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ROMA: "Chico" ed i micetti felici per papa Benedetto XVI
di Salvo Spoto
18 maggio 2005


CHICO, IL MICETTO PONTIFICIO IN "POLTRONA"

ROMA - "Chico", il gatto, scodinzola contento nel suo nuovo appartamento. E' davvero felice, anche se non ha più un bel terrazzo a disposizione. «C'è di meglio – sospira, mentre le palpebre si chiudono a saracinesca – con questi finestroni! E poi che bello! I corridoi, grandi e spaziosi, sembrano fatti apposta per correre». Sogni? Fantasie di animali parlanti? Nulla di tutto questo: "Chico" è un gatto in carne ed ossa, coda compresa. Il suo padrone.....pardon....amico? Una persona importante, tanto importante che più non si può. E già, è unico al mondo nel suo mestiere: il Papa.

E’ noto l'amore di papa Benedetto XVI per i gatti. Un affetto ricambiato, secondo chi lo conosce da cardinale. Per secolare tradizione, infatti, i prelati più eminenti del Sacro Collegio dei cardinali, sono titolari di una chiesetta, dedicata a Sant'Aurea, piccola, piccola ma molto antica e suggestiva, incastonata tra il Tevere, il possente castello rinascimentale di Giulio II e l'antica città portuale di Ostia. E’ terra, questa, abitata da contadini, artisti, turisti e gatti. Ognuno di loro è felice per ciò che la natura gli regala: ottimi pomodori e zucchine, l’ispirazione di squarci mozzafiato e scene bucoliche, la scoperta di un mondo fatato, e per quanto riguarda i felini, topolini di campagna, lucertole e qualche avventato serpentello innocuo.

Che cosa accadeva quando, il cardinale Joseph Ratzinger giungeva nell’artistico angolo di "vigna del Signore" assegnatagli come Prelatura? «Quando è capitato, sono stati i gatti i primi ad accorgersene – dice la signora Peppina, abitante in una delle case del Borgo – arrivavano, uno dopo l’altro, nella piazzetta per godersi la scena di quel signore importante ed imponente, vestito in maniera diversa dagli altri e, soprattutto, con una sciarpa di seta rossa che, mossa dal vento, li faceva venire loro una gran voglia di correre ad acchiapparla. «Miagolavano - continua sora Peppina –come se volessero dirgli qualche cosa». Non c’è tanto da scervellarsi per sapere cosa i gatti chiedevano al futuro Papa, amabile amico dei felini. Qualche carezza? Beh, una gattina bianca, tanto graziosa quanto sfacciata, a forza di stargli vicino e perfino a strusciargli tra le gambe, pare che gliela abbia davvero strappata al futuro Papa che ama le creature, gatti compresi.

 

 

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