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DOMANI ALL'ARS, L'EMENDAMENTO BLUFF CONTRO I VERI PRECARI
NEL GIORNALISMO SICILIANO
UFFICI STAMPA
L'ASSOSTAMPA: (associazione della stampa siciliana)
"DOVE PORTA LA STRADA
DELL'ARS"
Il sindacato dei giornalisti ha appreso, con sorpresa,
da una conferenza stampa dell’on. Fleres che esiste una
proposta di legge, contenuta nella legge omnibus estiva
depositata in commissione all’ARS, la quale si occupa dei
giornalisti precari presso le pubbliche amministrazioni
siciliane.
L’annosa
questione, frutto per anni
di una grande disattenzione del governo regionale,
investe i diritti contrattuali e di legge di circa un
centinaio di giornalisti siciliani tra comuni, province
regionali, enti pubblici regionali, ausl, etc. Una
questione che da oltre due mesi sta impegnando il
Sindacato in una difficile trattativa formale con il
governo della Regione
attraverso il lavoro di un “tavolo tecnico” nell’ambito
del quale l’assessore alla Presidenza on Michele Cimino ha
ricevuto specifica delega dal Presidente Cuffaro.
Non
riusciamo perciò a comprendere come mai l’On. Fleres
abbia assunto una iniziativa di tale portata senza
consultare preventivamente il sindacato dei giornalisti.
Come non si comprende perché mai la sua proposta di legge
apra uno spiraglio positivo ai precari più
recenti, mentre getta a mare il precariato storico,
che risulta peraltro da tutelare prioritariamente secondo
la stessa legislazione nazionale e regionale vigente.
Appare singolare,
inoltre, il
sospetto silenzio del Presidente della Regione – che
riteniamo non possa essere all’oscuro di quanto si
prospetta - ed al quale già da mesi abbiamo chiesto,
vanamente, un incontro formale per definire questioni che
attengono ai diritti dei giornalisti ed alla legalità
nelle pubbliche amministrazioni siciliane.
Il meccanismo proposto,
inoltre, ha tutta l’aria di porre le basi per una
indiscriminata sanatoria lasciando ben pochi posti allo
strumento prioritario di accesso che, per il sindacato,
resta quello delle selezioni professionali concorsuali.
Un’operazione
spregiudicata, inserita in un Ddl “omnibus” che i
deputati regionali discuteranno con la valigia in mano
pronti per le vacanze dopo che un provvedimento simile era
stato ritirato pochi mesi fa.
L’Associazione Siciliana della Stampa/FNSI rileva
che la proposta di legge dell’on. Fleres,
inspiegabilmente, non prevede l’obbligatorio
coinvolgimento degli Organismi della categoria dei
giornalisti – contrariamente a quanto avviene per tutti
gli altri sindacati nelle p.a. - neppure nella
configurazione di strutture nelle quali è previsto
l’impiego di giornalisti iscritti all’Ordine e la cui
attività è regolata da un contratto nazionale di lavoro
firmato dal sindacato dei giornalisti.
Considerazione a parte
merita il comma della legge che fa riferimento
all’allargamento dell’ufficio stampa della presidenza
della Regione da 8 a 20 componenti, tutti reclutati per
chiamata diretta. Un sistema da sempre osteggiato dal
sindacato.
L’assostampa, nel ribadire il suo intransigente
sostegno ai colleghi precari e disoccupati, preannuncia
che non permetterà si possano
impunemente violare diritti acquisiti e aspirazioni
legittime dei giornalisti siciliani.
Siamo stati, e siamo, contro risposte di
governo che siano parziali e limitate. Con l’aggravante
che iniziative del genere rendono verosimile la
prospettiva di uno scontro tra il Governo regionale e la
categoria.
Chi
cerca questo scontro? A chi giova? Sono due domande
che necessitano al più presto di rispose esaurienti. Anche
da parte delle forze politiche dell’Ars, che si apprestano
ad esprimere il proprio voto sia dai banchi della
maggioranza che da quelli dell’Opposizione.
Attendiamo
che il Presidente della Regione ci convochi, a tamburo
battente evitando di porre il sindacato di fronte a fatti
compiuti.
Una
strategia che, se fosse alla base del pensiero del governo
regionale in materia di Uffici Stampa pubblici, sarebbe
dubbia sotto il profilo della legalità e della trasparenza
rinunciando ad un corretto e moderno sistema di relazioni
sindacali che noi istituzionalmente preferiamo alla
protesta.
Ma il diritto, la legalità e la correttezza dei
rapporti sindacali possono fondarsi solo su una
condivisione di fondo. Attendiamo che questa si manifesti,
in caso contrario muoveremo tutti gli strumenti di lotta e
di denuncia che ci vengono dalla legge e dalla tradizione.
Ancora una volta ricordiamo al Presidente della Regione
che le prerogative contrattuali e di legge di cui gode il
Sindacato dei giornalisti non possono essere ignorate.
Prima ancora che la legge, lo dice il buon senso.
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