|
UFFICI STAMPA
L'ALTRA CAMPANA
CATANIA - Presentato il ddl Fleres-Barbagallo, in
discussione da domani, 2 agosto 2005, all'Ars
A Catania
il vicepresidente dell'Ars, Salvo Fleres, e il
capogruppo della Margherita all'Ars, Giovanni Barbagallo,
hanno illustrato il testo di un emendamento alla legge
omnibus in discussione da domani all'Ars e che contiene -
hanno detto - «la soluzione definitiva degli annosi
problemi del precariato dei giornalisti negli uffici
stampa della p.a. regionale».
La nuova norma prevede la possibilità di inquadramento
definitivo - entro il 30 giugno 2006 - di tutti i
giornalisti che abbiano svolto funzioni di addetto stampa
o di "portavoce" nei vari enti della pubblica
amministrazione siciliana per almeno 12 mesi negli ultimi
2 anni.
(MA
E' ONESTO DEFINIRE "PRECARI" "PERSONE" SUPERRACCOMANDATE
CHE HANNO LAVORATO SOLO UN ANNO PRESSO LE P. A., - OPPURE
PSEUDOCOLLEGHI CHE SONO DIVENTATI GIORNALISTI
PROFESSIONISTI PER GRAZIA RICEVUTA CON PROVVEDIMENTI
OPINABILI CHE LI HANNO DICHIARATI PRATICANTI PRESSO LO
STESSO UFFICIO STAMPA IN CUI SONO STATI ASSUNTI PER
"SIMPATIA" E CHE NON HANNO SVOLTO L'ATTIVITÀ DI
GIORNALISTA COME PREVISTO DALLA LEGGE NAZIONALE DI ACCESSO
ALLA PROFESSIONE?, N.d.R.)
«Abbiamo inteso così garantire l'indipendenza e
l'autonomia di decine di giornalisti impegnati negli enti
pubblici, - hanno detto Fleres e Barbagallo -
salvaguardando, senza alcun aggravio di spese per la
Regione, un patrimonio di professionalità già ampiamente
acquisito».
«Parallelamente - ha aggiunto Fleres - grazie all'azione
di commissariamento già avviata dall'assessorato agli enti
locali, tutte le piante organiche degli enti inadempienti
saranno presto modificate e sarà possibile dare il via a
una lunga stagione di concorsi, senza più il problema del
precariato storico».
(MA, DAL MOMENTO CHE NESSUNA LEGGE FINORA OBBLIGA GLI
ENTI LOCALI A BANDIRE I CONCORSI PER ASSUMERE GIORNALISTI
PER I LORO UFFICI STAMPA, COME E' POSSIBILE PENSARE CHE,
UNA VOLTA COSTRETTI AD ASSORBIRE PER LEGGE I GIORNALISTI
PRECARI, anche giovanissimi, TALI ENTI BANDISCANO
FINALMENTE I CONCORSI PER COMPLETARE LE LORO PIANTE
ORGANICHE se non c'è nessun "obbligo" di legge per loro?
n.d.r.)
Alla conferenza stampa sul nuovo disegno di legge
hanno partecipato tra gli altri il segretario generale
aggiunto della Federazione nazionale della Stampa, Luigi
Ronsisvalle, il presidente del Gruppo regionale Uffici
Stampa, Gaetano Perricone, insieme ai rappresentanti
dell'Associazione siciliana della Stampa e del Consiglio
regionale dell'Ordine dei Giornalisti - Gregorio Arena e
Giuseppe Lazzaro Danzuso - (i quali hanno agito
evidentemente "motu proprio", poiché lo stesso Ordine
regionale, con il suo presidente Francesco Nicastro, ha
contestato aspramente l'iniziativa insieme
all'Assostampa, l'associazione della stampa siciliana con
il suo segretario Daniele Billitteri, ndr).
Per Ronsisvalle «il ddl può rappresentare la risposta concreta e
definitiva al problema del precariato, attesa da decenni
dai giornalisti che già operano negli uffici stampa della
pubblica amministrazione. Sanare queste posizioni,
riconoscendo le professionalità consolidatesi nel tempo,
( «in 12 mesi ? "DUBITO ERGO SUM" » n.d. r.) dando
piena applicazione al Cnlg, si configura come un
importante precedente anche nell'ambito della trattativa
non ancora avviata con l'Aran nazionale per l'applicazione
del Cnlg negli uffici stampa della pubblica
amministrazione».
Numerosi i commenti all'iniziativa politica bipartisan:
contrari si sono detti il presidente del consiglio
regionale dell'Ordine dei giornalisti, Franco Nicastro («Testo
ambiguo e di dubbia legittimità: risposte sbagliate per i
precari»), e il segretario regionale dell'Assostampa
Daniele Billitteri («Il sindacato regionale non sa
nulla di un meccanismo che ha l'aria di una indiscriminata
sanatoria») che ha chiesto una convocazione da parte
del presidente della Regione. A favore si sono schierati
invece, fra gli altri, il Coordinamento dei precari,
alcuni consiglieri regionali dell'Ordine e il segretario
provinciale dell'Assostampa di Catania Alberto Cicero («ferma
restando la strada maestra dei concorsi»).
|