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SICILIA - STORIA VERA: "UNA VITA DA PRECARIA...
STORICA"
di Enza Garipoli
18 maggio 2005
SICILIA - HO RACCOLTO QUESTA INTERESSANTE ED
EMBLEMATICA STORIA VERA, CHE DOVREBBE INDURRE A RIFLETTERE, E DI CONSEGUENZA
A RIMEDIARE, I NOSTRI LEGISLATORI.
"Salve a tutti, mi presento. Sono un’insegnante di sostegno, precaria
ormai da sedici anni. Precaria verace, come direbbero a Napoli, e con il
marchio doc dell’anzianità. Faccio dunque parte della lunga schiera delle
cosi dette “precarie storiche”. Eppure la mia carriera scolastica era
iniziata nel migliore dei modi. Ho avuto, infatti, a soli 22 anni ed appena
laureata, la fortuna di insegnare nella scuola cattolica che avevo
frequentato dove, come colleghe, ho ritrovato le mie stesse insegnanti. Una
bella gavetta che mi ha temprato, fino a quando ho scelto di passare nella
scuola statale e cercare la definitiva sistemazione con il tanto ambito
doppio canale.
Gavetta iniziale, pensavo, e non mi rendevo conto, invece, che lo
Stato mi stava tirando una amara sorpresa, una gavetta senza fine. Un
gavettone, per intenderci, che con la goliardia non ha proprio nulla da
spartire.
Ricordo perfettamente che correva l’anno scolastico 1989/90. Ad
aiutare la mia memoria è anche il film che, a quel tempo, riscuoteva i
maggiori consensi, l’Attimo Fuggente con Robin Williams. Le mie alunne,
affascinate dal mio insegnamento giovanile, laico ed un po’ fuori dagli
schemi d’ordinanza, mi paragonavano al professore protagonista della
pellicola, e cominciarono simpaticamente a chiamarmi “Mio Capitano”. Oggi, a
tanti anni di distanza, non vorrei che scavalcandomi in graduatoria, queste
adorabili “nuove leve” che ormai cresciute, probabilmente, hanno terminato i
corsi Sissis, possano riconoscermi e salutarmi questa volta, con un amaro,
almeno per me, … Addio Mio Capitano…
Il 2 maggio 2005 è scaduto il termine ultimo per l’aggiornamento
delle graduatorie permanenti. E’ questo un periodo di mille tensioni per noi
insegnanti costretti, pena depennamento, ad aggiornare la propria posizione
con la presentazione della domandina annuale. Non è tanto la difficoltà a
compilare un ennesimo modulo, piuttosto l’accettare, senza alcuna
possibilità di replica, tutte le continue novità in merito alla
determinazione delle stesse graduatorie che non fanno altro che penalizzare
i precari storici come me. Dall’aprile dello scorso anno, tante regole sono
state cambiate. In particolare è stata cambiata la tabella di valutazione
dei titoli di abilitazione per la terza fascia.
Questa tabella è la stessa sia per i precari storici che per i neo
precari, i sissini per l’appunto, che si presentano sullo scenario della
Scuola con tanto entusiasmo e preparazione, ma con pochi anni di
insegnamento alle spalle. Ma, mentre a questi ultimi vengono in aggiunta
attribuiti 30 punti, per noi, che abbiamo i capelli bianchi, sono soltanto
6.
Quando con la legge 124/99 è stata istituita la graduatoria
cosiddetta permanente (ma che di permanente ha ben poco, considerato che la
sua permanenza dura meno di 12 mesi), era stata stabilita una terza fascia
per tutti quei precari, come me, abilitati con i corsi del 1999/2000 perché,
per oltre 10 anni, non erano stati banditi concorsi. Veniva, inoltre,
stabilita una quarta fascia per i neo abilitati dei corsi Sissis. Ma, nella
realtà, questa quarta fascia non è stata mai realizzata. Nella “nostra”
terza fascia sono, dunque, confluiti i neo abilitati avvantaggiati, però,
dai loro 30 punti opzionali ogni anno. A noi, precari storici, resta
soltanto la possibilità di inserire i nostri 12 punti dell’ultimo anno
scolastico più 6.
So perfettamente che le immissioni in ruolo nel mondo della Scuola hanno
sempre rappresentato un passaggio assai delicato. Ma, in passato, una
cosa è stata sempre rispettata: “ l’anzianità di servizio e la
professionalità docente”.
In virtù di quest’ultima, nel 1997, portavo avanti le istanze del
CIP, il comitato insegnanti precari. Si tratta di una sigla che,
recentemente, è stata ripresa dai neo precari. Otto anni fa, con una
raccolta di firme, avevamo chiesto al Ministero lo svolgimento di corsi
abilitanti riservati ai precari (successivamente di tali corsi ne hanno
usufruito anche i colleghi di ruolo che, giustamente, hanno utilizzato tale
opportunità per i loro passaggi di cattedra). Avevamo chiesto anche che ci
venisse riconosciuta la cosiddetta “professionalità docente” con 0,50 punti
per ogni anno di insegnamento. Perché è in campo che si fa l’esperienza. Ed
è l’esperienza che fa l’insegnante. Abbiamo servito lo Stato, per tutti
questi anni, con contratto a tempo determinato e puntualmente licenziati il
30 giugno, con congruo risparmio per le casse dello Stato.
A mio modesto avviso non avremmo nemmeno bisogno di compilare
ulteriori domande. Tramite il numero di partita di spesa fissa, infatti,
siamo ormai inseriti nel sistema del Ministero del Tesoro e del MIUR. Perché
non aggiudicarci, automaticamente 12 punti ogni anno? Perché, ogni anno,
siamo costretti a ripresentare domanda con l’incubo di avere, pur lavorando,
sempre meno punti degli anni precedenti. Un diritto di ognuno dovrebbe
essere la possibilità di crescere. E ciò accade in ogni settore. Sarebbe
assurdo, ad esempio, che un tenente, invece di diventare colonnello o
generale, si ritrovasse nuovamente soldato semplice. Eppure nella Scuola
avviene proprio tutto ciò.
Questa situazione stagnante da precario a vita, quasi segnato come
gli appestati di manzoniana memoria, non ci permette di dare il meglio di
noi stessi come docenti. Ho scelto di insegnare perché adoravo farlo, ma
onestamente mi è proprio passata la voglia. Sono angustiata, nauseata,
depressa. Mi sento perseguitata e penalizzata da leggi assurde,
ingiuste. E come me sono in questo stato tanti colleghi, mariti e mogli,
padri e madri, separati e divorziati, che vivono in silenzio un dramma senza
conforto. Tutti a solidarizzare con noi ma nessuno a venirci incontro
concretamente.
Scusate lo sfogo e torniamo a noi.
In graduatoria, nei punteggi da attribuire si parte ormai
dall’abilitazione. La mia “cara laurea” ottenuta con il 110 e lode e,
soprattutto, con tanti sacrifici, in passato mi fruttava ben 33 punti. Oggi
non vale più nulla. Era il mio merito guadagnato in tanti anni di studi. Era
quella marcia in più che ti permetteva di credere in tè stessa e di dare il
meglio in ogni campo.
Adesso, grazie alla Moratti, che ironia della sorte mia si chiama
Letizia, mi scusi signor ministro, una laurea in lingue o in scienze della
formazione primaria, anche col minimo punteggio, vale 6 punti. La mia,
sempre e assolutamente, nulla. Mi ritenete ancora esagerata nel temere di
essere un giorno scavalcata in graduatoria dalle mie adorabili alunne?
Ma, a questo “scempio” si è aggiunta, nell’aprile 2004, un’altra novità.
Chi dall’anno scolastico 2003/2004 aveva avuto, per caso perché non c’era di
meglio, un incarico in una scuola ubicata in una delle bellissime isole che
fanno dell’Italia il Bel Paese, o in un pizzo di montagna, si vedrà
assegnata in graduatoria una super valutazione, ovvero 24 punti per anno
scolastico, anziché 12.
Potete immaginare ciò che è potuto succedere nelle successive
convocazioni? Di tutto di più, parafrasando lo slogan ufficiale di
quella Rai, così brillantemente presieduta in passato, dalla “nostra”
Moratti. Le convocazioni, quell’ appuntamento si fa per dire, temuto, atteso
ogni anno da tutti i docenti precari, e per il quale non si possono nemmeno
godere in santa pace le ferie non pagate, ma si sta appesi al telefono o al
un computer per Inter…pretare le direttive che giungono dal Dicastero
presieduto dalla Moratti.
Diverse mie colleghe, precarie storiche, pur avendo piene possibilità
e diritto, dopo tanti anni di sacrifici, di scegliere la scuola più vicina
possibile a casa, hanno, invece, optato per isole o montagne grazie a questa
legge assurda che però ti premia con il superbonus! Allegria siiora
Longariiiiii!!!
Noi no no no! Diceva una sigla televisiva degli anni ‘ 70.
Peccato che alle convocazioni non c’erano le telecamere. Avrebbero
ripreso le lacrime di… gioia delle prime in graduatoria che, per evitare
brutti scherzi, sono state costrette a scegliere l’isola degli anonimi
oppure la fattoria nella montagna. Altro che reality! Ed a noi, che siamo
stati coerenti, non è rimasto altro che la Music Farm, della serie canta che
ti passa! Io, con molta onestà infatti, mi sono rifiutata di abbassarmi ad
una legge assurda che non mi da il diritto di vivere in santa pace, di
crescere le mie figlie, di potere seguire gli stessi alunni per tutto il
loro ciclo di istruzione. Mi costringe, invece, a scegliere, ogni anno,
quello che rimane dopo le utilizzazioni, le immisioni in ruolo e, magari,
come è successo la scorsa estate per il sostegno, tirare un sospiro di
sollievo dopo una lunga battaglia estiva per avere più deroghe da attribuire
alla tua provincia.
Non contento il Ministero, e siamo allo scorso mese di maggio, a
documentazione già inoltrata ai CSA, ha chiesto un ulteriore aggiornamento
della mia posizione, con la dichiarazione di eventuali anni di
insegnamento in isole o zone di montagna. Ci sono! Pensai tutta contenta.
Due anni, ci sono, nel mio curriculum, con levatacce mattutine per non
perdere il treno dei pendolari delle 5 e 30!…Punteggio doppio! ….Evviva!
No! Niente da fare. Non vale più come la mia laurea. Erano servizi che
risalivano a prima dell’anno scolastico 2003/2004.
E che fine ha fatto il mio anno alle medie parificate, così come si
chiamano adesso?! Mi era stato riconosciuto per intero prima
dell’avvento delle graduatorie permanenti. Adesso, invece, viene
riconosciuto il punteggio di coloro che, dopo di me, sono rimasti nel
parificato, ma senza prendere treni, aerei, pullman, navi, aliscafi, la
macchina dal proprio garage o, se preferiva la moto o la bicicletta.
Adesso, il mio punteggio risulta dimezzato perché? Semplice. Ho lavorato
prima della sentenza del Tar del 2000 che ha appianato le cose.
Insomma, cosa desidero in questo stato di profondo disagio ed
ingiustizia? Il diritto di ogni individuo di crescere in ideali, in
esperienze. Io, da precaria storica chiedo il diritto, finché non sarà
giunto il mio momento della immissione in ruolo, … ndr, di crescere in
punteggio. Non voglio supervalutazioni, nonostante due anni realmente
vissuti in montagna. Voglio il mio punteggio con i giusti parametri. Non
voglio assolutamente questa guerra tra poveri, con le mie stesse colleghe
precarie. L’amicizia tra precari storici, infatti, non esiste più. Non ci si
sente più perché, nella confidenza dell’apparecchio telefonico, potrebbe
scappare la partecipazione ad un master o ad un corso a distanza. Ma,
soprattutto, non voglio la guerra con i sissini, verso i quali non nutro
alcun rancore. Lo Stato dà loro questa opportunità e loro fanno bene a
prendersela.
Perche, piuttosto, lo Stato non tutela l’anzianità di servizio?
Ho analizzato le proposte di Legge dei deputati Franchina e Valditara
riguardo l’immissione in ruolo dei precari. Alt, un Momento? In base a quale
graduatoria avverrebbero le operazioni? Su questa graduatoria, a mio avviso,
dissestata con faglie e smottamenti che dovrebbero essere assegnati gli
incarichi a tempo indeterminato? Scusatemi ma prima pianificate la
graduatoria, ripulitela da punteggi attribuiti a master e quant'altro e,
soprattutto, date priorità ai precari storici con tanti anni di incarichi a
tempo determinato. Io, non mi vergogno di dire che non ho master ma che, in
compenso, posso vantare due abilitazioni, una laurea con 110 e lode, che non
viene più riconosciuta, ed un diploma di specializzazione polivalente,
rilasciato dalla Facoltà di Medicina cattedra di psichiatria, nel lontano
1993, quindi diploma universitario biennale anch’esso che non mi viene più
riconosciuto, perché considerato titolo di accesso al sostegno. Titolo che
adesso non è più specialistico, come una volta, ma viene dato, ormai, come
un airbaig di serie assieme all’abilitazione Sissis.
Vorrei impiegare, invece, il mio tempo in aggiornamenti e progetti
per la mia scuola, per i miei alunni. Per aiutare un bambino disgrafico ad
esprimersi al meglio, con ogni mezzo possibile, anche attraverso il computer
perché, come diceva un grande, “gli esami non finiscono mai”, ma ciò
riguarda soltanto gli esami della vita!…
Aspetto, con ansia, la decisione del TAR del Lazio in merito alla
ventilata possibilità di eliminare completamente le supervalutazioni che
stravolgono, di fatto, le graduatorie permanenti, lasciando ai neo laureati
i posti più vicini a casa.
Ai miei colleghi precari storici chiedo una maggiore unione di intenti.
Se alle scorse convocazioni avessimo tutti, all’unanimità, rifiutato i
posti alle isole o in montagna, ed avessimo accettato, in maniera più
logica, la sede più vicina a casa, dimostrando compattezza, non si sarebbe
stravolta la graduatoria e le deroghe al sostegno, tanto ricercate nella mia
città, per l’anno scolastico in corso non se le sarebbero godute quelli che
seguono dietro…. " |
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