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BARI - BERLUSCONI PENSA AL RILANCIO DELL' ECONOMIA
STOP ALL'IRAP E ALLA BUROCRAZIA DI BRUXELLES
19 marzo 2005

SILVIO BERLUSCONI
ROMA - Uno stop definitivo, già dal prossimo anno, alla tassa Irap.
Dalla finanziaria 2006, l'Irap verrà cancellata ha promesso Berlusconi da
Bari. Anzi, lo stop verrà anche esteso alla ''burocrazia'' di Bruxelles che
rischia di far passare l'Europa come «un
freno allo sviluppo». Le promesse
provengono dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, intervenuto a
Bari dove ha esposto alla platea dei piccoli e medi imprenditori riuniti
sotto l'egida di Confindustria, e davanti al presidente Luca di
Montezemolo, la sua proposta per il rilancio dello sviluppo nazionale.
Ma Berlusconi si è detto consapevole dei problemi, che tuttora non mancano e
che, anzi non lo rendono tranquillo. . Ma si è anche detto fiduciosa
riguardo alla possibilità di migliorare l'andamento dell'economia. E per
prima cosa da farsi, la sua proposta è di eliminare l'Irap, una tassa
istituita durante i governo dell'Ulivo, e di porre un freno alla
''burocrazia europea".
Secondo il presidente del Consiglio: «Servono
meno lacci per il Gulliver europeo bloccato dagli ominidi e dai burocrati
dell'Unione; servono tasse più basse e incisivi provvedimenti sulla
competitività, come quelli varati due settimane fa».
Su questo ultimo punto Berlusconi rassicura gli imprenditori, affermando che
tutto il pacchetto, composto da un decreto ed un disegno di legge, sarà
varato entro i prossimi 60 giorni e, se necessario, anche con
l'utilizzo della fiducia. Oltre all'annunciata l'abolizione dell'Irap con la
manovra finanziaria per il 2006, Berlusconi ha promesso "'battaglia'' la
prossima settimana a Bruxelles per rendere ''più flessibile" il patto di
stabilità di Maastricht. E proprio sul fronte europeo il presidente del
Consiglio denuncia "enormi resistenze ai cambiamenti". Ma, secondo
Berlusconi occorrono decisioni rapide non solo sulla competitività ma anche
su una più elastica interpretazione del patto che dovrebbe svincolare alcune
voci di spesa dal calcolo del rapporto deficit-pil. Berlusconi ha
evidenziato, inoltre, la delicata questione del dumping, un problema che
deve essere risolto insieme a quello della intricata giungla normativa che
''fa lievitare in maniera eccessiva i costi delle imprese".
«L'Europa - ha detto Berlusconi - ha
aperto troppo rapidamente i suoi mercati senza chiedere il rigido rispetto
delle regole a quei Paesi che sono stati molto aiutati e che poi rispondono
con la vendita sottocosto di numerosi prodotti».
Il risultato di questa situazione, secondo lui, consiste nel fatto che non
si può rinunciare a combattere il dumping, e nemmeno è possibile rilanciare
l'economia continentale senza prendere delle decisioni adeguate riguardo
alla valutazione euro-dollaro.
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