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TORINO - IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CIAMPI, COME ANNAN HA CHIESTO CHE I
GIOCHI INVERNALI NON VENGANO TURBATI IN NOME DELLO SPIRITO DI FRATELLANZA
10 febbraio 2006
TORINO 2006 - Carlo Azeglio Ciampi rilancia
l'appello del segretario generale dell'Onu, Kofi Annan perché, durante i
giochi invernali di Torino 2006 "la tregua olimpica non venga turbata". Il
mondo, ha osservato il capo dello Stato incontrando i vertici del Comitato
olimpico internazionale, sta attraversando un momento non facile,
"caratterizzato da grande incertezza": di fronte all'escalation di tensione
che si registra da più parti, da parte del mondo islamico nei confronti
dell'Occidente per la vicenda delle vignette su Maometto e l'Iran sulla
questione del nucleare, il messaggio delle Olimpiadi deve essere un
messaggio universale di pace affinché ha ribadito Ciampi, "nel mondo
prevalga lo spirito di fratellanza".
''Fatevi onore, fateci sognare, fate onore all'Italia''. La squadra olimpica
azzurra ha un supporter d'eccezione: Carlo Azeglio Ciampi. Al Villaggio
olimpico di Torino il capo dello Stato si immerge nell'atmosfera agonistica
che precede la grande kermesse invernale.
Arriva intorno a mezzogiorno, per consegnare il tricolore all'alfiere della
squadra azzurra, la giovane pattinatrice Carolina Kostner. E' subito chiaro
che tra atleti e dirigenti, Ciampi si trova a proprio agio. Sale sul palco,
presentato dal presidente del Coni Gianni Petrucci come ''il vero capitano
di questa squadra meravigliosa'' e subito indossa la giacca a vento degli
azzurri. ''Che bella, e questo che cos'e', il prezzo?'', dice prendendo tra
le dita il cartellino di cartone che pende dalla zip.
Poi chiama l'emozionatissima Carolina : l'efebica atleta del ghiaccio avanza
scortata da un corazziere che, con tutto l'elmo, sembra due volte più alto
di lei. Insieme Ciampi e la Kostner alzano la bandiera e la sventolano tra
gli applausi. ''Quanti anni hai?'' chiede Ciampi alla pattinatrice piu'
famosa d'Italia. ''Diciannove'', risponde lei abbassando gli occhi. Lui le
da' un buffetto sulla guancia, e commenta: ''Pensa che i miei nipoti hanno
diciannove, venti e ventun'anni...''.
Insomma Ciampi fa da nonno-tifoso della squadra azzurra, affiancato dalla
moglie Franca, anche lei entusiasta del clima olimpico. ''Che bella
gioventu', noi italiani siamo proprio bravi'', dice nell'accettare un mazzo
di fiori dalla mascotte della squadra, la quindicenne Valentina Bettarini,
sorriso timido ma grinta da vendere sul campo di hockey.
Breve giro nel villaggio olimpico. Ciampi si ferma a firmare il muro della
tregua olimpica: un muro dove i ''potenti della terra'' in visita ai Giochi
lasciano la loro firma a suggello dell'ideale della pace sportiva e non
solo. Poi il presidente si trasferisce con gli atleti nel piazzale del
villaggio. E' la cerimonia piu' importante della giornata, quella dell'
alzabandiera. Il presidente sale sul palco, chiamato dall'ex olimpionica
Manuela Di Centa. E qui Ciampi si rivolge a tutti gli atleti. Dice di essere
felice di essere a Torino, ''circondato dal vostro affetto e dal vostro
entusiasmo'.
Ricorda la precedente olimpiade invernale italiana, quella di Cortina del
1956: ''Ma voi campioni della squadra azzurra, siete troppo giovani per
ricordarvene' ''Siete una squadra meravigliosa, 184 straordinari campioni.
Avete lavorato sodo per essere qui, e già questo e' un grandissimo
risultato: poter essere tra i protagonisti attivi dei giochi olimpici''. E'
il momento dell'inno: prima quello olimpico, poi quello di Mameli. La
bandiera bianca rossa e verde sale sul pennone olimpico. Ciampi, come
d'abitudine, canta le parole di ''Fratelli d'Italia''. E , prima
sommessamente, poi con più decisione, a lui si uniscono gli atleti e i
volontari presenti nel piazzale. Fine della musica. A Ciampi si avvicina il
capo delegazione azzurra Raffaele Pagnozzi e gli porge un pettorale: ha il
numero uno, e' quello dello slalom speciale. ''Glielo regaliamo perché lei
ha dato propva di destreggiarsi piuttosto bene, in questi sette anni, tra i
paletti della politica''.
Per il pranzo. Ciampi segue gli atleti nella mensa olimpica. Con il
vassoietto in mano fa la fila insieme agli altri. Mangia agnolotti burro e
salvia, arrosto di vitello, verdure griglioate, un po' di insalata, una
macedonia, una fetta di torta paradiso. Accanto a lui la moglie Franca e il
campione di short track Fabio Carta. Nella tavolata presidenziale ci sono
anche Isolde Kostner, Deborah Compagnoni, Pierino Gros, Manuela Di Centa,
Caroline Kostner, i pattinatori Enrico Fabris e Maurizio Carnini, il capo
delegazione Pagnozzi, il presidente del comitato organizzatore Valentino
Castellani. Non ci sono purtroppo Giorgio Rocca e gli altri azzurri dello
sci, impegnati negli allenamenti fuori Torino. Ma ci sono i ct Thoeni e
Albarelli.
Ciampi lascia il villaggio felice: è stata una pausa di serenità tra le
tensioni politiche che animano la vigilia dello scioglimento delle Camere e
le preoccupazioni per le contestazioni anti-olimpiche. Se ne accorge la
signora Franca, che confida al presidente del comitato organizzatore
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