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CATANIA - Lettera minatoria è stata inviata al giudice civile Felice Lima, è
la terza dopo quelle al procuratore capo Busacca e all'ex pm Cariolo.
Solidarietà dall’on. Giovanni Villari, vice presidente della V Commissione
legislativa Ars (Lavoro) e dal presidente della Commissione regionale
antimafia Incardona
16 novembre 2005

IL CAPO DELLA PROCURA DI CATANIA MARIO BUSACCA
CATANIA -
Una terza busta con minacce e un proiettile e' stata
inviata al Palazzo di giustizia di Catania. Il nuovo destinatario e' il
giudice del Tribunale civile e ex sostituto procuratore Felice Lima. Le
altre due lettere erano state inviate al procuratore capo della Repubblica,
Mario Busacca, e al giudice del Tribunale fallimentare Giovanni Cariolo.
Solidarietà è stata espressa dall’on. Giovanni Villari, vice presidente
della V Commissione legislativa Ars (Lavoro) e dal presidente della
commissione regionale Antimafia, Carmelo Incardona, al procuratore capo di
Catania, Mario Busacca, e ai giudici Giovanni Cariolo e Felice Lim.
Incardona ha detto: il mio pieno sostegno e la mia solidarietà e l'invito a
continuare l'azione di contrasto alla criminalità per l'affermazione della
legalità.
La lettera inviata al giudice Lima è identica, anche nei contenuti -
lettera di minacce e un proiettile calibro 38 special - a quella ricevuta
dal procuratore Busacca, venerdì scorso, e dal giudice Cariolo, l’indomani.
La missiva per Lima era nella posta di ieri ma la sua presenza è stata
notata soltanto oggi.
«Trovo inopportuno dare pubblicità a cose di questo genere, e
comunque mi sembra si tratti in questo caso del gesto di uno sconsiderato»,
ha affermato Lima. La lettera è stata presa in consegna dagli esperti della
polizia e alcuni reperti saranno inviati al Ris dei carabinieri di Messina.
I primi atti urgenti sono svolti dal procuratore aggiunto Vincenzo D’Agata e
dal sostituto Tiziana Laudani. Il fascicolo sarà poi trasmesso per
competenza alla Procura di Messina.
Le lettere sono state inviate per posta ordinaria alle segreterie dei
tre magistrati, con regolare affrancatura da Milano. Il nome dei destinatari
e l’indirizzo erano vergati a mano a stampatello maiuscolo. La lettera di
minacce sarebbe, invece, stata stampata su carta comune dopo essere stata
scritta su un computer.
Le indagini sul caso sono condotte dalla sezione di polizia giudiziaria del
Tribunale, dalla squadra mobile della Questura e dalla polizia postale.
Secondo quanto si è appreso il contenuto della missiva sarebbe questo: «Ci
avete fatto piangere, ora tocca a voi. Non avete agito contro una certa
famiglia e ci sono stati suicidi». Gli investigatori ritengono che le
minacce al procuratore Mario Busacca e ai giudice Giovanni Cariolo e Felice
Lima «siano da prendere in seria considerazione» anche se allo stato sembra
che non ci sia una pista privilegiata. Indagini sono in corso sui «casi in
comune» trattati sia dalla Procura sia dal Tribunale fallimentare di
Catania.
«Non ho paura, ho informato la mia famiglia ma la mia vita non cambierà». Ha
detto il procuratore capo Mario Busacca.
Il procuratore della Repubblica di Catania, Mario Busacca,
afferma di «non vedere collegamenti diretti» tra le buste con minacce e un
proiettile inviate a lui ed ai giudici dei Tribunali fallimentare, Giovanni
Cariolo, e civile, Felice Lima. «I colleghi hanno lavorato negli anni scorsi
e in tempi diversi in Procura - aggiunge - ma è difficile trovare una
connessione tra i tre uffici. Almeno che non si cerchi un depistaggio...».
«Stiamo comunque lavorando - rivela il magistrato - e ritengo che presto
potremo avere sviluppi, quanto meno sul piano dell’ ipotetico movente. Poi
vedremo».
SOLIDARIETA' AL PROCURATORE CAPO MARIO BUSACCA
In relazione alle minacce al procuratore capo della Repubblica di Catania
Mario Busacca, l’on. Giovanni Villari, vice presidente della V Commissione
legislativa Ars (Lavoro) rilascia la seguente dichiarazione di solidarietà.
"L’atto di intimidazione nei confronti del procuratore della Repubblica, dr.
Busacca, rappresenta un tentativo di frenare l’attività svolta dalla Procura
di Catania e, in particolare, del procuratore capo da parte di criminali che
vorrebbero ostacolare l’azione della giustizia. Non troveranno alcuno spazio
nella società catanese dove sta crescendo la consapevolezza di una legalità
sempre più diffusa e condivisa. Al procuratore e a tutti i magistrati,
nonché alle forze dell’ordine, che operano in condizioni certamente
difficili va il mio apprezzamento e la mia solidarietà."
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