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CATANIA - Cezary Bronowski, dell’Università di Torùn (Polonia), ha tenuto una lezione per gli studenti della Facoltà di Lettere e Filosofia.
di Maria Valeria Sanfilippo
19 dicembre 2005


Cezary Bronowski

CATANIA - Cezary Bronowski, dell’Università di Torùn (Polonia), ha tenuto una lezione per gli studenti della Facoltà di Lettere e Filosofia. L’incontro, promosso dal Dipartimento di Filologia Moderna diretto da Margherita Spampinato, ha avuto luogo nell’Aula Magna dell’ex Monastero dei Benedettini. Ad introdurre l’illustre italianista è stata Sarah Zappulla Muscarà, che ne ha sottolineato la statura. Copiose, infatti, le sue pubblicazioni fra cui: “Il teatro italiano fra 1918-1940”, “La drammaturgia italiana negli anni 1922-1940”, “La maschera e la marionetta nel teatro italiano negli anni 1918-1930”. Specialista di drammaturgia italiana, l’insigne relatore ha disquisito sul teatro ideologico e propagandistico d’epoca fascista, mettendo a fuoco un’Italia in evoluzione che, sin dalla storica marcia del ’22, sente il bisogno di un teatro di «largo respiro», capace di rivolgersi alle grandi masse del proletariato.
 Al teatro veniva infatti affidato il compito di plaudire ad una nuova società e di coniugare le istanze futuristico-rivoluzionarie a quelle propagandistiche. Il potenziale spettatore, in tal modo, poteva trovare nell’«emblematica, politica nonché celebrativa» funzione teatrale l’eco di una realtà quanto mai contigente: è il caso di testi quali “L’Italia in fiore”, “La giovinezza in marcia”, “Dalle camicie rosse alle camicie nere”, “Cento giorni di Napoleone”, che allegorizzano la figura del duce e i suoi proverbiali slogan: primo fra tutti “Obbedire, Combattere, Vincere”. Di battuta in battuta, di personaggio in personaggio, aleggiava infatti nelle opere coeve l’ombra mussoliniana, camuffata ora nelle vesti di un Cesare ora in quelle di un Napoleone. Si stagliava in controluce, così, il ritratto di un duce «nuovo eroe cavalleresco», contrassegnato da genialità ed istrionismo da palcoscenico, che lo rese protagonista nella drammaturgia quanto nella storia.
 

 

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Luci e fonica: Davide Velardi

Allestimento: Sonia Reina, Fabio Sgroi

Regia: Anna Mauro

Costo del biglietto: 10 euro

Prenotazioni ai numeri 333-6595585 / 338-7362605