home Sicilia Millennium  - scrivi al direttore

notizie dalla sicilia

© sicilia millennium
quotidiano telematico diretto da Enza Garipoli
tutti i diritti riservati
sicilia millennium... e ti affacci al mondo

 

indice delle notizie 
regionali

 
     vai al supplemento culturale Misura D'Amore  

 


CATANIA - L'assessore Gianni Vasta: "Perplessità per alcune dichiarazioni del ministro Buttiglione"
di Enza Garipoli
11 novembre 2005

L'assessore Gianni Vasta

CATANIA -  Ad accogliere il  ministro Rocco Buttiglione in visita ufficiale a Catania, martedì scorso c'era anche l'assessore alle Manutenzioni Gianni Vasta, che in una intervista a Sicilia Millennium ha espresso le sue perplessità riguardo ad alcuni argomenti, Pil e "moltiplicazione culturale a costo zero", sottolineati dallo stesso Buttiglione.

«Sono sostanzialmente soddisfatto per la visita del ministro Buttiglione, però di fatto mi ha fatto rimanere perplesso
la posizione del ministro da momento che il suo dicastero è senza portafoglio, ma in realtà la Cultura ha bisogno di supporto finanziario per essere elevata a livello del bacino mediterraneo. Se non ci sono le condizioni finanziarie per poterlo fare il ministro, e il nostro assessore al ramo Maimone e la nostra amministrazione, insieme dovranno inventarsi "la moltiplicazione culturale" senza finanziamenti. Questo è quello che mi ha fatto rimanere un po' amareggiato ma speriamo che sia una congiuntura e speriamo che sicuramente lavoreremo per riuscire a portare la cultura non solo catanese ma siciliana ad alti livelli.

--Fra le dichiarazioni che ha fatto oggi il ministro Buttiglione, quali l'hanno colpita maggiormente?

«Sono stato impressionato dalle sue affermazioni riguardo al Pil. Secondo il ministro, il prodotto interno lordo è cresciuto del 2,8 per cento: non ne parla nessun giornale ed è strano perché in realtà abbiamo sentito dalla viva voce di un ministro quello che i mass media non ci fanno sapere. E' giusto che la Sicilia vada avanti in modo e per conto di tutti noi siciliani e quindi tutto ciò che rappresentiamo, non da ora ma da millenni, nel Mediterraneo.
Praticamente la Cultura ci premia e ci permette di poter aprile finalmente quel grande forziere che è il Turismo, chiuso perché manca la possibilità finanziaria nella Cultura.
Cioè a dire di fatto: incentivare finanziariamente per poter attivare gli scavi archeologici siciliani, da Selinunte a Segesta all'Orecchio di Dionisio: tutti i numerosi siti che fanno parte del nostro patrimonio archeologico e che purtroppo non viene pubblicizzato per mancanza di fondi.»

--Solo ad Enna, ad esempio, sono stati scoperti finora più di 300 siti archeologici e tantissimi altri sono sparsi per tutta la regione e costituiscono una delle maggiori ricchezze della Sicilia...

«Evidentemente ci vuole di più per avviare un discorso turistico efficace.
Mi rammarica il fatto che da noi si organizzino sempre convegni sulla legalità per parlare all'infinito di Mafia. In realtà è inammissibile che si faccia poco caso al fatto che nel Settentrione ci siano i vari Tanzi e Cragnotti o Geronzi, tutti implicati in truffe di migliaia di miliardi di lire ai danni di migliaia di poveri pensionati; e che in realtà non appena da noi c'è un contenzioso, tra un consigliere di quartiere e un qualche delinquente, già subito si parla di mafia; questo è gravissimo, perché esportiamo solo autolesionismo. »

--Cosa ne pensa di questa Catania che sta scoppiando, con la criminalità minorile che ha superato ogni primato negativo e che si trova in cima alla classifica nazionale per giovanissimi arrestati per aver commesso reati gravissimi, come i sei baby-rapinatori arrestati ieri a Mascalucia?

«Purtroppo i mezzi d'informazione danno un grosso contributo al diffondersi della piaga della delinquenza minorile. Di fatto, è principalmente grazie a loro che si diventa violenti. Io vorrei che nelle nostre emittenti si ritornasse a trasmettere "Marcellino pane e vino" al posto di "Arancia meccanica": questo è quello che stiamo seminando e questo è ciò che raccogliamo.  E lo raccogliamo sapendo di sbagliare: sicuramente non si può parlare di prevenzione della violenza quando in realtà l'ammettiamo in tutte le emittenti, e questo è sbagliatissimo.»
 

--

«Quando si fanno convegni sull'eclissi della legalità in Sicilia, si parla inopinatamente di "eclissi" in una regione dove sono morti in realtà tanti giudici valorosi, come Falcone e Borsellino, dove sono morti tanti bravi ragazzi e dove tanti amministratori stanno strenuamente combattendo quella che è ormai divenuta una piaga culturale. Infatti, a noi siciliani basta uscire fuori dal bacino mediterraneo per sentirsi dire, solo per questo, "mafiosi", senza distinzione e rispetto per la nostra realtà che è fatta soprattutto di componenti positive.
Noi siamo autolesionisti, però di conseguenza smettiamola di piangerci addosso e di parlare continuamente di mafia. Si tratta di atti delinquenziali, che in realtà vengono commessi ed esistono in tutto il mondo. Da noi in Sicilia la mafia è enfatizzata: ma io continuo a ribadire che effettivamente nel Settentrione ci sono molti più delinquenti che da noi, perché da lì partono i crac finanziari che portano alla disperazione migliaia di onesti risparmiatori e pensionati.
Non voglio legittimare nessuno ne' difendere alcuno, però, in realtà, quando si parla di treni ad alta velocità non si parla di mafia, quando si parla di Tanzi non si parla di mafia, però quando si parla di Ponte di Messina, allora entra in ballo la solita mafia. Questo è sbagliato: ora io dico ai miei amministratori e al mio Governo che dobbiamo smetterla di parlare male della mia Sicilia. Di una terra in cui è nata la cultura e la legalità, e gli ultimi cinquant'anni non possono cancellare quei duemila anni di storia che hanno inondato di gloria i luoghi e le genti che hanno sputato sangue e la propria vita per il bene di questa bellissima terra, che è diventata terra di conquista, troppo frequentemente dilaniata anche dagli stessi siciliani.»


 

 

argomenti correlati