gli organismi professionali dei giornalisti».
MA OCCORRE SOTTOLINEARE QUALCHE
ALTRA IMPORTANTE QUESTIONE, PER COMPLETARE LE SAGGE PAROLE del presidente
dei giornalisti siciliani Franco Nicastro, il quale probabilmente per
l'incalzante necessità di ribattere nell'immediatezza all'improvviso
tentativo di "golpe" da parte dei colleghi catanesi, ha dovuto tralasciare
altri punti fondamentali, e non meno importanti della questione.
Questi punti riguardano moltissimi altri giornalisti siciliani "veramente
precari" e, soprattutto, i "veramente" disoccupati e inoccupati. PERTANTO MI
PERMETTO DI FARE IO STESSA UNA SAGGIA PROPOSTA PER NON FARE ULTERIORI
FAVORITISMI E DISCRIMINAZIONI, A SPESE DI COLORO CHE HANNO IL DIRITTO DI
LAVORARE, FINALMENTE E CON TRANQUILLITA', E CHE NON SONO INFERIORI A
NESSUNO: DOTATI AMPIAMENTE DI TITOLI E PROFESSIONALITA' DI TUTTO RISPETTO.
LA SEMPLICE PROPOSTA E' LA
SEGUENTE: 1) INNANZITUTTO dopo avere stabilito le piante organiche delle
pubbliche amministrazioni, per fare le relative assunzioni SAREBBE
PREFERIBILE BANDIRE COMUNQUE REGOLARI CONCORSI, E POI per salvaguardare il
reale "patrimonio" acquisito dai giornalisti che lavorano da tempo negli
uffici stampa, prevedere una ragionevole percentuale, a norma delle vigenti
leggi, di posti riservati a chi effettivamente può dimostrare maggiore ed
effettiva anzianità lavorativa ( UN CRITERIO ONESTO PER TUTTI SAREBBE QUELLO
DI SANARE LE POSIZIONI DI CHI LAVORA NEGLI UFFICI STAMPA DELLA P. A. DA
PRIMA CHE ENTRASSE IN VIGORE LA LEGGE 150 SUGLI UFFICI STAMPA, RITENGO,
INFATTI, CHE TUTTI COLORO CHE SONO STATI ASSUNTI SUCCESSIVAMENTE E SENZA
CONCORSO SIANO DA RITENERSI ASSUNTI ILLEGITTIMAMENTE E CONTRO LEGGE:
INFATTI, RIPETO, MOLTISSIMI DEI COSIDDETTI "ADDETTO STAMPA" ASSUNTI NELLE P.
A. SICILIANE NON ERANO NEMMENO PROFESSIONISTI E TANTI NEMMENO PUBBLICISTI,
SOLO SUCCESSIVAMENTE CON LA COMPLICITA' DEL SINDACATO E DELL'ORDINE ILLO
TEMPORE SONO
STATI "ELETTI" GIORNALISTI QUASI "AD HONOREM" E SONO DIVENTATI GIORNALISTI
PROFESSIONISTI E PUBBLICISTI PERSONAGGI ASSUNTI IN MANIERA CLIENTELARE
CONTRO OGNI LEGGE E CONTRO OGNI MORALE, E MOLTI DI LORO NON HANNO MAI FATTO
VERO GIORNALISMO E TANTI ALTRI, COME AD ESEMPIO ALCUNI "FIGLI D'ARTE" NON
SONO NEMMENO IN GRADO DI SCRIVERE UN SEMPLICE COMUNICATO STAMPA... E NON VENITEMI A DIRE CHE DEVO CONSIDERARE GENTE SIMILE COME MIEI COLLEGHI!): così
verranno "sanati" i precari storici, ma sempre nell'ambito dei posti
riservati, mentre credo sia giusto che tutti gli altri, anche coloro che
lavorano già negli uffici stampa siciliani senza i requisiti di legge, si
mettano in gioco con gli altri colleghi interessati a partecipare finalmente
ai vari concorsi.
2) INOLTRE, PER FARE LE COSE NELLA MANIERA PIU' CORRETTA POSSIBILE, PROPONGO
DI RISERVARE UNA IDENTICA PERCENTUALE DEI POSTI MESSI A CONCORSO ANCHE A
BENEFICIO DEI GIORNALISTI DISOCCUPATI I QUALI, CON TITOLI DI STUDIO E
PROFESSIONALI, PUR AVENDO LAVORATO DA UNA VITA COME E MEGLIO DI CERTI ALTRI
COLLEGHI, SENZ'ALTRO PIU' FORTUNATI, SI RITROVANO COSTRETTI A FARE , QUANDO
CAPITA, UN PAIO DI MESI DI SOSTITUZIONI L'ANNO E A SOFFRIRE IN ATTESA DI
QUELLO CHE POTRA' ACCADERE, O NON ACCADERE, L'ANNO SUCCESSIVO E SEMPRE IN
ATTESA DI QUESTI "MALEDETTI CONCORSI" CHE NON ARRIVANO MAI... PER NON
PARLARE DEI GIORNALISTI "INOCCUPATI" DESTINATI A NON LAVORARE PER NULLA...
EE LA BEFFA PIU' GRANDE, per tanti degli oltre cento disoccupati siciliani,
è quella di incontrare il collega, pubblicista fino all'altrieri, che ai tempi dei loro
primi successi professionali risalenti a decenni or sono non era ancora nato, e sentirsi dire che
in pochi mesi - magie della politica o grazie a parenti strettamente
"collusi" con i vertici del giornalismo siciliano e nazionale e non certo
grazie al rispetto delle regole
uguali per tutti - ha già fatto gli esami a Roma ed è diventato, udite udite
"giornalista professionista!"
Infatti, è vergognosamente accaduto in questi anni - forse i più oscuri del giornalismo
siciliano - che tanti uomini e donne che non erano neppure giornalisti,
hanno conseguito questo ambito titolo fittiziamente con il beneplacito
dell'Ordine dei Giornalisti e il silenzio del sindacato - dell'epoca, ovviamente -
che hanno accettato la compiuta pratica o il praticantato di persone che
avevano il solo requisito di avere astutamente seguito e blandito il loro
politico-padrino e non avevano certo i titoli legali per occupare il posto
di addetto stampa.
Infatti, al momento della loro assunzione non erano nemmeno giornalisti
professionisti la gran parte di quelli che oggi "pretendono" di essere
sanati grazie alla buona disposizione dei deputati Ars Fleres e Barbagallo
(che guardano speranzosi a quel vasto bacino di migliaia di voti che
potrebbe essere formato dai cosiddetti "precari" e dai loro familiari).
Pertanto non vengano a lamentarsi quegli addetti stampa "abusivi" che, in
tutti questi anni hanno pur sempre avuto rinnovato il proprio contratto di
lavoro alla faccia di altri colleghi legalmente professionisti e con tanto
di laurea.
In quei tanti Uffici Stampa delle P. A. siciliane, invece, avrebbero dovuto
fino dal principio lavorare dei veri giornalisti, soprattutto
professionisti disoccupati, e non come è invece deplorevolmente
accaduto finora, non escluso anche l'ultimo quinquennio.
Infatti, tantissimi pseudocolleghi sono stati "promossi" giornalisti solo
successivamente alla loro abusiva occupazione del posto di lavoro, in quegli
stessi uffici stampa in cui avrebbero dovuto essere assunti al loro posto
quelli che erano già giornalisti professionisti. Invece, alla faccia loro,
quegli "aspiranti giornalisti" sono riusciti a mettere nel sacco i veri
giornalisti, diventando tali solo successivamente e sempre alla faccia loro
sono rimasti ad occupare arbitrariamente, indebitamente e senza regolari
concorsi gli uffici stampa delle p. a. grazie unicamente all'amicizia,
diciamo così, dei loro protettori politici. Solo in seguito, la maggior
parte di questi aspiranti giornalisti sono riusciti ad ottenere con
contorcimenti normativi inopinabili l'ambito titolo di giornalista
professionista, titolo che invece a molti altri fior di giornalisti sul
campo (ma senza padrini) è stato negato pur avendone il sacrosanto diritto a
differenza dei tanti "abusivi" ( abusivi è più corretto di "precari") che
adesso sono "giornalisti professionisti" per "simpatia" e per "meriti
politici".
PERTANTO QUESTO E' L'APPELLO ai
vertici dell'ordine e del sindacato dei giornalisti siciliani: "se è giusto,
secondo voi e secondo i vostri impegni, guardare con occhio PARTICOLARMENTE
benevolo i "precari" degli Uffici stampa siciliani, ebbene , rivolgete lo
stesso occhio "benevolo" ai giornalisti professionisti disoccupati e
riservate loro lo stesso trattamento e la stessa riserva, dei posti in
concorso, che verrà destinata ai precari."
PER QUESTO INVITO, SOPRATTUTTO GLI ESPONENTI ONESTI DEL NOSTRO ORDINE E DEL
NOSTRO SINDACATO, A NON ABBASSARE LA TESTA DI FRONTE A QUALSIASI PROPOSTA DI
"SANATORIA INDISCRIMINATA", MA A SEGUIRE LA STRADA DEI CONCORSI UGUALI PER
TUTTI E A PREVEDERE UGUAL NUMERO DI POSTI RISERVATI SIA AI "PRECARI" SIA AI
"DISOCCUPATI".
Molti giornalisti siciliani, infatti, pur avendo "fior di titoli" tanto da
essere risultati ai primissimi posti nella graduatoria dell'ultimo, ed
unico, concorso andato in porto in una P. A. siciliana (vedasi il concorso
concluso lo scorso anno, indetto dal Comune di Siracusa, con l'assunzione di
un solo giornalista - mentre al Comune di Siracusa attualmente stanno
effettivamente lavorando parecchi giornalisti, che verranno , se il ddl
passerà, tutti "sanati" a dispetto della graduatoria del concorso)
graduatoria che vede anche la sottoscritta Enza Garipoli al 5° posto, sui
quaranta colleghi siciliani che hanno partecipato al concorso.
Ma il fatto più inquietante è che , sempre la sottoscritta, è tra i
pochissimi della lista ad essere ancora disoccupata (mentre tutti gli altri
colleghi e pseudocolleghi lavorano regolarmente - assunti o con contratti di
almeno un anno, regolarmente rinnovati per la maggior parte, o con contratti
a tempo indeterminato, il che equivale a ricevere, in caso di effettivo
licenziamento o scadenza non rinnovata del contratto a termine, uno
"stipendio sicuro" ogni mese per almeno tre anni (vedasi in proposito il
regolamento Inpgi) - e ad essere allo stesso tempo tagliata fuori dalla
iniqua "sanatoria" proposta a tradimento dal collega di antica data Salvo
Fleres.
IN CONCLUSIONE: non me ne voglia nessuno se, ancora adesso, non riesco a
comprendere quale sanatoria alla sua "precarietà" possa reclamare il
"portavoce" del politico di turno.
L
|
|
argomenti correlati
E molte persone in questi anni - forse i più oscuri del giornalismo
siciliano - che non erano neppure pubblicisti, HANNO CONSEGUITO QUESTO
AMBITO TITOLO FITTIZIAMENTE CON IL BENEPLACITO DELL'ORDINE, E IL SILENZIO
DEL SINDACATO - dell'epoca, ovviamente - CHE HANNO ACCETTATO LA COMPIUTA
PRATICA O IL PRATICANTATO DI PERSONE CHE HANNO SOLO SEGUITO IL LORO
POLITICO-PADRINO E NON HANNO MAI AVUTO EFFETTIVAMENTE I REQUISITI PER
DEFINIRSI GIORNALISTI POICHE' NEGLI UFFICI STAMPA DOVREBBERO LAVORARE COLORO
I QUALI GIA' SONO GIORNALISTI, SOPRATTUTTO PROFESSIONISTI, E NON INVECE COME
E' ACCADUTO IN QUESTO ULTIMO QUINQUENNIO, SPECIALMENTE, E CIOE' CHE
TANTISSIMI PSEUDOCOLLEGHI SONO STATI PROMOSSI GIORNALISTI SOLO
SUCCESSIVAMENTE E NELLO STESSO AMBITO DELL'UFFICIO STAMPA DEI LORO
PROTETTORI POLITICI, OTTENENDO UN TITOLO PROFESSIONALE CHE A MOLTI VIENE
NEGATO PUR AVENDONE IL SACROSANTO DIRITTO, MA CHE A MOLTI, PERTANTO, E'
STATO CONCESSO PER ESCLUSIVA "SIMPATIA" E PER "MERITI POLITICI".
|
|