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Iraq - Fra i quattro italiani
rapiti ieri, due sono siciliani
14 aprile 2004

ALCUNI DEI RAPITI NEL VIDEO TRASMESSO DA AL-JAZEERA
IRAQ - Dei quattro cittadini
italiani rapiti ieri in Iraq due sono siciliani. Tutti giovani al di sotto
dei quarant'anni, lavorano per la società americana Dts security che aveva
già comunicato al nostro Ministero degli Esteri la scomparsa dei suoi
quattro dipendenti italiani. Ma non è stato necessario avviare
ulteriori verifiche, poiché il mistero è stato purtroppo chiarito dal video
diramato in tutto il mondo dall'emittente araba Al Jazeera.
I rapiti sono stati identificati, anche perchè loro stessi hanno pronunciato
i loro nomi e mostrato le loro carte di identità, si tratta di: Salvatore
Stefio, Fabrizio Quattrocchi, Umberto Cupertino, Maurizio Agliana.
Salvatore Stefio, 34 anni nato a Lentini in provincia di Siracusa,
abita con la famiglia a di Catenanuova (Enna); lavora per la società
italiana di sicurezza Presidium che opera anche in Iraq.
Umberto Cupertino, 35 anni, di Sammichele di Bari, vive nella
cittadina pugliese con la madre ed lavora come guardia privata.
Fabrizio Quattrocchi, 37 anni, di Catania ma vive a Genova con la famiglia e
collabora con l' agenzia di investigazioni e sicurezza Ibsa. Nell' esercito
italiano ha servito in fanteria.
Maurizio Agliana, 37 anni, di Prato, vanta una lunga esperienza nel
volontariato, e fa la guardia giurata svolgendo il suo servizio
anche all' estero.
Nel filmato mostrato da Al Jazira in cui si vedono i quattro ostaggi
italiani vengono presentate alcune richieste a nome del gruppo islamico che
ha rivendicato il rapimento.
Queste le richieste, secondo varie fonti:
- Il governo italiano deve ritirare le sue forze dall'Iraq
- Il ritiro deve avvenire secondo un calendario
- Il governo italiano, per voce del Premier, deve presentare scuse
ufficiali attraverso le emittenti satellitari arabe per le trasgressioni
contro l'Islam e i musulmani
- Il governo italiano deve liberare i detenuti iracheni, tra i quali
dignitari religiosi
- Se il governo italiano rispondera' positivamente a queste richieste,
verra' informato della controparte con cui trattare per il rilascio degli
ostaggi
LA RIVENDICAZIONE E' DELLE BRIGATE MUJAHEDDIN
Nel video una voce annuncia che il gruppo detiene quattro italiani e
chiede al governo italiano di ritirare le sue forze dall'Iraq e giura nel
nome di Dio di continuare la propria lotta fino alla liberazione del proprio
paese. Uno dei rapitori ha chiesto "un impegno per il ritiro delle truppe
italiane dall'Iraq secondo un calendario, che il governo italiano per voce
del primo ministro presenti le scuse ai musulmani e la liberazione dei
detenuti iracheni, tra cui dignitari religiosi."
PRESI VICINO A FALLUJA
''Elementi dei mujahiddin in Iraq hanno avuto successo nella loro
missione di tagliare il cammino ai rinforzi destinati alle forze americane
intorno alla città di Falluja: queste falangi sono riuscite ad arrestare
quattro elementi dell' apparato di sicurezza italiano che sosteneva le forze
d'occupazione americane ". E' il testo della prima parte del comunicato
letto da uno dei militanti che circondano i quattro italiani nelle immagini
di Al Jazeera.
BERLUSCONI HA ASSICURATO CHE IL GOVERNO FARA' DI TUTTO PER OTTENERE IL
RILASCIO DEI QUATTRO ITALIANI RAPITI
''Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi assicura che il Governo
fara' tutto quanto e' nelle sue possibilità per arrivare al più presto al
rilascio dei quattro cittadini italiani bloccati in Iraq''. E' quanto si
legge in una nota della presidenza del Consiglio. 'Il ministro degli Esteri
- prosegue la nota - e' in continuo contatto con le nostre autorità
diplomatiche sul luogo e con i colleghi dei Paesi che hanno in corso
analoghe vicende, mentre il ministro della Difesa viene costantemente
aggiornato sugli sviluppi della situazione dai responsabili delle forze sul
campo".
TUTTAVIA, SULLA SCOTTANTE QUESTIONE,: ''Il Presidente del Consiglio Silvio
Berlusconi ribadisce che la missione di pace dei soldati italiani in Iraq,
in linea con gli impegni internazionali assunti, non è assolutamente in
discussione ". Questo è riferito in una nota della presidenza del Consiglio.
Berlusconi afferma inoltre che "L'Italia si riconosce
nell'appello lanciato dal segretario generale dell'Onu, Annan", a
proposito della richiesta di Kofi Annan per la liberazione di tutti gli
ostaggi rapiti in Iraq.
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