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AOSTA - Trent'anni ad Anna Maria Franzoni per l'omicidio del figlio Samuele
L'avvocato Taormina ricorrerà in appello e forse farà il nome di chi, secondo lui, sarebbe il vero assassino

20 luglio 2004


IL PALAZZO DI GIUSTIZIA DI AOSTA

AOSTA - Al termine del processo di ieri, con il rito abbreviato, Anna Maria Franzoni è stata condannata a 30 anni di reclusione, in completo accoglimento della richiesta dei sostituti procuratori Stefania Cugge e Pasquale Longarin. La donna era l'unica imputata per l'omicidio del figlio Samuele, ucciso ferocemente il 30 gennaio 2002. Il giudice Eugenio Gramola non ha accolto la tesi dell'innocenza dell'imputata.
Dopo le requisitorie dei pubblici ministeri Stefania Cugge e Pasquale Longarini, e l'arringa difensiva dell'avvocato Carlo Taormina l'udienza si è chiusa con la condanna dell'unica imputata, che anche ieri era assente come nelle precedenti. Della famiglia, era presente il marito Stefano Lorenzi che è rimasto amareggiato dalla sentenza di condanna, che è stata la più alta finora comminata in un giudizio abbreviato.
Con questa richiesta, la pubblica accusa ha ritenuto l' imputata colpevole di omicidio volontario con l' aggravante del rapporto di parentela, non ritenendola degna di alcuna attenuante, nemmeno le generiche. Pertanto, il giudice Gramola le ha inflitto la pena massima prevista dal codice.
Sia l'avvocato Taormina sia Annamaria Franzoni, avrebbero deciso di fare, finalmente, il nome della persone che, secondo loro, ha realmente ucciso Samuele in quella tragica e fredda mattima di gennaio.
Per decidere le loro prossime mosse difensive, Taormina e la sua assistita si incontreranno nei prossimi giorni.

 

 

 

 



 

 

 

 

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